Musica Medievale a Villa Visconti d'Aragona.

Il gruppo Kalòs Concentus

| di Chiara Mura
| Categoria: Cultura
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Tra la cornice architettonica della ex casa padronale Villa Visconti d’Aragona, il gruppo Kalòs Concentus ha trovato il suo palcoscenico.

I secoli XVI-XVIII (epoca di costruzione della Villa) sembrano farsi da parte e lasciare spazio, all’interno del cortile della Villa, ai secoli XII e XIV che li hanno preceduti, che si esprimono attraverso un ensamble di musica Medievale.

Martedì 22 luglio si è tenuto il concerto dell’Associazione Kalòs Concentus, un ensamble vocale e strumentale che si propone come obiettivo quello di recuperare e di valorizzare il repertorio musicale antico e soprattutto medievale. Cercano di portare avanti la tradizione del musico, cantante e strumentista assolutamente lontano dal concetto di professionista odierno.

Disposti sul palchetto all’interno del cortile, musici con il proprio strumento e attributo indispensabile, hanno intonato ben 19 brani, un variegato repertorio che spazia dalle Laudi alle Cantighe, da brani strumentali a brani con coro, da brani sacri a quelli profani.

Aurea personet Lyra; Astra tenenti; Amor mi fa cantar a la Francesca; Imperayritz; Jubilemus; Tant con je vivrai (De la Halle); Tanto son da groriosa; Santa Maria strela do dia; Rosa da rosas; J’ai adès d’amours chanté (De la Halle); Quinta Estampie; Sempr’a Virgem; Chanterai por mon corage; Saltarello “La Regina”; Stella Splendens; Gaphuri tandem modulis levata; Troppo perde il tempo; Je muir d’amourete (De la Halle); A madre de Jesu Christo.

Le melodie che questi titoli portano con sé hanno il tono allegro della ballate, delle danze e delle feste ma anche un’accezione più solenne quando il sentimento che si vuole evocare è quello angoscioso della paura, azzardato della disperazione, triste della morte…la musica nel Medioevo usciva dalle navate delle cattedrali per trovare spazio nelle piazze, tra i movimenti concitati dei corpi in danza. A livello di ritmo, la differenza tra sacro e profano non è percepibile, non esiste una netta demarcazione.

I Laudari italiani, le Cantigas de Santa Maria spagnole e il Llibre Vermell di Montserrat sono le fonti da cui sono stati tratti molti dei brani proposti e suonati.

Canti religiosi o d’amore, flauti dolci, dolzaina, symphonia, traversa medievale, oud, liuto medievale, dulcimer, arpa celtica, ocarina, darbuka, campane tubolari, sonagli e cucchiai…un vero e proprio ensamble vocale e strumentale sapientemente concertato.

Sebbene i nomi dei musici che allegramente suscitavano l'euforia del popolo con danze e musiche non sono pervenuti fino a noi, il gruppo Kalòs Concentus si è presentato con nome e cognome, permettondoci di fare la loro più immediata conoscenza.

Franco Boaretto, Delfina Cadelo, Stefano Spolaore, Daniele Zini, Marco Zini e Sergio Lonoce (direttore dell'ensamble) agli strumenti; Adele Brambilla, Delfina Cadelo, Anastasia Iaquinta e Sergio Lonoce sono stati le voci.

Chiara Mura

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