Marco Giampaolo non è più l’allenatore del Milan

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Dopo anni di gavetta, di buoni risultati, di calcio spettacolare e di idee innovative, Marco Giampaolo era stato individuato da Boban e Maldini come l’uomo cui affidare il timone del nuovo Milan. Un Milan infarcito di giovani di belle speranze, con pochi giocatori esperti in rosa che, tuttavia, aveva l’obbligo di centrare quantomeno la qualificazione alla prossima Champions League. Dopo sole sette giornate di campionato, complice un gioco tutt’altro che entusiasmante ed alcune prestazioni poco edificanti, la dirigenza ha tuttavia deciso di esonerare Giampaolo e di affidare la panchina del Diavolo a Stefano Pioli.

Gli errori del tecnico abruzzese

Che Giampaolo non fosse un allenatore dal carattere mansueto era cosa risaputa, ma che potesse trasmette la propria inquietudine interiore a tutta la squadra probabilmente l’avrebbero potuto immaginare in pochi. L’allenatore abruzzese è spesso apparso confuso, poco convinto delle sue stesse scelte e, forse, ancora non pronto a sedere su una panchina pesante come quella del Milan. Come raccontato anche da Sky Sport, dopo aver ben impressionato nelle amichevoli estive, i rossoneri hanno faticato in modo imprevisto in campionato e nelle prime sette gare sono arrivate soltanto tre vittorie e ben quattro sconfitte. Nonostante gli scarsi risultati ed il gioco poco brillante espresso, a pesare sull'esonero del tecnico abruzzese è stata la gestione dei nuovi arrivati Duarte, Rebić, Leao, Bennacer e Krunić, che in questo avvio di stagione hanno visto il campo con il contagocce. Il nuovo tecnico Pioli, sarà quindi chiamato ad un piccolo miracolo sportivo e non è un caso che ad oggi, secondo le scommesse sulla Serie A, il Milano non sia più tra le favorite per la conquista del quarto posto che vorrebbe dire Champions League, con le dirette rivali Atalanta, Lazio e Roma che, seppur abbiano viaggiato a corrente alternata, sembrano essere meglio attrezzate dei rossoneri.

Giampaolo paga anche per colpe non sue

Come spesso accade quando una squadra incontra delle difficoltà, Giampaolo è stato individuato come principale responsabile degli scarsi risultati ottenuti dai rossoneri. Guardando la rosa di questo Milan, viene tuttavia il dubbio che le colpe siano imputabili anche alla dirigenza, incapace di costruire negli anni una rosa competitiva, nonché ai giocatori stessi che, troppo spesso, hanno dimostrato di non essere ancora pronti per esprimersi ad alti livelli. Il Milan sembra vivere una situazione drammatica da cui difficilmente potrà uscire se non ci saranno dei massicci investimenti sul mercato: da una parte, c’è la storia secolare e vincente dei rossoneri che impone di ottenere nell’immediatezza risultati importanti e, dall’altra, il reale valore della rosa che, almeno ad oggi, non sembra all’altezza dei top team del campionato italiano. Giampaolo sembra essere quindi l’ultima vittima di un sistema che, nonostante gli avvicendamenti in presidenza, a livello dirigenziale e sulla panchina non riesce ad uscire dal vortice di negatività in cui è entrato da ormai sette stagioni.

Dopo sette giornate di campionato, il Milan ha già messo da parte il progetto Marco Giampaolo ed ha deciso di affidare la propria panchina a Stefano Pioli. Il nuovo tecnico dei rossoneri dovrà quindi essere bravo a dare fiducia ad un gruppo che spesso è apparso troppo insicuro ed incapace di dare seguito alle aspettative.

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