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Milano, l’è un gran Mundial: Qui si respira aria di calcio

| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Milano è unica nel suo genere: anche quando l’Italia non è ai Mondiali, l’aria resta ugualmente diversa. Più accesa, più vibrante, più pregna dell’attesa tipica di una partita decisiva. Del resto, il flusso di vita del capoluogo lombardo è in quantificabile: ovunque ti giri puoi ritrovare e riscontrare un angolo della Terra. E di conseguenza, un tifoso che tifa, urla, sbraita e vive per la sua Nazionale impegnata al Mondiale.

Incontriamo a tal proposito proprio Ahmed, egiziano di 45 anni: ha un negozietto di liquori dietro un angolo del centro. Quarantacinque: proprio come l’età del portiere e del capitano del suo Egitto, Essam El-Hadary. Che se dovesse giocare, diverrebbe il calciatore più anziano di sempre a giocare in un Mondiale: batterebbe i 43 anni di FarydMondragon della Colombia, edizione Brasile 2014. Che storia, la sua: “Sono qui da 15 anni, non posso crederci che gli azzurri siano fuori dal Mondiale”, ci sorride. Ma al solo pensiero rivolto agli azzurri no, non riesce a contagiarci.

L’Italia è infatti una delle sole otto nazioni che hanno vinto almeno una Coppa del Mondo: Uruguay, Germania/Germania Ovest, Brasile, Inghilterra, Francia e Spagna l’accompagnano. E quest’anno? “Magari il Perù”, ci dice Juan: capirete bene da dove arriva. Magari sì, del resto le ultime 5 Coppe del Mondo sono state vinte da altrettanti paesi diversi: ma un bis tedesco non è affatto improbabile. Ah, a quel punto eguaglierebbe l’Italia del 1934-1938 e il Brasile del 1958-1962: formazioni storiche, probabilmente irripetibili.

No, stavolta vince il Giappone del mio mito Nagatomo”, Endo vuole convincerci. Il suo ristorante è uno dei più buoni di tutta Milano, cucina tipica ovviamente: “Ma quando gioca la nazionale chiudo e sto qui solo con gli amici”, ci racconta. Tifa Inter, è qui da una vita: quando è arrivato Nagatomo in nerazzurro è addirittura corso in sede per un autografo. Missione compiuta: quel foglio di carta è in una piccola teca dietro il bancone. Sarebbe bello se toccasse a un’asiatica, in realtà: sono due soltanto le confederazioni che hanno prodotto nazionali vincitrici di titoli mondiali, l’UEFA con 11 titoli e CONMEBOL con 9.

Che sia tempo per qualcosa di diverso? Chissà. Intanto, una chicca: sapete quanta distanza totale su strada dovrà superare la Colombia ne suoi 3 incontri del gruppo H? 749. Viaggi infiniti, come questo Mondiale a Milano.

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