SPAZIO PREVENZIONE LILT SESTO: "I SESTESI SI STANNO ACCORGENDO DI NOI"

DAL 2013 LO SPAZIO PREVENZIONE OFFRE DEI SERVIZI PER INFORMARE, PREVENIRE E CURARE

| di Antonio Giovanditti
| Categoria: Interviste
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Dal 2013 in via Cairoli 76 a Sesto San Giovanni c'è lo SPAZIO PREVENZIONE LILT, una struttura che è organizzata per offrire servizi legati alla prevenzione, all'informazione e alla cura del tumore al seno ma non solo...
Ottobre è il mese rosa della prevenzione e ne abbiamo approfittato per incontrare Marzia Masoero (responsabile dello Spazio Prevenzione di Sesto San Giovanni) e la dott.ssa Catia Bonfatti (senologa) che ci hanno spiegato il funzionamento del centro con molta gentilezza e disponibilità.
 
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Abbiamo intervistato prima Marzia Masoero (responsabile dello Spazio Prevenzione di Sesto San Giovanni).

 

-DOMANDA: Spazio Prevenzione è attivo a Sesto San Giovanni dal 2013: come è nata l'idea di aprire questa struttura e quali sono i principali progetti portati avanti in questi anni? Quali sono, inoltre, i servizi offerti da questa struttura?

-RISPOSTA: "L'idea di aprire una struttra qui a Sesto San Giovanni è nata dalla necessità di coprire un territorio che non era coperto dai nostri servizi in particolare di diagnosi precoce (parlando di Spazio Prevenzione). Noi avevamo come LILT (Lega Italiana Lotta Contro i Tumori) sez. prov. di Milano quattordici spazi prevenzione sul territorio di Milano, Monza e provincie; questa zona del Nord Milano non era coperta dai nostri servizi e quindi la scelta di un centro come Sesto San Giovanni che è una città avrebbe fatto da punto di riferimento per il Nord Milano, offrendo servizi principalmente a Sesto San Giovanni e poi ai comuni limitrofi.
In questi quattro anni abbiamo offerto tutti i servizi che offriamo negli Spazi Prevenzione più grandi che sono quelli che hanno anche i macchinari per fare gli esami. Offriamo dunque visite (con un contributo volontario da parte dell'utente) di prevenzione per diversi distretti: dermatologia, senologia, ginecologia otorinolaringoiatria e urologia. A queste visite, per quanto riguarda la ginecologia e la senologia, seguono anche gli esami (mammografia ed ecografia). 
Ci si avvicina a noi semplicemente con una telefonata o prendendo un appuntamento di persona e si fa la prevenzione dell'anno. Offriamo questi servizi perchè sono i distretti in cui si può fare prevenzione perchè nell'eventualità si scoprisse una malattia in un momento precoce si ha lapossibilità netta di avere delle cure che possono portare a una vita normale.
In questi quattro anni siamo cresciuti perchè siamo passati dalle 3000 visite del primo anno alle 4500 del secondo anno alle 7500 del terzo anno e quest'anno speriamo di aumentare ancora. Ci rendiamo conto però che non è ancora abbastanza perchè la cittadinanza non ancora ci conosce nel modo corretto". 


-DOMANDA: Come mai questo centro è ancora poco conosciuto e poco utilizzato dai cittadini sestesi?

-RISPOSTA: "Tutto quello che è stato fatto in questi anni ha portato ai risultati che citavo prima, comunque a una crescita. C'è ancora molto da fare per farci conoscere ed è quello che stiamo facendo perchè agli eventi che organizziamo la città risponde benissimo, veramente con grande interesse e partecipazione; in questi anni il passaparola ha fatto tantissimo per noi perchè è stato uno dei principali canali di aumento del numero di visite. C'è tanto da fare in generale sull'argomento prevenzione perchè si tratta di un argomento difficile perchè c'è chi è abituato a fare prevenzione da sempre e quindi la vede come una routine di ogni anno; c'è invece chi è lontanissimo dalla prevenzione e non ha idea di come farla e si avvicina alla prevenzione solo quando si ammala qualcuno (un famigliare, un amico) e sente di dover avvicinarsi. La nostra mission è proprio questa: avvicinare chi è lontano".

 

-DOMANDA: Lo slogan della campagna Nastro Rosa è "Fatele vedere", una simpatica provocazione che colpisce nel segno. Quanto conta il lato di riservatezza e pudore nell'affrontare un percorso di prevenzione oggi? È un tabù il rivolgersi a un centro per prevenire eventuali malattie?

-RISPOSTA: "Non tanto un tabù quanto la poca conoscenza dei passi giusti da fare per prevenire. Chi poi si avvicina alla prevenzione non ha nessun problema a fare le visite, non c'è il problema di avvicinarsi al mondo della malattia e capire eventualmente cosa fare. Noi, chiaramente, qualora venga scoperta una malattia seguiamo gli utenti. Io direi che c'è una mancanza di conosceza e sapere di vivere la prevenzione come una cosa normale. È importante sensibilizzare donne e uomini a fare prevenzione".

 

-DOMANDA: Il tumore al seno viene percepita come una questione prettamente femminile, in realtà non è così. Che tipo di supporto danno gli uomini al mondo della prevenzione anche in termini di partecipazione agli eventi benefici?

-RISPOSTA: "Notiamo la crescita di partecipazione alla prevenzione da parte degli uomini ma c'è ancora un divario nettissimo tra donne e uomini. In percentuale potremmo dire che la prevenzione viene fatta da un 70% di donne e da un 30% di uomini. Gli uomini non sono abituati a pensare di dover fare prevenzione".

 

-DOMANDA: È possibile aggiungere qualche dato in più rispetto alla crescita delle visite presso lo Spazio Prevenzione?

-RISPOSTA: "Questo Spazio Prevenzione può accogliere circa 22000-23000 visite all'anno. Rispetto ai dati precedentemente indicati siamo ancora molto lontani. Per questo il nostro invito alla cittadinanza è: c'è spazio per tutti i cittadini. Noi puntiamo ad un centro che funzioni a pieno regime, che faccia 22000 visite all'anno; deve essere chiaro che è un punto per la cittadinanza perchè abbiamo quattro sale visita, una sala conferenze. Oltre alle visite elencate in precedenza, sono previsti colloqui di disassuefazione dal fumo e le consulenze alimentari che sono una prevenzione primaria per permettere di vivere nei corretti stili di vita. Possiamo offrire alla cittadinanza tutto dal punto di vista della prevenzione ed è quello che vogliamo fare".

 

-DOMANDA: Come vede questo Spazio Prevenzione tra cinque anni?

-RISPOSTA: "Sicuramente più conosciuto, più vissuto, più partecipato dalla cittadinanza anche pensato come luogo di incontri (avendo a disposizione la sala conferenze), punto di riferimento medico ed informativo sul mondo dell'oncologia. L'augurio è che le visite crescano perchè vuol dire che sta crescendo la prevenzione".



A seguire abbiamo intervistato la dott.ssa Catia Bonfatti (senologa)

 

-DOMANDA: Da quanto tempo è in LILT e come può deifinire la sua esperienza?

-RISPOSTA: "Noto che gli spazi prevenzione rispetto al 1990 (quando ho iniziato io) sono cresciuti parecchio sia come tipo di prestazione sia come location perchè oggi sono posti molto accoglienti. C'era una buona affluenza anche negli anno 90". 

 

-DOMANDA: Qual è l'età media delle persone che si avvicinano a questo Spazio?

-RISPOSTA: "L'età media è cambiata, devo dire. Adesso si vedono anche le giovanissime, cioè donne a cui non diremmo mai "È il caso di iniziare a fare una visita al seno", però magari hanno avuto l'amica o la mamma con dei problemi e per cui arrivano anche ragazze di 23-24 anni. Tenendo conto dlle visite globali, le ultrasettantenni non sono tantissime, ma questo è normale perchè il tumore prima dei 40 anni e dopo i 70 anni è abbastanza raro. Quindi la fascia dovrebbe essere compresa tra i 40 anni ed i 60-65 anni".

 

-DOMANDA: Ottobre è il mese della prevenzione; nello specifico a Sesto San Giovanni è attiva una campagna per la raccolta fondi per l'acquisto della tomosintesi. Come può incidere questa strumentazione sul vostro lavoro?

-RISPOSTA: "Questo strumento faciliterà soprattutto il lavoro del radiologo perchè è lui a capire se dopo una MX di screening, p necessario fare anche una tomosintesi. Secondo me la tomosintesi, se usata con criterio, dovrebbe evitare tanti falsi positivi, quindi evitare tante biopsie. Ad oggi dopo la mammografia, se ci sono dubbi, la paziente viene portata a fare un'indagine più invasiva. con questo strumento dovremme essere in grado di essere molto più precisi".

 

.DOMANDA: Come vede questo Spazio Prevenzione e la prevenzione in generale tra cinque anni?

-RISPOSTA: "Secondo me questo centro non è ancora molto conosciuto, andrebbe fatto conoscere maggiormente.E infatti campagne tipo Nastro Rosa servono a questo; gente che si avvicina per la prima volta nota il carattere accogliente della struttura.

 

-DOMANDA: Come stanno andando oggi le visite gratuite?

-RISPOSTA: "Direi bene, oggi per esempio ci sono state molte ragazzine, molte ragazze che hanno approfittato anche del fattore gratuito della visita effettuata comunque da gente esperta nel settore". 

 

La redazione di Sesto Daily News ringrazia Marzia Masoero (responsabile dello Spazio Prevenzione di Sesto San Giovanni), la dott.ssa Catia Bonfatti (senologa), tutto lo staff dello Spazio Prevenzione e l'Ufficio Stampa LILT, Comunicazione e Relazioni Esterne - Sezione Provinciale di Milano

Antonio Giovanditti

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