GEAS: VERONICA SCHIEPPATI, LA FANTASTICA ALA DEL GEAS

SECONDA STAGIONE TRA LE FILA ROSSONERE PER VERONICA SCHIEPPATI

| di Antonio Giovanditti
| Categoria: Sport
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Parafrasando una canzone di Luciano Ligabue, la storia di Veronica Schieppati potrebbe essere definita "una vita da mediano". La sensibilità ed il fascino atletico di questa campionessa non sono sotto i riflettori, ma sono indispensabili per la conquista dei traguardi del GEAS.

Veronica Schieppati ha 27 anni ed incarna alla perfezione questo ruolo: una ragazza come lei merita eccome di essere considerata e raccontata per l’impatto silenzioso che ha sulle partite, per la capacità di sacrificarsi e fare mille cose utili nell’arco dei 40 minuti, per la tenacia e dedizione che ha avuto nel recuperare dagli infortuni che le hanno fatto saltare tutta la stagione 2015/16 con la maglia di Costa Masnaga, per la positività che porta sempre alla causa, per il sorriso, la simpatia e la solarità che la accompagnano sempre fuori dal campo.

Chi meglio della sua allenatrice Cinzia Zanotti può raccontare le emozioni che questa giocatrice sa regalare: "Schieppa è assolutamente una giocatrice di squadra, che fa in campo quello di cui c’è bisogno in quel momento. Nel contesto del collettivo è proprio una tipologia di giocatrice essenziale, innanzitutto per il suo carattere, perché è positiva nei confronti del gruppo e ha l’atteggiamento giusto, e anche perché fa sempre la cosa giusta al momento giusto. Non è una giocatrice abituata a prendersi molte responsabilità in attacco, ma l’anno scorso col passare del tempo ci abbiamo lavorato ed è andata via via migliorando anche sotto questo punto di vista. Nella passata stagione si è mantenuta anche al di sopra delle mie aspettative, conquistandosi sempre più fiducia partita dopo partita. Spesso passa in secondo piano e non viene menzionata, ma per noi è importantissima e siamo molto contenti di lei".

Veronica è un’ala grande di sostanza, brava in difesa e ottima a rimbalzo, che capisce il gioco e che sa trovare punti tanto da sotto quanto con un tiro dalla media distanza semi-infallibile. Nella passata stagione è tornata in rossonero, dopo aver già vestito la casacca del Geas sia nel settore giovanile che nei primi anni della propria carriera senior. Dopo cinque anni spesi con le maglie di Sanga Milano, Carugate, Magika Castel San Pietro e Costa Masnaga, alla fine dodici mesi fa è arrivato il ritorno a casa, alla ricerca dell’obiettivo grosso della vittoria del campionato, una gioia che aveva già assaggiato da giovanissima in A2 con Sesto e che ha riprovato da pilastro della squadra in A3 con Carugate. Purtroppo, come sappiamo tutti, i piani non sono andati come previsto, ma l’occasione per riprovarci è già dietro l’angolo: "Rimane ancora tanta delusione e, passatemi il termine, tanta “incazzatura”. È tuttora una ferita aperta che ogni tanto torna a farsi sentire. Sono però determinata a ripartire con il giusto spirito ed entusiasmo, e lo stesso vale per tutte le mie compagne. Siamo pronte per provare a riprenderci quello che abbiamo solo sfiorato la scorsa stagione, ben sapendo che dobbiamo imparare da quelli che sono stati i nostri errori e che siamo perfettamente in grado di trasformarli in uno stimolo per migliorare ancora di più".

Nonostante la delusione finale per l’obiettivo mancato, quella di Veronica è stata una stagione eccellente e con tante soddisfazioni, anche personali. Dopo aver perso tutta la stagione precedente, si è ripresentata al via in buona forma ma con qualche dubbio legittimo, come accade a chiunque abbia subito un lungo stop e si trova a chiedersi se sarà in grado di tornare al livello precedente. Le prestazioni sul campo hanno spazzato via ogni domanda e fornito la migliore delle risposte:"Ero conscia dell’ottimo lavoro di riabilitazione e fisioterapia fatto post-intervento, fisicamente mi sentivo bene e avevo davvero tanta voglia di ricominciare a misurarmi sul campo. Ho cercato di mettermi al servizio della squadra e di fare il meglio possibile, cercando di essere utile facendo le cose che mi venivano chieste e che la squadra aveva bisogno da me. Ovviamente speravo potesse essere un’annata positiva a livello personale, ma non immaginavo che potessi andare così bene e ne sono davvero felice. Anche la scelta di riprendere a giocare, dopo essere rientrata da un lungo stop, ripartendo da una società che mi fa sentire a casa ha giocato un ruolo fondamentale per poter ripartire a mente sgombra e in serenità".

Per compiere questo passo serviva ripartire con calma, senza pressioni. In una società che conosceva e dove sapeva cosa avrebbe trovato. In una squadra che per lei è una seconda casa e una seconda famiglia, in mezzo ad un gruppo di amiche. Giocare con un clima del genere, assieme a persone a cui vuoi bene e che ti vogliono bene, rende tutto più semplice:"Mi riallaccio al fatto di ‘sentirmi a casa’ di cui parlavo prima; ovviamente il fatto di essere un gruppo unito anche fuori dal campo è un valore aggiunto notevole. Ci conosciamo molto bene e condividiamo tante cose assieme, siamo tutte amiche, ogni scusa è buona per passare del tempo insieme anche fuori dalla palestra, e credo che questo sia un fattore che di seguito va ad influenzare in positivo anche le prestazioni in campo, perché essere così legate tra di noi porta poi ad aiutarci più facilmente l’una con l’altra e a sacrificarsi volentieri in nome del gruppo".

Antonio Giovanditti

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