Il folk elegante di Iron and wine incanta l'Alcatraz

L'unica tappa italiana dell'artista statunitense non delude le aspettative

| di Antonio Giovanditti
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Il 5 febbraio è stato un lunedì di grande musica internazionale all'Alcatraz di Milano con l'unica tappa italiana del "Beast Epic Tour" di IRON AND WINE. Nonostante fosse un lunedì, l'affluenza di pubblico è stata poderosa ed ha portato verso il soldout. 

L'apertura del concerto è affidata alle note soavi, leggiadre, malinconiche ed ammalianti di Half Waif: una manciata di canzoni hanno accompagnato il pubblico verso il main event, l'atteso ritorno in Italia dell'artista americano che ha proposto brani dal suo ultimo album "Best Epic" (uscito a metà 2017) con degli arrangiamenti morbidi che hanno sottolineato atmosfere suggestive ed avvolgenti. 

Sul palco trionfa lo stile poetico ed intimo dell'artista barbuto che ricama con la sua chitarra melodie ammalianti dal candore sonoro sorprendente; ad accompagnarlo un quartetto all'altezza della situazione (violoncello, contrabbasso, tastiere e batteria/percussioni) che ha saputo interpretare e tradurre in musica un folk gentile che non ha bisogno di essere urlato perchè arriva a toccare le corde giuste inesorabilmente. 

Il pubblico non lesina applausi ed incita il proprio beniamino durante le pause di silenzio tra un brano e l'altro. Molto applaudita è stata “Passing Afternoon” eseguita magistralmente con un grande trasporto emotivo. Altro momento molto atteso da ricordare è stato "Boy With a Coin" con una delicatezza infinita. Sotto delle bellissime nuvolette appese al soffitto, Sam Bean attinge dal suo vasto repertorio non senza risparmiare brani dall'ultimo disco ("Last Night", "Thomas County Law", "The Truest Stars We Know", "About a Bruise", "Call It Dreaming"). 

Nell'ora e mezza abbondante di show, Iron And Wine raggiungono dei picchi emotivi stupendi con "House by the Sea" e "Love and Some Verses". In totale una ventina di brani e poche parole tra un brano e l'altro; molto spazio per la musica e per le emozioni a fior di pelle. La chiusura (dopo aver concesso il bis) è affidata ad una cover dei Mazzy Star dal titolo "Fade Into You" che lascia il pubblico a bocca aperta. Concerti del genere fanno venir voglia di musica bella. Se si potesse, in un viaggio ideale, avere una costante colonna sonora portatile, il folk di Iron and Wine sarebbe la perfetta compagna.  


 

Antonio Giovanditti

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