MEG: esce "CORONA DI SPINE", la colonna sonora del film"Camorra" di cui è autrice e voce narrante

ATTITUDE FOR MUSIC

| di antonio giovanditti
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È uscito il 3 ottobre "CORONA DI SPINE", la colonna sonora del film documentario "Camorra" di Francesco Patierno di cui la cantautrice è voce narrante e autrice.

Presentato all'interno della 75° edizione del Festival del Cinema di Venezia e successivamente trasmesso da Rai3, il film è un suggestivo ritratto storico e socio‐antropologico del capoluogo campano e della criminalità organizzata che lo affligge.
Frutto di mesi di ricerca tra i tesori degli archivi di Rai Teche, i sorprendenti filmati d’epoca, spesso crudi e terribili, sono raccontati da MEG attraverso musiche elettroniche delicate, un contrasto molto forte che trova un perfetto equilibrio nella voce della cantautrice.

Non è la prima volta che MEG è autrice di una colonna sonora. Nel 2001, infatti, realizza il progetto Nous, componendo le musiche per lo spettacolo teatrale "Dentro la tempesta" della compagnia sperimentale Krypton, tratto da "La tempesta" di William Shakespeare.
"Corona di Spine" è l'ennesima riprova dell'estrema sensibilità di MEG che, soprattuto in questa occasione, è riuscita a guardare con occhi di una bambina i filmati di repertorio e a tradurre in note e melodie uno scenario drammatico della Napoli degli anni 80.

È la stessa MEG a raccontare:"Sono cresciuta negli anni 80. Alle elementari andavo già a  scuola da sola - come tutti i bambini della mia età del resto - e ricordo ancora le raccomandazioni di mia madre la mattina: "non toccare mai le siringhe che vedi per terra!"... le siringhe me le ricordo bene, le guardavo con gli occhi sgranati; nel mio percorso quotidiano facevo lo slalom tra quelle e dei simpatici topoloni - detti dalle mie parti -  "zoccole". Gli anni '80 non sono stati un periodo semplice a Napoli, nè a Torre del Greco, la città del corallo, dove sono cresciuta, città schiacciata tra le falde del vulcano e il mare. Ricordo perfettamente il giorno del rapimento Cirillo - le mamme corsero a scuola a riprendersi i bambini per la paura - e ricordo perfettamente la sera del terremoto, dopo il quale, in tutto il vesuviano, si continuarono a vedere per anni e anni le baraccopoli di container in cui gli sfollati vivevano. Furono gli anni dell'ascesa di Cutolo e della Democrazia Cristiana, della speculazione edilizia, dell'eroina e del terrorismo. Anni in cui quello che vedevo e sentivo intorno a me, forgiava definitivamente la mia esistenza di bambina. Estremamente drammatico e, al contempo, brutalmente... normale.
Quando Francesco mi ha chiesto di scrivere le musiche per il suo docufilm e di farne anche da voce narrante, ho sentito che non potevo tirarmi indietro: la bambina che andava a scuola da sola tutti i giorni me lo stava chiedendo silenziosamente, con gli stessi occhi sgranati di allora".

antonio giovanditti

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