Implantologia: il dottore ci spiega...

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| di Dott. Michele Troiano
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Tra le terapie odontoiatriche con le quali ogni giorno, medici e pazienti, hanno a che fare c'è sicuramente l'implantologia. Ne sentiamo parlare ogni giorno attraverso la tv, la radio, le riviste e i cartelloni pubblicitari. Ma cos'è esattamente l'implantologia? Cos'è un impianto dentale?
Un impianto è una vite fatta di titanio che viene inserita nelle ossa mascellari (mascella superiormente o mandibola inferiormente) al fine di sostituire uno o più denti che sono andati persi per vari motivi nel corso della vita di un individuo.

L'impianto funge da radice articifiale del dente mancante, sulla quale sarà poi cementato o avvitato (a seconda dei casi e delle tecniche utilizzate) il manufatto protesico che sostituisce invece la corona del dente naturale. Questa tecnica mista (chirurgica e protesica) può essere utilizzata per sostituire sia un singolo elemento dentario (si parla in questo caso di edentulia singola), più elementi dentari (2,3,4...) fino alla riabilitazione di intere arcate sia superiori che inferiori.

L'inserimento dell'impianto avviente tramite atto chirurgico che consiste nel creare un alloggiamento nell'osso all'interno del quale l'impianto viene avvitato; fatto ciò, a seconda dei casi e del tipo di riabilitazione che si intende raggiungere, ma sempre e comunque a discrezione del clinico, l'impianto può essere immediatamente "caricato", ovvero su di esso si posiziona immediatamente la protesi (corona singola, ponte, arcata dentaria), oppure come più frequentemente accade, l'impianto rimane sommerso nell'osso per un periodo che può variare da due a cinque o sei mesi affinché avvenga l'osteointegrazione, ovvero la totale unione tra osso e impianto. Solo al trascorrere di questo periodo di tempo l'impianto potrà essere caricato.

A differenza di quanto si possa immaginare, non è un intervento particolarmente doloroso e non porta con sè importanti strascichi post-operatori; il decorso può essere facilmente sopportato con l'ausilio di comuni antidolorifici, ed eventualmente con del cortisone. Dal momento che questa tecnica permette di intervenire solo laddove è necessario, senza andare a toccare denti sani come si fa nei casi di ponti sorretti da denti naturali, attualmente l'implantologia è la prima scelta, ove possibile, per la sostituzione di elementi dentari persi.
 

Dott. Michele Troiano

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