CIESSEVI PUBBLICA IL VADEMECUM PER IL VOLONTARIATO CHE VUOLE RECUPERARE ECCEDENZE ALIMENTARI A KM0

UN “INSTANT BOOK” PER ACCOMPAGNARE GLI ENTI DEL TERZO SETTORE A EFFETTUARE IL PRIMO PASSO NEL SISTEMA DI RECUPERO E DISTRIBUZIONE DEGLI ALIMENTI AI FINI DI SOLIDARIETÀ SOCIALE

| di Paolo Michielin
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Quali alimenti possiamo ritirare “a basso rischio”? Come dobbiamo formare i volontari che si vogliono impegnare nel recupero delle eccedenze alimentari? Come ci attrezziamo per ritirare, stoccare, smaltire, sanificare il materiale a norma di Legge? Queste alcune delle domande alle quali IO NON BUTTO, instant book edito da Ciessevi – Centro Servizi per il Volontariato Città Metropolitana di Milano, risponde puntualmente: una guida pratica per tutte le non profit che vorrebbero attivarsi nel recupero a filiera corta delle eccedenze alimentari.

Un vademecum sintetico e “orientato al fare” che arricchisce la “strumentazione” degli aderenti all’omonimo progetto #IoNonButto, network di microreti tra aziende, negozi, botteghe e organizzazioni non profit che raccolgono e distribuiscono le eccedenze di giornata destinandole a chi ne ha bisogno. Un progetto varato nel giugno 2017 e che a oggi conta già 16 reti aderenti, impegnate a salvare dalla spazzatura 123 tonnellate complessive di alimenti annui, tonnellate che valgono 246.000 pasti equivalenti con un risparmio di 11.070 euro per il mancato costo di smaltimento/trattamento delle eccedenze.

L’Instant Book, scaricabile a questo indirizzo, si concentra sull’insieme delle operazioni relative al recupero, raccolta e distribuzione di derrate alimentari prevedendo un “basso livello di organizzazione”, che comporta limitati quantitativi gestiti e relativi limitati beneficiari serviti: “per basso livello di organizzazione intendiamo l’assenza di particolari attrezzature per lo svolgimento dell’attività e una limitata disponibilità di locali e mezzi – afferma Carmelo Marano, autore del vademecum – facendo specificatamente riferimento ai casi in cui i beneficiari sono solamente i residenti del quartiere o della via e i quantitativi trattati non eccedono il fabbisogno giornaliero”.

Un impegno quindi realmente a Km0 e alla portata anche di realtà del non profit senza particolari infrastrutture e che, nella loro preziosa “semplicità organizzativa”, compongono da sempre l’ossatura delle circa 15.000 realtà che quotidianamente animano il “sociale” della Città Metropolitana di Milano (oltre 6.000 nel solo Comune di Milano).

Inoltre, a loro e a tutte le realtà che già aderiscono alle reti del progetto #IoNonButto, progetto realizzato in partnership con Milan Center for Food Law and Policy e Corriere della Sera, sarà dedicato l’evento Come si recupera il cibo nei quartieri di Milano all’interno dell’edizione 2018 di Milano Food City, calendario di eventi ideati dal Comune di Milano che animerà per una settimana le strade del capoluogo lombardo all'insegna del cibo di qualità e della corretta alimentazione. L’appuntamento, realizzato insieme a Fondazione Cariplo e Comune di Milano è per martedì 8 maggio, ore 15.00, presso Fondazione Feltrinelli di viale Pasubio 5. Ingresso gratuito previa registrazione tramite form sul sito http://www.csvlombardia.it/milano.

Per approfondire e per rimanere aggiornati su tutte le novità relative al progetto, wwww.iononbutto.it.

 


 

Paolo Michielin

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