"BRUNO MUNARI. I colori della luce" alla Fondazione Plart a Napoli dal 30 novembre 2018 al 20 marzo 2019

dreaming of art

| di Paolo Michielin
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FONDAZIONE PLART (Via Giuseppe Martucci 48, Napoli) ospiterà dal 30 NOVEMBRE 2018 al 20 MARZO 2019 la mostra BRUNO MUNARI. I COLORI DELLA LUCE, a cura di MIROSLAVA HAJEK e MARCELLO FRANCOLINI. 

La FONDAZIONE DONNAREGINA PER LE ARTI CONTEMPORANEE, in collaborazione con la FONDAZIONE PLART, nell'ambito dell'edizione 2018 di PROGETTO XXI, presenta la mostra "BRUNO MUNARI. I COLORI DELLA LUCE", a cura di MIROSLAVA HAJEK e MARCELLO FRANCOLINI, realizzata presso il MUSEO PLART.

PROGETTO XXI è la piattaforma attraverso la quale la FONDAZIONE DONNAREGINA PER LE ARTI CONTEMPORANEE si propone, dal 2012, di esplorare la produzione artistica emergente, nella sua realizzazione teorico-pratica, e di analizzare l'eredità delle pratiche artistiche più seminali degli ultimi decenni, nella loro esemplare proposta metodologica. Il progetto intende così contribuire alla produzione e alla diffusione di NARRAZIONI E STORIOGRAFIE ALTERNATIVE DEL CONTEMPORANEO e alla definizione di un SISTEMA REGIONALE DELLE ARTI CONTEMPORANEE, BASATO SULLA COLLABORAZIONE E L’INTERSCAMBIO FRA ISTITUZIONI PUBBLICHE E PRIVATE OPERANTI IN REGIONE CAMPANIA.

In particolare, la collaborazione con FONDAZIONE PLART ha permesso di ampliare i pubblici di riferimento e di approfondire nuove linee di ricerca, esplorando le relazioni in costante aggiornamento fra arte, architettura e design con l'obiettivo di creare le premesse per progetti museali in grado di abbracciare l'ampio spettro di queste relazioni. Oltre ad avviare, con una pluralità di SOGGETTI DI ECCELLENZA, una riflessione sistematica sulle TEMATICHE DEL RESTAURO nelle arti contemporanee e a supportare, quindi, l'affermazione delle NUOVE PROFESSIONALITÀ AD ESSE CONNESSE.

BRUNO MUNARI (Milano, 1907-1998), designer, scrittore e uno dei massimi protagonisti dell'ARTE PROGRAMMATA E CINETICA, è autore di una ricerca
multiforme che, al di là di ogni categorizzazione, definisce la figura di un intellettuale che ha interpretato le sfide estetiche del Novecento italiano, esplorando la relazione fra le discipline e l'interscambio fra il concetto di opera e quello di prodotto, fra forma e funzione.

La mostra presentata al Plart analizza un aspetto in particolare e uno specifico corpo di lavori di Munari, le _PROIEZIONI A LUCE FISSA_ e le _PROIEZIONI A LUCE POLARIZZATA_ realizzate negli anni Cinquanta del secolo scorso, con cui porta a compimento la sua ricerca volta a
conquistare una nuova spazialità oltre la realtà bidimensionale dell’opera. L’artista, esplorando la nozione di dipingere con la luce, arriva dapprima, nel 1950, al processo di smaterializzazione dell’arte attraverso l’uso di proiezioni di diapositive intitolate _PROIEZIONI DIRETTE_: composizioni con materiali organici, pellicole trasparenti e colorate in plastica, pittura, retini, fili di cotone fermati fra due vetrini. Questi piccoli collage erano proiettati al chiuso e all’aperto, sulle facciate di edifici, dando una sensazione di monumentalità e conquista di un'INEDITA SPAZIALITÀ, tridimensionale e pervasiva, dell’opera. Nasce così la "PITTURA PROIETTATA" di Munari che, progredendo nelle sue indagini, giunge al suo culmine nel 1953, quando scopre e mette a punto per la prima volta il modo in cui SCOMPORRE LO SPETTRO DI LUCE ATTRAVERSO UNA LENTE POLAROID. Utilizzando, infatti, un filtro polarizzato movibile applicato a un proiettore per diapositive, Munari ottiene le _PROIEZIONI POLARIZZATE_ con cui compie l'utopia futurista di una pittura dinamica e in continuo divenire.

Le proiezioni dirette e quelle polarizzate sono presentate per la prima volta nel 1953 a MILANO nello STUDIO DI ARCHITETTURA B24, che allora era uno spazio per le esposizioni del MAC-MOVIMENTO PER L'ARTE CONCRETA, e poi nel 1955 al MOMA DI NEW YORK con il titolo di _MUNARI'S SLIDES_, nell'ambito di una mostra personale. Successivamente saranno presentate nel 1955 alla GALLERIA NAZIONALE D'ARTE MODERNA DI ROMA ed infine a TOKYO, STOCCOLMA, ANVERSA, ZURIGO, AMSTERDAM.

Questa parte peculiare della complessa e variegata produzione artistica di Bruno Munari sarà per la PRIMA VOLTA PRESENTATA A NAPOLI, a seguito della ricerca condotta dalla FONDAZIONE PLART, che ha svolto un accurato LAVORO SCIENTIFICO DI DIGITALIZZAZIONE DEI VETRINI CHE SARANNO PROIETTATI IN SPECIFICI AMBIENTI DELLA MOSTRA. Trattandosi di opere risalenti a oltre cinquant’anni fa (_PROIEZIONI DIRETTE_, 1950; _PROIEZIONI POLARIZZATE_, 1953), il lavoro di digitalizzazione si è reso necessario anche per la CONSERVAZIONE DI QUESTE OPERE, vista la loro precaria costituzione materiale. Inoltre, la digitalizzazione consente di portare alla conoscenza del pubblico un PARTICOLARE ASPETTO DEL LAVORO DI MUNARI RIMASTO SCONOSCIUTO PER MOLTO TEMPO, colmando, altresì, i vuoti e le mancanze presenti nella ricostruzione non solo di alcuni aspetti della sua ricerca ma più in generale della storia dell’arte contemporanea, soprattutto nel RAPPORTO ARTE-TECNOLOGIA. Infatti, il lavoro di Munari che sarà presentato in mostra ha inciso in modo determinante sui successivi sviluppi dell'ARTE CINETICA IN FRANCIA e dell'ARTE PROGRAMMATA IN ITALIA. In più, gli ambienti realizzati per mezzo di proiezione diretta o di proiezione polarizzata hanno anticipato in modo assolutamente seminale soluzioni proprie delle VIDEO-INSTALLAZIONI MULTIMEDIALI e, di conseguenza, delle più recenti metodologie e linee di ricerca dell’arte interattiva, come il _Mapping _e la _Kinect-Art_.

Il percorso espositivo del Plart è arricchito dalla presenza di alcune opere esemplificative di quella ricerca che condurrà Munari, già a partire dagli anni Trenta e Quaranta, ad evolvere in senso ambientale l’opera: _MACCHINA INUTILE_ (1934), _TAVOLA TATTILE_ (1938), _MACCHINA ARITMICA_ (1947), sono opere che dichiarano una volontà di uscita dalla bidimensionalità, che raggiungerà il suo culmine nell’ideazione di _CONCAVO-CONVESSO_ (1947). _PUNTO DI LUCE_, un dipinto olio su masonite del 1942 rivela in_ nuce_ le ricerche formali a cui Munari arriverà proprio con le proiezioni dirette e polarizzate, nelle quali, tra l’altro, è presente una ricerca di sensibilizzazione, in senso artistico e visuale, delle materie plastiche colorate che sono usate per trasparenza. Nelle _PROIEZIONI DIRETTE_, infatti, LA PLASTICA È IMPIEGATA A SECONDA DEL SUO COLORE, per essere investita dalla luce. mentre nelle_ PROIEZIONI POLARIZZATE_ LA PLASTICA È IL MEZZO PER ESTRARRE IL COLORE DALLA LUCE. Munari fonde così, MATERIA E LUCE producendo opere il cui messaggio finale oltrepassa la fisicità dell’opera. La presenza in mostra di opere come _FLEXY_, multipli realizzati in plastica a partire dagli anni Sessanta, e_ FOSSILE DEL 2000_ (1959), in cui componenti elettroniche e materiali metallici sono immersi in pezzi di plexiglass di forma irregolare e bruciato, dichiarano il continuo interesse di Munari nei confronti delle materie
plastiche che diventano, con il tempo, elementi fondamentali nella comunicazione visiva in quanto determinano effetti cromatici variabili.

Nei mesi successivi all’inaugurazione sarà pubblicato il CATALOGO della mostra con prestigiosi interventi che inquadreranno criticamente gli aspetti principali ed essenziali dell’esposizione.

TEL E INFO: 081-19565703, INFO@PLART.IT

COSTI INGRESSO: GRATUITO PER LA MOSTRA

Per informazioni consultare i siti www.fondazioneplart.it e www.madrenapoli.it

INAUGURAZIONE: 29 NOVEMBRE 2018 ORE 19:00

DATE DI APERTURA: 29 NOVEMBRE 2018 - 20 MARZO 2019

ORARI DI APERTURA: DA MARTEDÌ A VENERDÌ ORE 10.00 - 13.00 / ORE 15.00 - 18.00. SABATO ORE 10.00 - 13.00
 

Paolo Michielin

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