HUMANS OF NEW YORK: QUANDO UN'INTUIZIONE GENERA SUCCESSO

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| di antonio giovanditti
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Quanti di voi hanno sentito parlare di Humans of New York? Di cosa si tratta? Come mai se ne parla tanto? È da considerarsi il più grande archivio di “facce” newyorkesi al mondo, nato dalla mente del giovane fotografo americano Brandon Stanton.

L'idea del giovane fotografo prende forma in un progetto: fare un censimento degli abitanti della città attraverso 10.000 immagini e, nell’estate del 2010, inizia la sua avventura, apre un blog dove poter pubblicare i suoi scatti e lo chiama “Humans of New York“. La curiosità attorno a questa idea cresce e così ben presto Brandon unisce alle sue immagini anche brevi interviste al suo "campionario umano": dalle persone di successo e con una vita felice ai clochards ricchi di saggezza, passando per giovani disoccupati a studenti, militari e gente in difficoltà.

La domanda che Brandon pone alla gente è "Sei felice?" e le risposte che riceve non sono mai banali e scontate ma sono sempre il frutto di una sincera considerazione di sé. Visto il successo raggiunto, Brandon apre anche una pagina Facebook che ben presto diventa un punto di riferimento per tutti i neyorkesi e non solo. Si discute di tutto e la gente trova conforto ed umanità. 

La particolarità di questo progetto di Brandon è che non dà un giudizio sulle persone fotografate, ma lascia che siano gli utenti a dare valore a una storia attraverso una foto.
Un’ultima curiosità: sono molti i blog che, nati in altre parti del mondo, riprendono il modello “HONY”. Ce n'è uno anche a Milano che si chiama "Umani a Milano". 

La domanda è: si può raccontare una vita con una foto? Evidentemente si.

antonio giovanditti

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