Massimo Scaglione: La Moglie del Sarto...un film "cucito ad arte"!

"Nel circo non si bluffa"... il sermone di papà un ricordo indelebile!

| di Concita Occhipinti
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Massimo Scaglione nasce ad Acri (CS), ma vive a Roma dal 1975.

Si diploma in Scenografia all'Accademia Di Belle Arti Di Roma. Consegue il Master in regia cinematografica all’Università U.C.L.A di Los Angeles (USA).

È allievo di sceneggiatura di Rodolfo Sonego. Responsabile per l'ARCHIVIO AUDIOVISIVI dell’ufficio IMMAGINE e COMUNICAZIONE del COMUNE DI ROMA dal 1999 al 2003.

Giovane cineasta calabrese, dopo qualche esperienza come aiuto esordisce nella regia con Angeli a sud, una storia ambientata negli anni Settanta in Calabria, che narra di alcuni ragazzi intenzionati a fondare una televisione privata.

Il Film: La moglie del sarto

Diretto da Massimo Scaglione con: Maria Grazia Cucinotta - Marta Gastini - Alessio Vassallo - Aurora Quattrocchi - Pino Torcasio - Ninni Bruschetta - Tony Sperandeo - Claudio Botosso - Ernesto Mahieux - Maurizio Comito - Anna Prete - Giacomo Battaglia - Anna Scaglione - Carlo Fabiano - Elena Fonga,  Anno: 2012

La trama:

Rosetta, avvenente siciliana delle Isole Eolie, fiore ammaliante di un paesino della Calabria "perla della costa Tirrenica", avanza orgogliosa nella vita accanto al marito Edmondo, sarto per soli uomini, calabrese e conosciuto per la sua bravura; coniugi orgogliosi della loro sartoria "salotto della cittadina tirrenica" e della figlia Sofia (Marta Gastini), bella e passionale ventenne. Dopo l'improvvisa morte del marito, all'apice del successo artistico ed economico, Rosetta e Sofia rimangono sole, abbandonate da parenti e amici, ma reagiscono buttandosi a capofitto nell'unica risorsa che la vita offre loro: riaprono la bottega e divengono sarte per soli uomini. La loro bellezza, la loro autonomia nel lavoro e la frequentazione nella sartoria di soli uomini attirano una girandola incontrollata di voci e pettegolezzi, "sonorità tipiche della provincia di tutto il mondo": quella bottega sarebbe solo la copertura di altre attività. Un'amica di famiglia, Adelina, con l'intento di aiutarle a risanare ogni cosa, combina un matrimonio all'ormai matura Sofia con un bel giovane, Salvatore, un artista di strada. Il matrimonio non risolve i loro problemi. Quando i tre - Rosetta , Sofia e Salvatore - sono sul punto di dividere le loro strade, con la "Sicula" sempre più preoccupata per l'imminente catastrofe, ecco l'inaspettata sorpresa...

L'intervista.

-Quando ti sei accostato per la prima volta al mondo "artistico"?-

Nei lunghi pomeriggi, nella provincia meridionale hai poche alternative, essere un malato per crearti l’alibi e non fare nulla, il calciatore , o il delinquere, io avendo un padre illuminato, pieno di amore verso la cultura ed il sapere, ci faceva gli abbonamenti a libri e riviste di ogni genere a me e ai miei fratelli, lo seguivo nel suo essere estroso e corretto, mentre maturavo l’idea di essere un cronista sportivo o un narratore dei fatti piu’ clamorosi che accadevano nel paese. Avevo appena 11 anni , scrissi un piccolo racconto, sull’avvistamento di un mostro intorno alle campagne, finiva con una profezia che il mostro era un coltivatore di droga, che aveva inventato ad arte, quella voce per tenere lontano curiosi e la legge, dalla sua coltivazione. Cinque anni dopo, successe in quel posto una cosa simile. Ero un curioso totale, dove c' era clamore io mi infilavo.”

-E oggi, cosa ti spinge a continuare questo percorso?-

"La curiosità, la voglia di svuotare lo scrigno del sapere, di come elaborare, tutte le esperienze vissute ed accumulate . Sono come un pittore, il quadro, deve piacere prima a me , mi rotolo e trastullo nella sua bellezza, lo miro e rimiro, ne godo dei colori e della composizione , e poi con un po di fatica lo metto in circuito. Lo faccio col teatro con il cinema e con ogni cosa che creo. Mi fa endorfina creare."

-Chi ringrazieresti per il successo ottenuto?-

"Mia moglie Rosaria, che è musicista e compositrice delle musiche, ci accompagniamo in ogni cosa, sia bella che brutta, i miei figli che sanno di non avere come padre, un impiegato delle poste a stipendio , poi una delle più grandi attrici al mondo , che è stata la mia vera università, Piera degli Esposti e il regista Silvano Agosti entrambi due grandi e puri poeti da loro’ ho ereditato la purezza dell’arte e l’emozione a narrare, da mio fratello maggiore, Pino professore  universitario di architettura, lui non tollera il pacchiano non fa compromessi artistici.. "

-Un aneddoto che mentalmente non ti lascia…-

“Mio padre ci rompeva le scatole con una storia di circo, due fratelli trapezisti uno si allenava sempre e l’altro dormiva, un giorno quello meno allenato cadde dal trapezio e morì. Questo racconto, l’ho capito da adulto, appena ho iniziato a frequentare il mondo dell’arte ed a capire che se non sei allenato, cadi dal trapezio e muori, nel circo non si bluffa.”

-Parlami del tuo ultimo "progetto"-

“Mia moglie ed io , abbiamo prodotto questo film “LA MOGLIE DEL SARTO” in un modo quasi incosciente ma con il massimo della trasparenza, io come sceneggiatore e regista, oltre che scenografo non volevo che nessuno condizionasse il nostro lavoro. Però… nel cinema c'è moltissima approssimazione e malafede, gente che si improvvisa in ogni segmento del settore, piccoli ladruncoli, gente che non ha le capacità intellettive , ma che fa quella cosa come un automa, non sapendo che in ogni cosa ci devi mettere creatività e dedizioni. Questi soggetti ci hanno molto ostacolato, ma alla fine “LA MOGLIE DEL SARTO” è stato completato ed è ancora adesso programmato nelle sale cinematografiche, con molto consenso, e ad ogni festival che ha partecipato a vinto premi. Con un cast di attori eccellenti, oltre a Maria Grazia Cucinotta, li ho diretto, non lasciando a caso neanche l’ultima comparsa, con la bacchetta per aria dove, tutti dovevano eseguire a perfezione la propria piccola o grande partitura. Questo film, restituisce al cinema l’amore di godersi una storia, un film lineare con un colpo d’ali sul finale, non cervellotico , ho sintetizzato il pensiero unanime della critica..E a fine mese sarà ricavato il libro e pubblicato da un editore nazionale.”

-Per realizzare il tuo sogno, con quale autore vorresti lavorare?-

“Io ho tanti sogni da realizzare, ma con un poeta/regista che però non è più in vita vorrei lavorare, col più grande filoso del novecento,, Pier Paolo Pasolini, e molto probabilmente su di uno spaccato della sua vita, lavorerò.”

-Definisciti in tre parole-

“Assoluto tifoso della vita e dell’arte”

-Se tornassi indietro cosa non rifaresti?-

Di non abbandonare la carriera da calciatore, giocavo, ma non ci ho creduto, un futuro artista si vergognava di essere un mastino in campo, che pigliava a calci una palla e litigava con gli avversari. Però …! Ritornerei indietro a patto di essere come; Del Piero, Diego, Garrincha , o anche Pirlo, alla Oriali non ci starei. Il calcio, nonostante la miseria amministrativa e l’organizzazione economica che lo circonda, mi affascina da morire anche con le stampelle rincorrerò un pallone, per guarire la mia grande ed unica frustrazione.”

-Cosa consiglieresti ai giovani che si vogliono accostare al mondo del cinema e della musica-

“Di essere curiosi, di provare a fare le cose anche convinti di sbagliare a costo anche di e di non essere visti o ascoltati, e di non mollare mai, fino allo fame, tanto per sfamarti puoi sempre rubare un pezzo di pane, la creatività e l’arte non si ruba , ritornando alla storiella del trapezista, o sei capaci di eseguire il numero sotto il tendone, oppure se bluffi cadi rimani zoppo o muori.”  

Grazie di cuore al nostro "ospite" qui su Stelle di Giorno, per un'altra intervista, un'altra emozione ... a domani!

Concita Occhipinti

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