Il Teatro Martinitt si conferma ancora una volta il tempio della commedia intelligente milanese. Ieri sera, 19 febbraio 2026, abbiamo assistito allo spettacolo "Tutti giù per terra", una pièce che, dietro una facciata di leggerezza e tempi comici serrati, nasconde una riflessione pungente sulla precarietà dei nostri tempi.
Lo spettacolo mette in scena la storia di quattro personaggi (Roberta Scardola, Fabrizio Pallotta, Marco Russo e Monica Falconi) costretti a condividere un appartamento minuscolo in una metropoli sempre più escludente. Il titolo è un chiaro riferimento al gioco infantile, ma qui il "cadere" non è un gioco: è la metafora di una generazione che cerca di restare in piedi nonostante i tagli, le crisi d'identità e le relazioni che si sfilacciano.
Questa commedia gode di un ottimo ritmo: la regia ha saputo dosare sapientemente il timing della commedia slapstick con momenti di silenzio introspettivo, evitando che la risata diventasse un semplice esercizio di stile.
Si respira inoltre una bella alchimia del cast: una prova attoriale corale di alto livello:gli scambi di battute sono rapidi, feroci e incredibilmente naturali, rendendo il pubblico partecipe del caos domestico.
"Tutti giù per terra" è una commedia romantica che parla di vita, di amore e di amicizia ma rappresenta anche un ritratto generazionale necessario. Si ride molto, a tratti amaramente, ma si esce da teatro con la sensazione di aver visto uno specchio della realtà contemporanea, meno deformato di quanto vorremmo ammettere.
"In un mondo che corre, cadere insieme è forse l'unico modo per ritrovarsi davvero."