Giornata mondiale dell’acqua tra rincari e costi che salgono

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Redazione
23/03/2026
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Ieri si è celebrata in tutto il mondo la Giornata mondiale dell'acqua, bene primario che è simbolo di vita e che permette agli abitanti della Terra di sopravvivere. Ma quanta acqua consumiamo e quanto pesa a livello economico?

La spesa media per famiglia nel 2025 è stata di 530 euro quando l'anno prima era di 500 euro.
La fotografia emerge dal XXI Rapporto sul servizio idrico integrato, a cura dell’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva. Il Rapporto ha preso in esame le tariffe per il servizio idrico integrato applicate in tutti i capoluoghi di provincia italiani nel 2025, in riferimento ad una famiglia tipo composta da 3 persone un consumo annuo di 182 metri cubi. Se ci attestiamo su un consumo di 150 mc l’anno, la spesa sarebbe di € 415 con un risparmio di € 113 cioè circa in media il 21% della bolletta.

Il quadro che emerge è quello di un Paese profondamente frammentato, dove il diritto all’acqua viene garantito con standard qualitativi e costi estremamente difformi a seconda del territorio di residenza.

La regione in cui si rileva la spesa media più bassa è ancora il Molise (274 euro) che però rispetto all’anno precedente registra un aumento di ben il 17,5%, incremento record a livello nazionale. La regione con la spesa più elevata risulta essere la Toscana (770 euro) con un aumento del 2,9%. Oltre al Molise, un incremento a due cifre si registra anche in Valle d’Aosta (+14,8%) e in Abruzzo (+10,7%).
Milano conquista anche nel 2025 la palma di capoluogo più economico con 203 euro.

Altro tema cruciale è quello della dispersione idrica, che in base agli ultimi dati Istat (anno 2022) raggiunge il 42,4% nel territorio complessivo italiano. In alcune aree del Paese (soprattutto Sud e Isole) si disperde più della metà dei volumi d’acqua immessi in rete.
Spicca in negativo la Basilicata dove va disperso il 65,5%, segue a breve distanza l’Abruzzo (62,5% di acqua dispersa) mentre la Valle d’Aosta si ferma sotto il 30% (ma peggiora comunque il dato rispetto al 2020). Fra i capoluoghi di provincia molto negativo il dato di Potenza, dove la dispersione idrica supera il 70%.

Inoltre, tra il 2025 e il 2028 scadranno 42 concessioni che interessano 11 milioni di abitanti, un’occasione decisiva per scegliere modelli di gestione trasparenti ed efficienti.

 

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