La libreria Tarantola chiude

Libreria Tarantola

Redazione
27/04/2026
Attualità
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La chiusura della Libreria Tarantola di Sesto San Giovanni non è solo la fine di un’attività commerciale; è lo spegnimento di un faro culturale che per decenni ha illuminato Piazza Martiri della Libertà.

In un’epoca dominata dall’algoritmo e dalle spedizioni in 24 ore, la perdita di uno spazio simile lascia un vuoto che va ben oltre gli scaffali vuoti.

Fondata da una dinastia di librai che ha fatto della diffusione del sapere una missione familiare, la libreria Tarantola rappresentava l'anima "intellettuale" della Sesto operaia e resiliente. Non era solo un luogo dove acquistare volumi, ma un punto di aggregazione dove il consiglio del libraio valeva più di mille recensioni online.

Le librerie storiche sono gli ultimi "punti di resistenza" contro la desertificazione dei centri urbani.
Tarantola era un simbolo di continuità in una Sesto San Giovanni che sta cambiando pelle troppo velocemente.
Con la sua chiusura scompare la possibilità dell'incontro fortuito tra gli scaffali e del confronto umano diretto.

Sebbene ogni chiusura abbia le sue specificità, il destino della Tarantola riflette una crisi sistemica che colpisce le librerie indipendenti: la lotta impari contro i giganti dell'e-commerce.
Ci sono inoltre affitti e spese fisse che diventano insostenibili in un mercato del libro sempre più contratto.
Infine c'è una velocità di consumo che mal si concilia con i tempi lenti della navigazione tra i libri.

Resta il ricordo di un luogo che ha cresciuto generazioni di lettori. Resta l'amarezza di vedere abbassata una saracinesca che per anni ha significato apertura mentale.

"Una città senza libreria è come una casa senza finestre."
La chiusura definitiva della Libreria Tarantola è un monito per tutti noi: la cultura di prossimità è un bene fragile. Se non impariamo a sostenerla attivamente, rischiamo di svegliarci in città bellissime, ma terribilmente silenziose.

Addio, Tarantola. Grazie per ogni pagina girata insieme.

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