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2 luglio: 70 candeline per Michele Santoro

L'almanacco di oggi

redazione
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Il re degli anchorman italiani, un personaggio che divide per le sue manifeste idee politiche, ma senza dubbio uno dei protagonisti del giornalismo televisivo e della vita politica dell'ultimo trentennio.

Campano di Salerno, dopo una breve esperienza come vicedirettore del TG3, lavora a diversi settimanali e collabora con quotidiani prestigiosi, quali "L'Unità" e "Il Mattino". La popolarità arriva in TV con il programma RAI Samarcanda, dove dal 1987 al 1992 racconta l'Italia delle stragi mafiose e dello scandalo di tangentopoli.

Il format è vincente e lo ripropone con altri nomi, da "Il rosso e nero" a "Moby Dick" (1996-99) che ne segna il passaggio a Mediaset, alla corte di quello che negli anni successivi diventa il suo nemico "numero uno": Silvio Berlusconi. Quest'ultimo, da Presidente del Consiglio, arriva a scontrarsi pesantemente con Santoro, fino al famigerato "editto bulgaro", dopo il quale il giornalista salernitano viene allontanato dalla RAI.

Dopo due anni in Parlamento Europeo, nelle file della lista "Uniti nell'Ulivo", torna in TV e riguadagna la ribalta prima con Annozero (2006-2011), che sancisce la nascita del sodalizio con Marco Travaglio e il vignettista Vauro Senesi, e poi con Servizio Pubblico, condotto su LA7 dal 2012 al 2015.

Con il programma M ritorna in Rai all'inizio del 2017 e del 2018.

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