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11 maggio 1981: scompare il re del reggae Bob Marley

L'almanacco di oggi

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Bob Marley, eroe nazionale in Giamaica e mito assoluto della musica, è stato il re incontrastato del reggae, che trasformò in linguaggio universale per veicolare in tutto il mondo le grandi sfide contro povertà, emarginazione e razzismo nel continente nero.

Nato a Nine Mile (in Giamaica) e morto a Miami nel maggio del 1981, Robert Nesta Marley, semplicemente Bob per amici e fan, crebbe in un villaggio povero, riuscendo tuttavia a coltivare la sua passione per la musica, in particolare per il reggae, prodotto dalla sintesi di altri generi, quali lo ska, il soul, il rocksteady.

Il merito di Marley fu di rinnovarlo sia sotto l'aspetto ritmico, sia sul piano culturale, facendone un fenomeno di costume, attraverso la moda dei capelli "dreadlock", e di cultura, richiamando il culto religioso rasta. Il successo arrivò dapprima con il gruppo The Wailers, fondato nel 1964 insieme con Bunny Livingston, Peter Tosh, Junior Braithwaite, Beverley Kelso e Cherry Smith, e poi come solista.

Con brani indimenticabili come No Woman, No Cry, "Buffalo Soldier", "Jammin'", "Get Up, Stand Up" vendette milioni di dischi in tutto il mondo, portando avanti nel frattempo la sua battaglia per i neri d'Africa, che gli valse nel 1978 la medaglia della pace dalle Nazioni Unite.
 

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