Le parole desuete: Cachinno

Le parole che non usiamo più...

| di Mariarosa Bugini
| Categoria: Cultura
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Dal latino : cachinnus, affine al greco : kakhazein 
Il significato : risata sguaiata, sghignazzare, forse di origine onomatopeica.

E’ una parola fine, un vero arcaismo. Insomma, la usava giusto Umberto Eco. Però è una parola di valore, che riesce a vestire di grazia il riferimento alla risata sguaiata, allo schiamazzo: usandola ci si pone palesemente a un livello superiore - il che apre sia ad uno sguardo ironico e simpatico, sia ad uno censorio e bacchettone. Perchè il cachinno non è solo una risata spiacevole e di bassa lega; se ne può anche apprezzare la vitalità, e il suo essere divertente. Il giudizio sul suo carattere beffardo dipende dall'intenzione di chi la pronuncia.

All'uscita dal lavoro si può essere investiti dai cachinni dei branchi di ragazzi che affollano la piazza; il giorno dopo si ripensa piacevolmente ai cachinni della sera prima; e la battuta detta al momento giusto può sciogliere le tensioni in un cachinno condiviso. Usare
questa parola non è facile: pochi la conoscono, e la situazione in cui può essere pronunciata con efficacia è davvero rara. Ma magari una volta, una, capita di poterlo fare. Ed è una soddisfazione enorme.

Mariarosa Bugini

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