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Misurare per crescere – Il valore del lavoro sociale

Spunti e riflessioni dal convegno tenutosi lo scorso 26 novembre a Milano presso Auditorium San Fedele

Redazione
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Lo scorso 26 novembre, presso l’Auditorium San Fedele di Milano, si è tenuto il convegno “Misurare per crescere - Il valore del lavoro sociale”, realizzato da La Grande Casa scs in collaborazione con Open Impact. Durante l’evento, sono stati presentati i risultati dell’esperienza pilota di valutazione d’impatto svolta all’interno del progetto di ricerca e sviluppo “La Grande Casa Impact-Driven Organization”. La valutazione, svolta da Open Impact, ha riguardato sia l’organizzazione La Grande Casa che il servizio target Educativa Domiciliare Minori, come primo servizio “target”, in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore - Milano.

Apre i lavori Liviana Marelli, spiegando l’importanza per una cooperativa sociale di rendere evidente il valore del lavoro sociale. Segue Luigi Corvo che, dopo un’introduzione teorica, sottolinea come “l’obiettivo è modificare la realtà, non addobbare di ulteriori narrative sterili ciò che una organizzazione rendiconta. Il gap di misurabilità e di evidenze del valore sociale si traduce in un gap di
costruzione politiche e quindi di cicli di investimento.” Prezioso il contributo di tutti i partecipanti. L'assessore al Welfare e Salute del Comune di Milano Lamberto Bertolè ha richiamato il Terzo settore a condividere anche i fallimenti dei progetti e delle sperimentazioni, per generare gli apprendimenti necessari all’evolvere delle progettazioni. Vincenza Nastasi (La Grande Casa), Lavinia Pastore (Open Impact) e Silvio Premoli (Università Cattolica del Sacro Cuore) hanno presentato nel dettaglio la valutazione d'impatto del servizio target. Stefano Granata (Confcooperative Federsolidarietà) e Luca Pacini (ANCI) hanno riflettuto sulle implicazioni a livello nazionale di un orientamento open impact, con l'annuncio dell'avvio di un ciclo formativo di 18 mesi sulla coprogettazione e coprogrammazione prevista dalla riforma del Terzo settore, a cura di ANCI in collaborazione con il Ministero delle Politiche sociali. Altri due panel hanno approfondito la dimensione delle implicazioni per la governance locale, con Guido Agostoni (ANCI Lombardia) e Guido Ciceri (SER.CO.P. azienda speciale consortile) e per le fondazioni e la finanza pubblica, con Paola Pessina e Pierluca Borali (rispettivamente presidente e segretario generale della Fondazione Comunitaria Nord Milano).

Qui i passaggi di alcuni interventi di una mattinata che ha messo in luce la necessità di andare oltre la coprogettazione. I lavori sono integralmente rivedibili sul canale YouTube de La Grande Casa.
“Il terzo settore non è solo soggetto gestore ma imprenditoriale autentico capace di innovazione, di investimento - anche economico - capace di assumere rischio d’impresa al pari di ogni altra attività imprenditoriale” Liviana Marelli, presidente de La Grande Casa “I cittadini, post pandemia, hanno riscoperto la centralità del welfare. Dobbiamo capitalizzare questo interesse per aumentare gli investimenti per il benessere dei cittadini.” Lamberto Bertolè, Assessore al Welfare e Salute del Comune di Milano “Il ruolo dell’impresa è intrinsecamente sociale in quanto moltiplicatore del valore.” Luigi Corvo, Università degli Studi di Roma Tor Vergata / Open Impact “L’obiettivo è modificare la realtà, non addobbare di ulteriori narrative sterili ciò che una organizzazione rendiconta. Il gap di misurabilità e di evidenze del valore sociale si traduce in un gap di costruzione politiche e quindi di cicli di investimento.” Luigi Corvo, Università degli Studi di Roma Tor Vergata / Open Impact

“L’azione di innovazione di cui tutti sentiamo la necessità richiede alcune attitudini: il coraggio di osare, nuove competenze, il guardare all’orizzonte e non alla questione contingente. Sono tutte caratteristiche che hanno anche un requisito anagrafico. I giovani hanno diritto ad avere campi aperti, come li abbiamo avuti noi, per fare ciò che vogliono loro, non per rifare ciò che abbiamo fatto noi.” Stefano Granata, Presidente di Confcooperative Federsolidarietà “Far capire nel concreto qual è il risultato, declinandolo, aiuta l’amministratore a comprendere come un intervento specifico rappresenti invece una parte della comunità che evolve insieme, dando la misura della centralità di alcuni investimenti.” Guido Agostoni, Responsabile Dipartimento Welfare - ANCI Lombardia

“Il paradigma concorrenziale deve essere sostituito da un welfare collaborativo, perché non si tratta di affidare ma di costruire relazioni, di cui la co-progettazione è uno strumento tecnico.” Guido Ciceri, Direttore di SER.CO.P. Azienda Speciale Consortile “Per le organizzazioni è importante avere un sistema di data management. La valutazione dell’outcome è ancora poco troppo poco diffusa. È importante però che non diventino adempimenti formali.” Pierluca Borali, Segretario Fondazione Comunitaria Nord Milano “Le azioni del welfare locale devono essere riorientate alla ricomposizione, all’offerta marketplace, all’acquisto di outcome. I Comuni non devono più comprare ore: la Pubblica Amministrazione deve comprare outcome e per comprare outcome serve un sistema costruito bene, misurabile che ti dice che quel servizio produce quegli outcome.” Paolo Pezzana e Annalisa Gramigna, Fondazione IFEL (Progetto WILL e Territori Generativi) “Trasparenza, reti, messa in gioco ed entusiasmo. Pur nella complessità dobbiamo crederci, nel senso del collettivo che ridisegna l’identità della cooperazione.” Liviana Marelli, presidente de La Grande Casa

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