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Metodo Montessori a Sesto

Bambini e insegnanti avranno una marcia in più?

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Metodo Montessori a Sesto: bambini e insegnanti avranno una marcia in più?

Maria Montessori (1870-1952) sosteneva che l’educazione inizia dalla nascita attraverso l’esperienza, invitando quindi a far crescere il bambino in un ambiente ricco di occasioni di “scoperta”. Così facendo l’educazione diviene un processo naturale, il bambino apprende ciò di cui ha bisogno per crescere e svilupparsi.

Molti si chiederanno come sia possibile che il bambino possa comprendere fin dalla nascita ciò che accade attorno a lui; Maria Montessori dimostra come la comprensione arrivi dall’attività, dal vissuto e non dalla “comprensione intellettuale” del fenomeno. Attraverso l’esperienza, il bambino diverrà un adulto consapevole e capace di operare efficacemente nel mondo che lo circonda evitando di “smarrirsi” nei dettagli o nel manierismo intellettuale che spesso limita e rallenta.
Il metodo di Maria Montessori mira a fornire gli strumenti perché il bambino divenga un adulto attivo, propositivo, partecipativo e cosciente di ciò che accade in torno a lui. Il bambino viene ad avere una marcia in più.

Questa opportunità lasciata in eredità da Maria Montessori è stata colta da un gruppo di genitori sestesi che a settembre 2013 ha sentito il bisogno di intraprendere un progetto ambizioso: portare il metodo Montessori all’interno della scuola pubblica a Sesto San Giovanni.

La scuola statale dell’infanzia e la scuola primaria statale nonchè i nidi comunali potrebbero essere coinvolti già nell’anno scolastico 2015-2016.

Mossi i primi passi anche genitori di altri comuni del nord Milano hanno colto lo spirito innovativo del progetto manifestando il desiderio di aderirvi. Il progetto Montessori a Sesto prende forma grazie anche alla presenza sul territorio di una radice storica legata al metodo educativo Montessori: la famiglia Falck che sostenne nei lontani anni del boom economico l’approccio all’interno della scuola sestese, strutture scolastiche concepite secondo dettami montessoriani (come la scuola Tonale 1) e l’attuale master proposto all’Università Bicocca sul metodo.

http://www.unimib.it/open/news/Master-Il-Metodo-Montessori_-prospettive-verso-il-futuro/6647076845447827740

Fondamentale è quindi sensibilizzare la cittadinanza, i docenti e i dirigenti scolastici; da qui nasce il convegno Montessori a Sesto, che si terrà sabato 12 aprile a Villa Visconti d’Aragona (Biblioteca centrale di Sesto San Giovanni) dalle 9.00 alle 15.00, un primo passo per trasmettere i vantaggi di un approccio educativo differente in cui al centro vi è il bambino con le sue caratteristiche e le sue capacità. Durante il convegno i genitori con i propri figli potranno fare esperienza del metodo in laboratori dedicati e promossi dall’associazione Rete Montessori.

http://www.retemontessori.it/

Importante contributo è dato dell’Amministrazione Comunale che appoggia l’iniziativa e dall’Opera Nazionale Montessori che collabora con il MIUR per l’inserimento del metodo montessoriano nella scuola.

http://www.operanazionalemontessori.it/

In pratica sarebbe possibile seguire due strade: inserendo una nuova classe con nuovi docenti all’interno di istituti scolastici tradizionali, oppure formatori affiancherebbero gli attuali docenti accompagnandoli all’interno del metodo, modificando quindi il loro approccio d’insegnamento. 

La specializzazione montessoriana consente ai docenti di avere maggiori punteggi nelle graduatorie nazionali. 2. Il metodo Montessori prevede strumenti didattici differenti.

Maria Montessori sosteneva che il sogno per un insegnante sia dire: “I bambini stanno lavorando come se io non esistessi” perché centrale per lei era “aiutiamoli a fare da soli”. Anche se, Maria Montessori alle insegnanti che intraprenderanno il meraviglioso ma faticoso viaggio all’interno del metodo, ricorda che “L’abilità del maestro di non interferire arriva con la pratica, come tutto il resto, ma non arriva mai facilmente.” 

Coraggio e buon lavoro verso la metanoia montessoriana.
 

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