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Stagione fredda e calda: le influenze sul rendimento in ufficio

| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Le diverse stagioni dell’anno influenzano inevitabilmente l’organismo e quindi anche la nostra attività quotidiana al lavoro. Ci sono conseguenze sia a livello fisico che mentale dovute al diverso livello di produzione di ormoni, quali melatonina e serotonina.

Se non ci abbiamo mai fatto caso, meglio leggere questo breve approfondimento che spiega come i cambiamenti del meteo e il passaggio da una stagione all’altra influenzino il rendimento, la produttività e la performance.

I pro e i contro della stagione fredda

Pare che il maltempo e il freddo siano un carburante per l’attività sul posto di lavoro. La ragione è molto semplice: essendo meno tentati dalle attività all’aperto, ci sono meno distrazioni, siamo più concentrati e l’efficienza migliora. L’arrivo della stagione fredda con temperature più rigide stesso però ci fa rimpiangere il sole, il bel tempo e addirittura le ferie estive che sono ancora molto lontane. Questo fa scaturire negatività e la creatività si abbassa drasticamente rendendo difficile portare a termine le nostre mansioni quotidiane.

È anche vero che il freddo tipico delle stagioni invernali può aumentare i giorni di assenza dal lavoro per colpa delle malattie come l’influenza. Ogni anno si contano centinaia e centinaia di ore di lavoro perse a causa di malanni stagionali.Tante volte capita anche che il maltempo sia un ostacolo perché ci fa arrivare tardi al lavoro; basti pensare alle strade innevate difficili da praticare. Inoltre, pare anche che lo sporco aumenti per diverse ragioni come la tendenza a perdere più capelli quando fa freddo. I prezzi e offerte per l'aspirapolvereci consentono di avere tutto quello che serve per la pulizia degli spazi di lavoro.

Pregi e difetti della stagione calda

Con il passaggio a temperature più gradevoli e giornate che si allungano, aumenta la produzione di melatonina che corrisponde a un umore migliore. Infatti, se usciamo di casa con il bel tempo, siamo più felici e arriviamo in ufficio con il buon umore che ci fa lavorare di buona lena. Inoltre, si calcola che lavoriamo di più durante la bella stagione e solo lo 0,5% dei lavoratori perde un giorno di lavoro per malattia nei mesi più caldi mentre la percentuale sale addirittura al 2% nei mesi invernali. L’unica pecca che si registra nella stagione calda è una minore concentrazione poiché spesso ci distraiamo, abbiamo impegni e progettiamo le ferie.

Attenzione al cambio di stagione

In poche parole, sia la stagione calda che quella fredda hanno vantaggi e svantaggi, ma bisogna fare i conti anche con il cambio di stagione che può presentare problematiche di cui vale la pena parlare. Il passaggio da una stagione all’altra innesca in alcune persone un cosiddetto disturbo affettivo stagionaleche si manifesta con episodi depressivi legati alla riduzione della luce solare che fa abbassare i livelli di vitamina D. in conclusione, ci conviene prendere il meteo come viene avendo ora la consapevolezza di quali sono gli effetti sul nostro organismo e sulla nostra performance in ufficio.

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