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Il bite notturno: cos’è, come funziona e ogni quanto si cambia

| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Il bite notturno è un dispositivo odontoiatrico che permette di convivere con problemi come il digrignamento dei denti legato alla dislocazione mandibolare e alla mala occlusione. Si tratta di una placca in resina che si interpone fra le due arcate dentali, come una mascherina, proteggendole l’una dall’altra e riducendo notevolmente il carico su articolazioni e muscoli.

In base alla patologia messa in evidenza dal dentista potrà essere consigliato un bitedi un tipo o di un altro, in ogni caso è sempre meglio optare di certo per modelli forniti da questo specialista in collaborazione con un tecnico specializzato, come quelli proposti da questo studio dentistico di Milano, evitando quelli preconfezionati che si trovano in commercio, più economici ma non sempre efficaci e comunque utili solamente per terapie a breve durata. Un modello personalizzato, pur ad un costo superiore, è sempre consigliato perché viene costruito in base alle caratteristiche del soggetto che lo utilizzerà e in base allo specifico disturbo.

Quando si utilizza il bite notturno?

Questo dispositivo odontoiatrico viene nella maggior parte dei casi prescritto in uso per il problema del bruxismo, un disturbo che conduce la persona a digrignare i denti sino a farli stridere nel cuore della notte. Il fenomeno è il risultato di una contrazione involontaria dei muscoli della mandibola molto spesso per via dello stress, ma anche in altri casi. Di per sé già la situazione è potenzialmente pericolosa, anche con dei denti perfetti, ma peggiora se la persona soffre anche di una cattiva occlusione dei denti.

Il bite può essere altresì consigliato per problemi di russamento, quando si creano ostruzioni dell’aria fra la laringe ed il naso. I bite, ortotici in questo caso, possono anche avere funzione ortopedica, consentendo di riposizionare la mandibola nella posizione corretta e decontraendo la muscolatura.

La conseguenza, senza alcun provvedimento come il bite, del digrignamento e di una disposizione errata fra le arcate determina problemi non da poco, quali la reale possibilità di svegliarsi al mattino con dolori al sistema muscolo scheletrico coinvolto, mal di testa, di presentare dolori alle ossa generalizzati visto che i denti incidono sulla postura o di incorrere nel consumo dello smalto dentale, nonché nell’infiammazione delle gengive.

Come viene fatto il bite e quanto costa?

Il costo del bite può variare in base ai casi, è per questo che non è possibile dare una cifra esatta del costo del prodotto. Normalmente comunque un bite personalizzato realizzato ad hoc da uno gnatologo può avere un costo che va dai 150 euro ai 600 euro. Il bite viene costruito a partire dalla bocca del paziente stesso al quale è destinato.

Il primo passo normalmente è quello quindi di fare un calco in gesso delle sue arcate dentali. Il procedimento non è in alcun modo doloroso, anche se può essere per taluni un po’ fastidioso. In ogni caso nel giro di qualche minuto il calco è pronto. Sullo stesso poi viene costruito dai tecnici con una resina speciale il bite che, una volta pronto, viene controllato indossato dal paziente in modo tale da perfezionare e limare lì dove occorre per un prodotto veramente perfetto e di livello.

StudioVirzì, Viale Abruzzi 69 Milano.

Dir. San. Dott. Mauro Virzì Citarra. Albo degli odontoiatri di Milano. N. iscrizione ordine 3134.

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