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GIA’ OGGI, LA VIVIBILITA’ SESTESE E’ PRECARIA. QUALORA VENISSE ATTUATO IL NUOVO PROGRAMMA PREVISTO SULLE AREE FALCK, LA CITTA’ DIVENTEREBBE INVIVIBILE!

| di Mario Guerrisi
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Come cittadini di Sesto San Giovanni, stiamo già attraversando diversi problemi esistenziali, che non aiutano di certo, a farci vivere una vita normale. Quando poi, si è messi di fronte a nuove prospettive, verosimilmente ancora peggiori, tutto si complica, aggravando la situazione. Si sta parlando ovviamente, del nuovo - che detto tra i denti – avanza e indispettisce, la quantità di cemento, che sarà utilizzata sulle ex aree Falck.

Di questo problema, si parla almeno da circa trent’anni e dunque, sia pure a grandi linee, eravamo già tutti avvisati. Certo, si conosceva già, dove più o meno, si sarebbe andato a parare, va detto però, nessuno, tranne pochi, conosceva i veri numeri, che in realtà, appaiono davvero spropositati. Vengono fuori particolari, che precisano cosa avverrà su quelle aree e non solo su quelle, per il futuro della città. Per dirla in breve, si sta preparando una colata di cemento, talmente invasiva, che non riguarda soltanto l’area della ex Falck, bensì, stravolgerà la vita di tutta la città.

Per quanto si può intuire, dai progetti che vegono presentati, non tanto dai diretti investitori, che non si scoprono poi tanto, quanto, invece, sta facendo, con estrema disinvoltura, il principale esponente di settore di questa Giunta.  Stazione a Ponte, con sopra, aree espositive e attività commerciali di alto bordo. Vialoni, detti boulevard (in francese), costellati da palazzoni di almeno quaranta metri d’altezza, contenenti residenza e commerciale. Per finire, attività alberghiere, studentato, strutture sanitarie, dotate di abitazioni d’accoglienza, per i parenti dei ricoverati, provenienti da ogni dove. Una realizzazione, contornata di verde, laghetti, fiori e alberi d’alto fusto. Ci sarebbe solo da chiedersi, da dove sia spuntato fuori, tutto questo ben di Dio.

Su questo quesito, per non creare suscettibilità, meglio essere il più precisi possibili. E’ vero, il PGT vigente è stato approvato dalle passate Amministrazioni, forse per stanchezza oppure per scarso approfondimento, ma va anche detto, che l’attuale Giunta, sia pure disapprovando a suo tempo la scelta della sinistra, adesso però, che è toccato a questa Giunta, ha assunto il PGT come fosse la sua creatura, approvandolo immediatamente e senza alcuna correzione, anzi, migliorando le condizioni, a favore degli investitori. Nemmeno a crederci, sono quattro mesi, che non passa giorno, senza che l’Assessore di punta di questa Giunta, strombazzi, Urbi et orbi, la magnificenza di questo piano di cementificazione abnorme.

Di cosa si tratta - vi chiederete – Cari sestesi, se tutto va bene, tra quattro o cinque anni, avremo una città, già oggi, deficitaria di spazi, per contenere ottantacinque mila residenti (dicasi 85000), iscritti all’anagrafe. Se non dovesse succede niente, ci troveremo con altri quarantamila nuovi arrivati.

Con questo, non vorremmo passare per quelli, che disconoscono il progresso o una crescita corretta. In questa città, manca già da tempo il lavoro, soprattutto per i nostri giovani. Allora, quali i motivi, di questa contrarietà? Il vero problema è quello che Sesto, fin dalla sua nascita, ha avuto a diposizione pochissimo spazio territoriale. Se poi, si tiene conto, che la nostra, è una città di attraversamento, per un’enorme quantità di persone e di automezzi di ogni tipo, che dalla Brianza, si recano tutti i giorni nella metropoli milanese, il conto è presto fatto: inquinamento, rumori e respirazione di fumi gassosi ecc…

E il lavoro? Davvero si potrebbe pensare, che a Sesto, arrivino nuovi posti di lavoro? E quali? Forse, i nuovi pendolari che si trasferiranno dai loro attuali ospedali, oppure tutti gli addetti di quei negozi, che si trasferiranno nella nostra città? E quelli che verranno per curare le loro malattie, con i loro famigliari? E le auto al seguito, di tutte queste persone, dove le mettiamo?

Non intendo, con questo, procurarvi un bel mal di testa, mi basterebbe però, che tutti assieme, meditiate su cosa dovremmo sopportare fra qualche anno! E non vi voglio nascondere, la speranza, che dopo aver letto e meditato, riusciate a prendere qualche sana decisione, nel non premiare, quelli che hanno assunto decisioni sbagliate nei confronti dei cittadini! (M.G.)

GIA’ OGGI, LA VIVIBILITA’ SESTESE E’ PRECARIA. QUALORA VENISSE ATTUATO IL NUOVO PROGRAMMA PREVISTO SULLE AREE FALCK, LA CITTA’ DIVENTEREBBE INVIVIBILE!

 

Come cittadini di Sesto San Giovanni, stiamo già attraversando diversi problemi esistenziali, che non aiutano di certo, a farci vivere una vita normale. Quando poi, si è messi di fronte a nuove prospettive, verosimilmente ancora peggiori, tutto si complica, aggravando la situazione. Si sta parlando ovviamente, del nuovo - che detto tra i denti – avanza e indispettisce, la quantità di cemento, che sarà utilizzata sulle ex aree Falck.

Di questo problema, si parla almeno da circa trent’anni e dunque, sia pure a grandi linee, eravamo già tutti avvisati. Certo, si conosceva già, dove più o meno, si sarebbe andato a parare, va detto però, nessuno, tranne pochi, conosceva i veri numeri, che in realtà, appaiono davvero spropositati. Vengono fuori particolari, che precisano cosa avverrà su quelle aree e non solo su quelle, per il futuro della città. Per dirla in breve, si sta preparando una colata di cemento, talmente invasiva, che non riguarda soltanto l’area della ex Falck, bensì, stravolgerà la vita di tutta la città.

Per quanto si può intuire, dai progetti che vegono presentati, non tanto dai diretti investitori, che non si scoprono poi tanto, quanto, invece, sta facendo, con estrema disinvoltura, il principale esponente di settore di questa Giunta.  Stazione a Ponte, con sopra, aree espositive e attività commerciali di alto bordo. Vialoni, detti boulevard (in francese), costellati da palazzoni di almeno quaranta metri d’altezza, contenenti residenza e commerciale. Per finire, attività alberghiere, studentato, strutture sanitarie, dotate di abitazioni d’accoglienza, per i parenti dei ricoverati, provenienti da ogni dove. Una realizzazione, contornata di verde, laghetti, fiori e alberi d’alto fusto. Ci sarebbe solo da chiedersi, da dove sia spuntato fuori, tutto questo ben di Dio.

Su questo quesito, per non creare suscettibilità, meglio essere il più precisi possibili. E’ vero, il PGT vigente è stato approvato dalle passate Amministrazioni, forse per stanchezza oppure per scarso approfondimento, ma va anche detto, che l’attuale Giunta, sia pure disapprovando a suo tempo la scelta della sinistra, adesso però, che è toccato a questa Giunta, ha assunto il PGT come fosse la sua creatura, approvandolo immediatamente e senza alcuna correzione, anzi, migliorando le condizioni, a favore degli investitori. Nemmeno a crederci, sono quattro mesi, che non passa giorno, senza che l’Assessore di punta di questa Giunta, strombazzi, Urbi et orbi, la magnificenza di questo piano di cementificazione abnorme.

Di cosa si tratta - vi chiederete – Cari sestesi, se tutto va bene, tra quattro o cinque anni, avremo una città, già oggi, deficitaria di spazi, per contenere ottantacinque mila residenti (dicasi 85000), iscritti all’anagrafe. Se non dovesse succede niente, ci troveremo con altri quarantamila nuovi arrivati.

Con questo, non vorremmo passare per quelli, che disconoscono il progresso o una crescita corretta. In questa città, manca già da tempo il lavoro, soprattutto per i nostri giovani. Allora, quali i motivi, di questa contrarietà? Il vero problema è quello che Sesto, fin dalla sua nascita, ha avuto a diposizione pochissimo spazio territoriale. Se poi, si tiene conto, che la nostra, è una città di attraversamento, per un’enorme quantità di persone e di automezzi di ogni tipo, che dalla Brianza, si recano tutti i giorni nella metropoli milanese, il conto è presto fatto: inquinamento, rumori e respirazione di fumi gassosi ecc…

E il lavoro? Davvero si potrebbe pensare, che a Sesto, arrivino nuovi posti di lavoro? E quali? Forse, i nuovi pendolari che si trasferiranno dai loro attuali ospedali, oppure tutti gli addetti di quei negozi, che si trasferiranno nella nostra città? E quelli che verranno per curare le loro malattie, con i loro famigliari? E le auto al seguito, di tutte queste persone, dove le mettiamo?

Non intendo, con questo, procurarvi un bel mal di testa, mi basterebbe però, che tutti assieme, meditiate su cosa dovremmo sopportare fra qualche anno! E non vi voglio nascondere, la speranza, che dopo aver letto e meditato, riusciate a prendere qualche sana decisione, nel non premiare, quelli che hanno assunto decisioni sbagliate nei confronti dei cittadini! (M.G.)

Mario Guerrisi

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