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Giovedi sciopero generale: metro, bus, tram e treni a rischio

+++Sciopero in arrivo+++

Redazione
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Cgil e Uil protestano contro la manovra; la Cisl invece non ha aderito alla protesta e critica la scelta degli altri sindacati
Giovedì 16 dicembre ci sarà lo sciopero generale proclamato da Cgil e Uil: a Milano sono a rischio i mezzi Atm (metro, bus e tram) e i treni (Trenord e Trenitalia). In particolare i treni regionali sono a rischio anche il 14 dicembre.

Le due sigle sindacali hanno confermano lo sciopero generale proclamato senza la Cisl per protestare contro la manovra economica del Governo Draghi. Cgil e Uil prendono atto della delibera del Garante sugli scioperi, che aveva sottolineato come ci fossero dei settori - come netturbini o postini - che visto il periodo non possono fermarsi. Tuttavia, i sindacati procederanno con quanto annunciato garantendo che lo sciopero del 16 sarà effettuato nel pieno rispetto delle norme che regolamentano il diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali.
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Per i trasporti il rischio blocco resta quindi invariato. A Milano, come sempre, sarà possibile che ci siano fasce orarie di garanzia per i mezzi Atm e per i collegamenti regionale dei treni Trenord in Lombardia. Per il momento non ci sono note in merito. Su sito dedicato del ministero dei Trasporti si parla chiaramente di "sciopero generale". Coinvolti il comparto aereo, quello ferroviario, il trasporto pubblico locale, i taxi, gli ncc, trasporto merci e personale marittimo e quello di autostrade.
Le ragioni della protesta dei lavoratori

Cgil e Uil hanno riunito i propri singoli organismi statutari per una valutazione sulla manovra economica varata dal Governo. Pur apprezzando lo sforzo e l’impegno del Premier Draghi e del suo Esecutivo, la manovra è stata considerata insoddisfacente da entrambe le organizzazioni sindacali, in particolare sul fronte del fisco, delle pensioni, della scuola, delle politiche industriali e del contrasto alle delocalizzazioni, del contrasto alla precarietà del lavoro soprattutto dei giovani e delle donne, della non autosufficienza, tanto più alla luce delle risorse, disponibili in questa fase, che avrebbero consentito una più efficace redistribuzione della ricchezza, per ridurre le diseguaglianze e per generare uno sviluppo equilibrato e strutturale e un’occupazione stabile.

Pertanto, avendo ricevuto dai propri rispettivi organismi il mandato pieno a dare continuità alla mobilitazione, le segreterie confederali nazionali di Cgil e Uil hanno proclamato lo sciopero generale di 8 ore per il prossimo 16 dicembre, con manifestazione nazionale a Roma e con il contemporaneo svolgimento di analoghe e interconnesse iniziative interregionali in altre 4 città, Bari, Cagliari, Milano e Palermo. I segretari generali di Cgil e Uil, Maurizio Landini e PierPaolo Bombardieri, interverranno dalla manifestazione di Roma, che si svolgerà a Piazza del Popolo.

Dallo sciopero è esonerato il settore della sanità pubblica e privata, comprese le Rsa, per salvaguardare il diritto prioritario alla salute dei cittadini in questa fase di emergenza pandemica.
La Cisl contraria allo sciopero generale

La Segreteria Confederale della Cisl, riunita per una valutazione degli esiti del confronto svoltosi negli scorsi giorni con il Governo sulla Legge di Bilancio e dei significativi avanzamenti sino ad oggi prodotti nell’accoglimento delle proposte sindacali, ha preso atto con rammarico della decisione unilaterale di Cgil e Uil.

"La Cisl - spiegano in una nota - considera sbagliato ricorrere allo sciopero generale e radicalizzare il conflitto in un momento tanto delicato per il Paese, ancora impegnato ad affrontare una pandemia che non molla la presa e teso a consolidare i segnali positivi di una ripresa economica e produttiva che necessita di uno sforzo comune per essere resa continua e strutturale. Tanto più se si considerano i rilevanti passi avanti fatti nell’ultimo mese sui contenuti della legge di bilancio, che valutiamo in modo positivo e che garantiscono avanzamenti su riduzione delle tasse ai lavoratori e pensionati, risorse per gli ammortizzatori sociali e contratti di espansione, maggiori stanziamenti per la sanità, importanti risorse per la non autosufficienza, pubblico impiego, assegno unico per i figli, uniti all’impegno forte assunto dal Governo di aprire al più presto, un confronto con il sindacato sulle rigidità della Legge Fornero e di accelerare la riforma fiscale!. 

Il sindacato, prosegue la nota della Cisl, che entra nel merito della manovra, "valuta positivamente che le risorse disponibili siano state quasi interamente destinate ai tagli dell’Irpef, lasciando al taglio dell’Irap solo uno degli otto miliardi della manovra, che il 95% di detti stanziamenti vada a beneficio di lavoratori e pensionati e che oltre l’85% delle stesse, vada a favore dei redditi inferiori ai 50 mila euro. Sono state dunque accolte le indicazioni del sindacato che chiedeva di riservare le risorse a dipendenti e pensionati e di concentrarle nelle fasce medie, medio-basse e basse di reddito". 

"La Cisl - si legge ancora - esprime un giudizio positivo sulla scelta del Governo di operare un intervento strutturale su aliquote, scaglioni, detrazioni e no-tax area, integrandolo con quello congiunturale sulla decontribuzione previdenziale e di impegnarsi a intensificarlo con la prossima, imminente riforma fiscale, in ordine alla quale la Cisl non esiterà a vigilare affinché si completi entro la prima metà del 2022, come da esplicita volontà dichiarata dal presidente Draghi al tavolo di confronto".

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