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La disoccupazione in Lombardia: dati 2020 e 2021

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Attualmente, il tasso di occupazione in Lombardia è in crescita rispetto al 2020, ma non ancora ai livelli del 2019. Lo testimoniano le indagini più recenti, che hanno evidenziato dei lati sia positivi sia negativi nell’andamento del mercato del lavoro lombardo: tra i primi c’è proprio la diminuzione dei disoccupati e degli inattivi, tra i secondi l’aumento dei costi energetici e gli effetti del Covid (della variante Omicron in particolare).

Negli ultimi mesi del 2021, il numero delle persone senza un impiego in Lombardia era in calo. Parallelamente, si è verificato un incremento dell’occupazione: tra ottobre e dicembre 2021, in questa regione sono stati contati 4 milioni e 418mila individui con un lavoro. Un dato ottimo se consideriamo i risultati dei sondaggi del 2020, un po’ meno se pensiamo al 2019. D’altro canto, c’era da aspettarselo dopo la fase di emergenza da Coronavirus.

Il tasso di disoccupazione e di occupazione

Con le più recenti statistiche alla mano, possiamo affermare che il tasso di disoccupazione in Lombardia è sceso nel corso del 2021: corrisponde infatti, al 5,5%, contro il 6,1% del 2020.

Altrettanto buone sono le informazioni relative al tasso di occupazione: esso, dal 2020 al 2021, è aumentato di 88mila unità. Un esito di questo tipo è reso possibile tanto dalla riduzione dei disoccupati (-25mila nel 2021) quanto da quella degli inattivi (-93mila).

Insomma, il quadro sembrerebbe essere roseo: questo, però, non vuol dire che non ci siano problemi. Bisogna tener presente l’impatto delle varianti del Covid, tra cui Omicron, sull’economia lombarda. In aggiunta, le imprese locali stanno comunque risentendo del rincaro dei prezzi, per quanto riguarda le fonti di energia.

Per tutti questi fattori, ancora non sono stati eguagliati i valori precedenti alla pandemia e alla crisi. La Lombardia, in ogni caso, conferma un tasso di occupazione superiore alla media del nostro paese.

Il gap di genere

Un altro dato interessante: nella regione lombarda sta diminuendo il gap di genere, poiché l’occupazione femminile ha raggiunto di nuovo i livelli pre-Covid, mentre quella maschile è ancora leggermente sotto.

Il calo di questo gap è attestato dai numeri: non più 16,2, bensì 13,2 punti. Un importante passo in avanti per la ripresa, e per il recupero della partecipazione alla vita lavorativa in Lombardia.

Quali sono le aspettative nell’ambito dei servizi e della manifattura?

Nonostante questi miglioramenti, si prevede qualche difficoltà nel settore manifatturiero e in quello dei servizi. La fiducia, nel complesso, è alta, ma non si possono trascurare gli ostacoli che abbiamo citato prima: la crescita di alcune spese e gli strascichi della pandemia da Covid 19.

Si crede che il trend negativo riguarderà specialmente i servizi, per la precisione gli ordini. Lo stesso, anche se in misura minore, vale per il campo della manifattura (per la produzione e per l’accumulo delle scorte in magazzino).

Una tendenza simile è stata riscontrata in Europa, solo relativamente ai servizi. In Germania, ad esempio, quest’ultima è caratterizzata da una domanda molto alta.

Il divario tra domanda e offerta…

Un’altra problematica abbastanza frequente, in Lombardia, è il divario tra domanda e offerta: in termini semplici, le aziende che cercano nuove figure professionali non sempre riescono a trovare qualcuno che soddisfi le loro esigenze.

Infatti il consiglio rivolto ai giovani è quello di rendere più specifiche le proprie competenze, magari con corsi di formazione ad hoc. Le skills, in molte circostanze, sono troppo generiche e le imprese faticano a individuare i candidati ideali.

…e la cassa integrazione?

Nel 2021, al confronto con il 2020, le ore di CIG autorizzate sono state pari a -46%. Ciò riflette appieno le dinamiche connesse all’occupazione, anche se i dati restano alti rispetto al 2019.

Come il Covid ha influenzato la mobilità dei lavoratori

La pandemia, ovviamente, ha causato una diminuzione degli spostamenti per lavoro: anche questo ha avuto il proprio influsso sull’economia lombarda e sul mercato locale. Di nuovo, abbiamo assistito a un miglioramento nel 2021, ma non tale da equiparare il 2019.

Nel 2020, i suddetti spostamenti erano scesi a -35/40%. Nel 2021, la percentuale media è stata del -25%. Un risultato dovuto prevalentemente agli effetti positivi della campagna di vaccinazioni.

Qualche ultima informazione sul mercato del lavoro lombardo

Per concludere, vediamo cosa è accaduto nelle principali città lombarde dall’anno scorso: 

  • a Milano nel 2021 sono risaliti gli spostamenti per lavoro, ma nel 2022 sono calati nuovamente per la diffusione di Omicron;
  • a Lodi, per quanto riguarda la mobilità siamo in linea con la media regionale;
  • a Monza Brianza la contrazione è stata più accentuata, sia nel 2021 sia nei primi mesi del 2022;
  • a Pavia c’è stato un incremento degli spostamenti per lavoro e soprattutto per il tempo libero.

Ringraziamo il Servizio Contabile Italiano per la collaborazione nell’analisi e nell’elaborazione delle statistiche. Maggiori informazioni sui servizi che offrono sono reperibili sul loro sito web.

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