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L'illusione dell'uomo forte

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L'illusione dell'uomo forte

Ogni grande crisi porta con sé una tentazione: affidarsi all'uomo forte. Accade quando l'economia vacilla, la politica perde credibilità e la società si frantuma. La paura spinge a cercare chi promette soluzioni semplici a problemi complessi, chi divide il mondo tra vincitori e vinti, tra forti e deboli, tra "noi" e "gli altri".

Ma la storia insegna che la supremazia non genera giustizia, bensì nuove disuguaglianze. Quando la società sceglie di misurare il valore delle persone in base a ciò che possiedono, l'avere soffoca l'essere. Così chi ha continua ad accumulare ricchezze, opportunità e potere, mentre chi non ha viene privato perfino della speranza. È la spirale di un sistema che concentra privilegi e distribuisce fragilità.

Anche il nostro tempo sembra attraversato da questa deriva. Crescono le disuguaglianze, aumenta la sfiducia, si diffonde la sensazione che ciascuno debba cavarsela da solo. Ma è proprio questa la più grande illusione: nessuno si salva da solo.

L'uscita dalla crisi non passa attraverso il culto dell'uomo forte, ma attraverso la forza della comunità. Abbiamo bisogno di istituzioni credibili, di cittadini responsabili, di un'economia che rimetta al centro la persona e di una politica capace di costruire ponti anziché muri.

La vera forza non è dominare gli altri. È saper condividere, ascoltare e prendersi cura del bene comune. Perché il futuro non appartiene a chi prevale, ma a chi costruisce insieme. E solo insieme potremo uscire da questa crisi, più umani di prima.

 
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