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Riflessioni estive del nostro sindaco Monica Chittò

Riceviamo e pubblichiamo questa lettera aperta ai cittadini sestesi.

Redazione
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Care amiche, cari amici,

voglio condividere con voi alcune riflessioni che ho fatto prendendo spunto da un episodio positivo dei giorni scorsi.

Sono andata a vedere come procedono i lavori di pulizia, manutenzione e abbellimento della nostra Stazione Ferroviaria, un luogo in sé problematico, ma che grazie al contributo di Rete Ferroviaria Italiana e alle idee del progetto "Tutta mia questa città" sta cambiando faccia: più pulita, più decorosa, direi persino più allegra.

Il book fotografico che mi hanno mostrato e che documenta il progetto e lo stato di avanzamento dei lavori, lavori ai quali collaborano anche volontari, contiene una frase bellissima.
Normalmente non amo citare, ma stavolta faccio un'eccezione:

"Noi oggi, in questa stazione di Sesto San Giovanni pratichiamo la pulizia come gesto di cura e dʼarte... La cura è, oggi, il gesto più rivoluzionario... e il colore, non le ghigliottine, la nostra migliore arma...

Noi prepariamo il palcoscenico, il resto lo faranno gli attori di tutti i giorni e le relazioni che sapremo consentire." 14 luglio 2015

Quando l'ho letta sono rimasta senza fiato: per la sua bellezza, per la sua profondità, per la sua forza, per la capacità di proporre in modo creativo un approccio esistenziale così come un programma amministrativo.

La pulizia e il decoro come gesto di cura e d'arte: non puro e semplice gesto d'ordine, ma anche creazione. Penso anche alla decorazione murale della Galleria Campari, penso al sottopasso di viale Marelli / via Roma, alla facciata di via Carlo Marx 606, alla riqualificazione operata dalla Lilt della antica palazzina dell'acquedotto, alle tante associazioni di cittadini e alle imprese che si prendono cura di giardini e degli spazi verdi della Città, ma ci sono anche tante singole persone, a volte sconosciute, che lo fanno in modo del tutto volontario e mettendoci l'anima. Cura, arte e partecipazione di cui dobbiamo essere molto orgogliosi.

La cura è il gesto più rivoluzionario: se si pensa a una comunità solidale, e che per essere tale deve ritrovare anche molte ragioni della sua solidarietà, il prendersi cura è un elemento forte.

L'esatto contrario della resa, del mugugno, della passività, della pretesa rancorosa e della protesta rabbiosa. Un approccio attivo, vitale, arricchente, che crea comunità e mette in gioco le persone, singole e unite fra loro.

Preparare il palcoscenico e offrirlo agli attori di tutti i giorni, aiutare le loro relazioni, è parte rilevante del lavoro di un'Amministrazione che operi con una logica comunitaria: significa avere il senso del limite, non proporre sempre e comunque soluzioni preconfezionate, ma offrire spazi per la convivenza e la progettualità.

Significa assumere fino in fondo la centralità della persona umana e della sua dignità, accompagnando, aiutando, inventando luoghi e soluzioni.

Lo sento come motivo forte dei miei prossimi due anni da Sindaco: Sindaco, appunto, non amministratore del condominio cittadino, e nemmeno mero esecutore di normative sulle quali non posso più che tanto agire.

È una prospettiva di azione sulla quale desidero coinvolgere  tutti voi per cercare insieme di costruire un ampio senso civico in città attraverso ipotesi concrete di lavoro. Una prospettiva di ottimismo, dallo sguardo lungo e avvolgente, pieno di amore per la città e di attenzione per chi ci vive. Una prospettiva appassionata, ancorché ragionevole, che non dimentica le nostre radici robuste e che è capace per questo di guardare lontano.

Sul lato amministrativo, credo che molte cose in questo spirito siano già accadute, così come molte ne accadranno nei prossimi mesi. Un esempio per tutti su cui stiamo lavorando e che prende l'occasione da un articolo del decreto sblocca Italia: i cittadini che parteciperanno a progetti definiti con il Comune potranno avere agevolazioni fiscali sulle imposte comunali.

Si può fare!

Buona estate.

Monica Chittò

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