"SUONO E SCRIVO CANZONI PER HOBBY" : INTERVISTA AL DOTT. RICCARDO MORACA

INTERVISTA

| di antonio giovanditti
| Categoria: Interviste
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Abbiamo intervistato il dottor Riccardo Moraca Medico di base che si occupa anche di Pediatria, Omeopatia, Fleboterapia TRAP, Medicina estetica, Musicoterapia ed Idrocolonterapia e coltiva da anni una grande passione per la musica culminata nell'incisione di un disco "Fibrillazione atriale" a cui è molto legato. Lunedi mattina abbiamo trascorso presso il suo studio un'ora piacevole durante la quale il "medico rhok" ci ha raccontato il suo lato professionale ed il suo lato artistico. 

1.Non è facile trovare un medico che fa concerti e incide dischi: da dove deriva questa doppia passione e quanto profonde sono entrambe le radici?
"Racconto un pò la mia storia: la passione per la medicina l'ho sempre avuta. Avevo le idee chiare sin da piccolo; mio nonno era medico e mia madre farmacista, quindi già da piccolo avevo un'idea del mondo della medicina. Mi sono laureato a Pavia dove mi sono poi specializzato in pediatria preventiva e puericultura. 
Sono originario di Melissa, un paesino in provincia di Crotone. Nel '68-'69 fu il periodo dei Beatles e anch'io, nel mio piccolo paesino sperduto della Calabria, ho messo su un gruppo con quattro miei amici. Avevamo scelto come nome: The Doctors. Ho fatto alcune lezioni con un maestro di banda che mi ha insegnato i rudimenti di musica e di chitarra e poi ho fatto tutto da solo. Secondo me a questo punto mi è arrivato un dono: ho iniziato a fare i primi accordi e scrivere canzoni (ovviamente adeguate a quel periodo lì). Con questo gruppo eravamo un po' i pionieri in una Calabria addormentata ed offuscata dal pregiudizio; noi abbiamo svecchiato, nel nostro piccolo, l'ambiente. Ci divertivamo, suonavamo in piazza, ci chiamavano per matrimoni, cresime e feste varie. Poi però, per motivi di studio, mi son dovuto trasferire a Pavia e quindi il gruppo si è sciolto. Ai tempi del mio primo gruppo mi facevo chiamare Richard Homak (giocando con il mio nome e cognome), per divertimento. La mia passione per i Beatles è evidente, poi per i Rolling Stones, i Dik Dik, Equipe 84, Nomadi e poi per i grandi cantautori come Fabrizio De Andrè, Ivano Fossati, Paolo Conte, Francesco De Gregori, Franco Battiato, Lucio Battisti, Mogol...Mi piace ascoltare buona musica dalla classica a quella Jazz, da quella pop al Blues e al Rock.
Quando ero a Pavia non ho smesso di scrivere canzoni, anzi mi sono iscritto alla SIAE a Roma (con regolare esame) come compositore, melodista ed autore. Ho partecipato a dei concorsi (ad esempio a Salice Terme, a Novara...). Piano piano sono approdato alla Dischi Ricordi dove ho fatto un provino; l'impegno della medicina però era pressante e quindi ho dovuto allentare per concentrarmi sugli studi universitari. La passione per la musica non l'ho però mai accantonata del tutto: a Pavia ho messo su una band, i MUSIC LIVE, con cui ci esibivamo dal vivo proponendo delle cover. Ho partecipato come compositore ed autore all'Ambrogino d'Oro '85 (una sorta di Zecchino d'Oro per adolescenti), classificandomi in quarta posizione e dove ho conosciuto gente interessante che mi ha permesso di crescere da un punto di vista artistico. Ho cercato di spiccare il volo ma, per i miei impegni, non sono mai riuscito.
Passando ai giorni nostri, mi sono accorto che avevo dei brani (alcuni dei quali anche un pò datati ma ancora molto attuali) che mi piacevano. Mi sono consigliato con mio figlio Marco (che, oltre ad essere psicologo, è anche compositore e musicista in una cover band che si chiama "Back to the Beatles") e mi ha dato una mano con gli arrangiamenti. Nel disco suonano bravi musicisti (Marco Beltrami al piano, Jacopo Bigi al violino, un bravissimo trombettista). Nel disco c'è anche mio figlio Emanuele (che all'epoca aveva sedici anni) che ha suonato la batteria; e c'è anche mia figlia Valentina che ha curato l'artwork del disco. Sto cercando di suonarlo dal vivo nelle varie serate a cui partecipo. Prenderò parte come cantautore a "Volare nel blu", una interessante rassegna di canzoni d'autore a Torino il 20 aprile. Per il momento mi esibisco in acustico o con le basi delle mie canzoni in vari eventi. Il mio scopo è quello di divertirmi: ho superato da tempo i 20 anni e non posso mettermi in competizione. Lo faccio prima di tutto per me, per un mio attimo di divertimento. Poi mi sono reso conto che, facendo ascoltare i brani a gente del mestiere (come Fabio Perversi dei Matia Bazar, Pietruccio dei Dik Dik e altre persone addette ai lavori), il disco piace e suscita belle emozioni. Io non demordo, fino a quando continuo a divertirmi vado avanti. 
Un'ultima cosa importante relativa a "Fibrillazione atriale": è disponibile sul mio canale You tube (Moraca Riccardo) il video di "Fibrillazione Atriale" e su tutti i più importanti Music Store. Si tratta di una metafora. Parlando in maniera tecnica: se nell'organismo vengono meno le cellule, i mitocondri c'è un'alta possibilità che ti venga una patologia che può essere una fibrillazione atriale. I disequilibri della vita quotidiana possono portare ad una " Fibrillazione " della vita quotidiana. Facendo una breve carrellata delle tematiche trattate nel disco possiamo trovare la depressione (in "Aiutami, sostienimi, soccorrimi"), c'è la canzone di denuncia verso soprusi, ricatti e sopraffazioni (in "C'era una volta"), c'è il pezzo sui cambiamenti ("in Cade lenta la neve"), c'è la voglia di ripartire (in "Come on"), c'è la sofferenza della routine (in "Vado via"), c'è la ricerca della felicità (in "S'immagina sempre la felicità", c'è la stretta attualità con la violenza sulle donne (in "La mattina appena sveglia"), c'è un lampo di musicoterapia (in "Ma dimmi un po' cos'è questa musica"), c'è la problematica economico-sociale (in "Recessione") e la chiusura romantica con "Uno spruzzo di mare". 

2.Quanto è importante per lei oggi scrivere una canzone? L'attualità oggi aiuta a creare ispirazione per la scrittura di un brano? Parlando più in generale: perchè oggi si deve continuare a scrivere canzoni? Non è già stato detto tutto?
"Oggi si dovrebbe scrivere una canzone per dare un messaggio. Prima di tutto si scrive per se stessi, per esternare un qualcosa che hai dentro. Il motivo viene dal tuo inconscio. Scrivere una canzone è un dono che va condiviso con gli altri perchè quando fai ascoltare il brano agli altri, non è più tuo. La canzone è di chi se ne vuole impossessare. 
Allo stato attuale non vedo molti messaggi grossi in giro, vedo molta superificialità, attaccamento al business o messaggi non molto profondi".

3.Parlando del lato artistico ha dichiarato di aver provato a 'spiccare il volo'. Ecco, se domani le arrivasse una proposta reale e concreta di accantonare il lato professionale ed intraprendere solo quello artistico: sarebbe disposto a lasciare tutto per la musica?
"No perchè sono le due cose a cui tengo tantissimo. Ma anche viceversa: se mi dicessero lascia la musica ed occupati solo di medicina. Sono due passioni concatenate".

4.Parlando di cantautori italiani prima parlava dell'importanza che hanno avuto sulla musica italiana. Quanto la leva cantautorale ha influito sulla sua scrittura?
"Mi ha influenzato molto. Ti porto un esempio: ho fatto il liceo classico ed ho sempre rispettato ogni strato sociale. Già ai tempi del liceo scrivevo poesie in stile Dante Alighieri. Già avevo il dono di scrivere in questa maniera, mi piacevano le metafore di Dante, il modo si scrivere. Questo per dire che il mio modo di scrivere era insito in me. De Andrè, Fossati, Paolo Conte mi hanno influenzato e mi hanno fatto emergere ancora di più questo modo di scrivere canzoni. Mi hanno influenzato ma non mi hanno plagiato".
 
5.La musica oggi: se dovesse fare tre nomi di musicisti contemporanei che lei si sente di consigliare?
"Fiorella Mannoia, Michele Zarrillo, Vasco Rossi, Enrico Ruggeri, Claudio Baglioni, gli Stadio, Mango ma ce ne sono tantissimi. Come autore mi piace molto Lavezzi"

6.Come si immagina tra dieci anni?
"Ho più di sessantanni ma mi sento molto giovane. Tra dieci anni mi vedo come adesso: impegnato a scrivere canzoni, a realizzare i miei dischi, a lavorare sulle mie cose e ho in programma anche dei progetti teatrali".

antonio giovanditti

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