"Canzoni rubate" è il nuovo album di Federico Poggipollini

Attitude for music

| di antonio giovanditti
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Federico Poggipollini è un musicista con cinque dischi alle spalle e tanti dischi come chitarrista di Ligabue e Litfiba. Ora è arrivato il momento di “Canzoni Rubate”, il sesto album. Sostenuto da "Bologna Unesco City of Music", "Canzoni Rubate" più che un album è un progetto di ricerca e di grande amore nei confronti della musica. Un omaggio alla musica composto da 17 brani: 9 cover, 1 inedito e 7 brani strumentali originali. 

Le gran parte dei brani scelti sono risalenti soprattutto al decennio tra fine anni ’70 e fine anni ’80 con un occhio di riguardo verso la scena progressive; selezionati dopo un lungo studio puntato sulla ricercatezza degli arrangiamenti e sulla vicinanza dei testi con i giorni nostri. Una selezione legata anche ai ricordi, da qui la scelta di “Varietà” di e con Gianni Morandi (brano scritto da Mogol e Mario Lavezzi ascoltato da Capitan Fede, cantato dallo stesso Lavezzi, durante il tour promozionale di “Bella Signora” in cui accompagnava Gianni Morandi), o al senso di appartenenza ad una città come Bologna rimettendo mano a “Il Chiodo” degli Skiantos (voluto omaggio a Feak Antoni), o “Città in Fiamme” brano del 1986 della band bolognese Tribal Noise in cui Federico suonava il basso. Il legame a Bologna diventa poi attuale con il feat. di CIMINI in “Monna Lisa” di Ivan Graziani.

In “Trappole” Capitan Fede suona un brano di Eugenio Finardi affiancato dallo stesso: “Una canzone dal ritmo incalzante. Tra la new wave e il punk anni 80. Il basso ipnotico con la batteria che suona nervosa e libera nei fill. Trappole il testo in una frase: la trappola in cui il cervello cade a causa di automatismi”. E poi “Delay” il brano inedito che inizialmente era stata pensata per essere cantata da una donna e le tracce strumentali: tutti brani chitarristici composti durante il lockdown. Suoni che galleggiano e a volte rimbalzano come un’eco dal sapore malinconico ed il blues usato con il bottleneck. 7 brani che sono il collante tra un brano e l’altro di “Canzoni Rubate“: “Elissa”, “MsEtte”, “Lockdown”, “Bobcat” (il deserto di Bologna durante il lockdown), “Rise”, “Hondo”, “Neifile”.
La realizzazione di “Canzoni Rubate” ha l’intento di portare avanti una precisa idea di cultura e di filosofia del fare e scrivere musica: non immediata (tanto ieri come oggi) ma di indubbio spessore.

"Canzoni Rubate" è un disco che vede la luce dopo oltre due anni di lavoro e che raccoglie tutte le esperienze sotto e sopra i palchi di Federico Poggipollini, non ultima la partecipazione al Festival di Sanremo 2021 ospite di Annalisa nella serata dedicata alle cover o, lo scorso settembre, l'apertura della serata all'Arena di Verona "Power Hits Estate" di RTL 102.5.

antonio giovanditti

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