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Björk: il nuovo album è “Fossora”

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In autunno l’artista islandese Björk pubblicherà il suo nuovo disco dal titolo "Fossora"

E' la stessa Björk a definirlo come "un album di emergenza" e di salvataggio". E tutto questo nonostante le sfide tecniche che Björk si è posta, come i quattro mesi necessari per capire il riverbero dei flauti di “Utopia”, il ultimo progetto discografico uscito nel 2017. In dialogo con il quotidiano britannico The Guardian, la cantautrice islandese ha rivelato alcune novità sul suo prossimo album, il decimo lavoro in studio atteso ormai da cinque anni. Il disco, che si intitolerà “Fossora” dovrebbe uscire il prossimo autunno e vedrà anche la partecipazione di Sindri e Ísadóra, i figli di Björk, e dell’americano Serpentwithfeet, mentre la produzione di alcuni brani è affidata ai Gabber Modus Operandi. Questi ultimi sono un duo elettronico sperimentale specializzato in ritmi hardcore techno anche se "rispetto all'elettronica oscura di ‘Utopia’ del 2017, ‘Fossora’ è organico e spazioso, sognante e pieno di calore e respiro", dice Björk. Il fossore nei primi secoli dell'era cristiana era colui che si occupava della manutenzione dei cimiteri, incluso lo scavo delle catacombe.

Il titolo rievoca questo mestiere, declinandolo al femminile.

Ma è anche ricco di contrasti: le due caratteristiche dell’album sono il clarinetto e le violente esplosioni dei Gabber, "tra momenti di sorprendente virtuosismo e una resistenza alla melodia facile", prosegue la cantautrice. L’artista, nell’intervista, rivela anche che due brani, “Sorrowful Soil” e “Ancestress”, sono stati ispirati dalla morte della madre Hildur Rúna Hauksdóttir, evento doloroso avvenuto nel 2018. Questa volta Björk ha deciso di prendersi tutto il tempo di cui aveva bisogno e di “concedermi il lusso di non avere forza di volontà”. Il lockdown, paradossalmente, ha reso tutto più facile. "Non credo di essere stata molto a casa da quando avevo 16 anni. Sono colpevole, devo ammetterlo", dice con un sorriso. Di solito, durante i viaggi di ritorno a Reykjavík, non si preoccupava nemmeno di disfare i bagagli. Questa volta, la sua valigia vuota invece è finita sullo scaffale: "Mi sono messa a terra e ho davvero adorato lavorare senza distrazioni. È stato come scavare una buca nel terreno. Questa volta ho vissuto con le talpe".
 

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