LA TERZA FATICA DI ERCOLE

Hercules & Love Affair sono tornati: ballate!

| di Francesco D'Argento
STAMPA

Fotogallery: clicca sulle immagini per ingrandirle

printpreview

Bentornati nella rubrica Attitude for Music.

Oggi parliamo del progetto Hercules & Love Affair nasce nel 2008 dalla volontà del talentuoso dj e produttore di Brooklyn Andrew Butler.

Nel disco d’esordio omonimo assolda la voce soave, lirica e androgine di Antony Hegarty, leader del gruppo Antony And The Johnsons.

Il risultato è stato un raggio di sole nel buio psichedelico delle discoteche, netto balzo in avanti con tutto quello che precedentemente si era inteso club-house/elettronica con un straordinario riscontro tra pubblico e critica.

Pienamente riuscito il suo ambizioso intento di reinventare la musica house in chiave post-moderna. Il singolo Blind infatti (così come il resto dell’album) risulta essere un concentrato di suoni disco, tipico dei tardi anni 70, funk scapigliato e sintetizzatori dal retrogusto vintage.

Nel suo secondo lavoro in studio uscito nel 2011 BLUE SONG il processo è continuato, distaccandosi da Anthony ma assoldando nuovi talenti tra tutti la voce di Kele Okereke, leader dei Bloc Party.

Godibilissime ballate si snodano tra suoni cibernetici e modaioli, di certo più aperto al mondo e di più facile ascolto del precedente.

Ora il 26 maggio 2014 è uscita la sua ultima fatica THE FEAST OF THE BROKEN HEART, nel quale la freschezza e l’irriverenza dei testi e della musica non si spengono: i bassi sono più duri e il suond più aggressivo.

Ancora una volta la formula del “featuring” viene rispettato e lo fa chiamando a rapporto il delicato John Grant (I Try To Talk To You) e l’estrosa Krystle Warren, che per l’occasione lascia da parte il suo passato profondamente black in My Offence.

Pare essere stato per Andrew un ritorno agli anni d’oro delle gay-disco  newyorkesi. il risultato voluto e raggiunto a questo giro è quello di farci ballare e di assaporare ritmi capaci di farti dimenticare tutte le pene affidandoti ai suoi riff ruvidi. Alla fine della notte ti ritroverai confuso e appagato.

Un buon disco anche se alla fine a perdere è quel sublime tocco di innovazione e sperimentazione dell’album d’esordio capace di sconvolgerti e coccolarti allo stesso tempo, con brani che rimarranno eterni.

Voto CD: 6,5 / 10 Da ascoltare quando si ha voglia di far festa, anche se con il "cuore spezzato"..

Francesco D'Argento

Contatti

redazione@sestodailynews.net
Accedi Invia articolo Registrati
Cittanet
Questo sito utilizza cookies sia tecnici che e di terze parti. Continuando la navigazione acconsenti al loro utilizzo - Informativa completa - OK