L’ IRRIVERENZA DI MAURIZIO CATTELAN, PRESTO ALL’HANGAR BICOCCA

Dreaming of Art

| di Chiara Nicolini
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Dal 15 luglio al 20 febbraio lo spazio espositivo dedicato all'arte moderna e contemporanea Pirelli Hanger Bicocca, vicino alla nostra città Sesto San Giovanni, ospiterà la mostra Breath Ghosts Blind di Maurizio Cattelan il cui intento è mettere in discussione il sistema di valori attuale, tra riferimenti simbolici e immagini che appartengono all’immaginario collettivo. 
Il dito medio più celebre al mondo, piazzato in faccia a palazzo Mezzanotte, aveva trasformato una trovata temporanea nella perenne offesa all’architettura del ventennio e al quartier generale della finanza.

Dopo un po’ di anni dai suoi interventi più dissacranti, Maurizio Cattelan torna a Milano per dare seguito alle sue riflessioni visionarie, attorno agli aspetti più disorientanti del quotidiano. Le sue opere possono suscitare critiche, sdegno, riflessione, si prendono gioco dell’arte moderna e la invocano al tempo stesso, come per la banana incollata al muro dal titolo “Comedian” al museo di Miami, successivamente mangiata dall’ artista David Datuna che ha contribuito a dare ulteriore fama all’opera segnandone l’intero percorso, perché da Duchamp in avanti, è l’idea a essere il fulcro dell’arte.
Questa volta tocca all’ Hangar Bicocca, accogliere un inedito progetto pensato e realizzato proprio per questo luogo, dall’ artista dispettoso di Padova, che ha fatto dell'ironia e della provocazione, a tratti spietata, l’inconfondibile segreto del suo successo.

Quale trovata si nasconda nella mente del Cattelan post pandemia non è dato sapere. Quello che è certo è che il mascalzone-maestro dei bambini-manichini impiccati a un albero di Porta Ticinese nel 2004, l'artista che ha travolto con la sua dissacrante onda persino il gallerista Massimo De Carlo - incollato col nastro da imballaggio alle pareti della sua galleria - porterà all’attenzione del pubblico, attraverso una rappresentazione simbolica del ciclo della vita, una visione della storia collettiva e personale, sempre in bilico tra speranza e fallimento, materia e spirito, verità e finzione. Temi e concetti esistenziali come la memoria, la fragilità della vita, il senso di perdita individuale e comunitario compongono la sequenza di atti distinti del percorso.

La mostra rappresenta il culmine di un progetto che vede da tempo impegnato l’artista che, nel corso della sua trentennale carriera, ha messo in scena i paradossi della società, riflettendo su scenari politici e culturali con profondità e acume.
Nel concepire le sue opere, a partire da immagini che attingono a momenti, eventi storici, figure o simboli della società contemporanea - evocata a volte anche nei suoi aspetti più traumatici e disturbanti - Cattelan invita ancora una volta lo spettatore a cambiare punto di vista e a districarsi nell’ambiguità del reale.

“Ci sarà sempre qualcuno che tira giù un mio pupazzo, mi ruba un cesso d’oro o si mangia la banana, tutto ciò alla fine aiuta una certa narrativa che ruota attorno al mio lavoro”.

Chiara Nicolini

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