ESCHER DA NON PERDERE A GENOVA

Dreaming of art

| di Chiara Nicolini
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Escher lo consiglio a chiunque, l’ho potuto ammirare a Milano a Palazzo Reale e consiglio senza remore una sua esposizione, anche a coloro che si dicono senza un forte attaccamento all’arte. Nessuno può rimanere indifferente alle sue opere grafiche e incisioni perché si tratta di una pluralità non comune, di conoscenze di fisica, matematica, disegno, immaginazione e arte pura pura fatta di paradossi e metamorfosi infinite, geometrie impossibili e universi fantastici, eppure fondati sulla matematica. 

Oggi l’artista olandese si prepara a lasciarci ancora una volta a bocca aperta con una grande mostra a Genova, dal prossimo 9 settembre fino al 20 febbraio 2022, Palazzo Ducale si trasformerà nel teatro delle visioni di Escher presentando al pubblico circa 200 opere tra cui autentici lavori di culto  
Il progetto ripercorre l’intera produzione del disegnatore olandese, tra icone che hanno affascinato generazioni di spettatori come “Mano con sfera riflettente”, “Giorno e notte” e Vincolo di Unione, e opere meno conosciute che solleticano il gusto della scoperta. Questa volta inoltre, il pubblico sarà invitato a tuffarsi nei mondi immaginifici di Escher attraverso ricostruzioni e sale video.

Si partirà dai primi lavori di un giovane studente di ingegneria che ha saputo inglobare il grande amore per l’illustrazione. Escher era un erudito, studiava universi interi riflessi in una sfera o in uno specchio d’acqua, uccelli e pesci che si trasformano, grafiche optical, prospettive ipnotiche, illusioni ottiche e geometriche, tanto ci sarebbe da dire su un artista, e un uomo con una mente superiore e completa, per tutto ciò che unisce sia la natura, che l’evoluzione umana.

Lo spettatore poi verrà accompagnato nel suo memorabile viaggio in giro per l’Italia, Dall’Abruzzo alla Sicilia, passando per Campania e Calabria, Escher fu conquistato dalla varietà del paesaggio della nostra penisola e divertito, come racconterà nei suoi diari, dagli imprevisti che il Belpaese gli riserva. Non mancano le vedute notturne e diurne di Roma, dove l’artista si stabilirà per alcuni anni. Solo l’azione pervasiva del fascismo lo convincerà a lasciare l’Italia, la partenza segnerà anche la fine dei paesaggi di Escher, che dal ‘35 in poi troverà nello studio della geometria il suo unico rifugio.

Arte e matematica, scienza, design, natura e meraviglia si incontrano nelle opere di uno degli artisti più amati negli ultimi cinquant’anni: la mostra genovese è un’occasione per conoscerlo da vicino, ma anche per misurarsi con i numerosi mondi, geometrici e compositivi che attraverso le sue opere continuano a ispirare artisti e creativi di ogni settore

Chiara Nicolini

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