-AGNUS DEI
Data di uscita: 20 aprile 2026
Genere: Documentario
Anno: 2025
Regia: Massimiliano Camaiti
Agnus Dei, il film documentario diretto da Massimiliano Camaiti, ci porta nel cuore di Roma, tra le mura silenziose del Monastero di Santa Cecilia in Trastevere.
Ogni anno si rinnova un rito antico e solenne, che lega la vita contemplativa delle monache benedettine alla figura del Papa. È gennaio, e due agnelli appena nati vengono benedetti e ornati con ghirlande. Sono affidati con cura a una delle suore di clausura, che se ne prende cura. Questo gesto non è solo simbolico ma la lana di quegli agnelli, una volta cresciuti, verrà usata per tessere i pallii, le preziose stole liturgiche che il Pontefice consegnerà agli arcivescovi metropoliti il 29 giugno, nella solennità dei Santi Pietro e Paolo. La narrazione segue il ritmo calmo e rituale della vita monastica, il tempo è scandito dai rintocchi delle campane romane, dalla preghiera comunitaria della Liturgia delle Ore, dalle attività quotidiane nel chiostro. L’orto, la cucina, la sartoria, la produzione delle ostie e delle immagini sacre, la raccolta delle arance e la lavorazione delle scorze. Ma ciò che rende questo monastero unico non è solo la sua storia o la sua posizione nel cuore della città eterna.
Nel Giubileo del 2025, mentre la tradizione si compie ancora una volta, un evento inaspettato scuote questo equilibrio millenario: il Papa si ammala improvvisamente. In un contesto fuori dal tempo, dove ogni gesto ha un significato e ogni giorno assomiglia al precedente, questa rottura pone interrogativi profondi su fede, responsabilità e continuità .
-EVA
Data di uscita: 21 aprile 2026
Genere: Drammatico
Regia: Emanuela Rossi
Attori: Carol Duarte, Edoardo Pesce, Tommaso Zoppi, Antonio Gerardi, Giordano De Plano, Roberta Mattei
Eva, il film diretto da Emanuela Rossi, vede protagonista della storia Eva (Carol Duarte), una donna enigmatica che vive isolata nei boschi dell’Umbria.
Un giorno, incendia un campo di girasoli. Arrestata, dichiara al commissario di averlo fatto per salvare i bambini, convinta di essere investita di una missione divina. Parla come una profetessa, una moderna Giovanna d’Arco, e sostiene di vedere nel cielo misteriose luci blu che guidano le sue azioni. Da qualche tempo, nella regione si moltiplicano le sparizioni di bambini, e tutti gli indizi sembrano condurre a lei. Ma i piccoli che la seguono lo fanno volontariamente, attratti dalla sua voce, dal suo carisma e da un senso di protezione che sfida la logica.
Durante il suo peregrinare tra centri commerciali e campagne umbre, Eva incontra Giacomo (Edoardo Pesce), un vedovo che vive con il figlio Nicola (Tommaso Zoppa) in un antico casale circondato da api. La serenità domestica dei due la disarma e per la prima volta, Eva immagina di fermarsi, di poter diventare la madre di quel bambino e la compagna di quell’uomo. Ma la chiamata della sua missione la trascina di nuovo via.
Tra realismo e visione mistica, il film intreccia fede e follia, istinto materno e senso di colpa.
-AVEVO DUE PAURE
Data di uscita: 23 aprile 2026
Genere: Documentario
Regia: Theo Putzu, Paolo Cagnacci
Avevo Due Paure, il documentario diretto da Theo Putzu e Paolo Cagnacci, è un viaggio spazio-temporale tra volti, luoghi e memorie della Resistenza.
Le testimonianze emergono come da una sorta di scatola nera della storia che contiene racconti drammatici, malinconici ed emozionanti, uniti da un profondo desiderio di libertà . Volti e voci che restituiscono i segni del tempo, ma anche una luce viva, quella di chi, da giovanissimo, ha rischiato la vita per valori che oggi sente ancora il bisogno di trasmettere. È una speranza e un invito per le nuove generazioni a difendere democrazia e libertà . Il progetto nasce dal desiderio di preservare e rinnovare la memoria della Resistenza partigiana in un’epoca in cui i testimoni diretti stanno scomparendo e il legame con il passato si fa sempre più fragile.
Attraverso un linguaggio visivo capace di intrecciare testimonianze, luoghi e tracce materiali, il racconto costruisce un percorso intimo e collettivo che stimola una riflessione attuale sul significato di libertà e condivisione. I paesaggi dell’Appennino, un tempo rifugio e teatro di lotta, diventano così spazio reale ed emotivo di questa narrazione.
Le voci di partigiani, staffette e sopravvissuti alle stragi restituiscono episodi personali che, intrecciandosi, compongono il mosaico di una storia collettiva ancora viva.

