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I canali di comunicazione Parte I

"E tu conosci te stesso?

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E strano guardarsi intorno in qualsiasi luogo pubblico, ci si vede in mezzo a tanta gente apparentemente tutta differente, a Milano possiamo osservare persone che corrono, non si sa dove... a parte quelli che lo fanno per mantenersi in forma ma in quel caso si riesce a capire perché corrono rimanendo comunque estranei della loro destinazione.

ma come possiamo aiutarci a riconoscere le persone che ci circondano?
Il mio posto preferito per osservare questo andirivieni di gente è la metropolitana, infatti come laboratorio mi offre soggetti di ogni genere, da ragazze e ragazzi che tornano da l'università, persone vestite da lavoro, nullafacenti in giro mossi dalle correnti dei tram in movimento, è carino denotare che Milano ha uno stile proprio, come se si fosse auto-legettimata uno modo di vestire, di fatti le persone sono ben amalgamate all'interno del vagone, anche con il pizzico di originalità di qualche cresta qua e là con un abbondante gratuggiata di Hipster,La città della moda nella sua quotidianità.

Se vi dicessi che, tutte le persone che potreste vedere per questa metropoli e qualsiasi altra città del mondo, si dividono in soli 3 profili: Ci credereste?

Inizialmente anche io rimasi scettico di primo acchito, questo è un passo della PNL (Programmazione Neuro Linguistica), chiamato proprio, i  Canali di Comunicazione.
Quindi tutte le persone viventi, e non, si sono dovute interfacciare in qualche modo alla realtà che li circonda, soprattutto dopo 13 milioni di anni che erroneamente abbiamo smarrito la parte animale, creando una parte psicopaticizzata ed isterica.


Crediamo di poter vivere la realtà, senza sapere nulla su di essa, pensiamo di essere felici senza sapere nemmeno cosa sia la felicità.
E l’epoca della rappresentazione, dove anche i panini nei fast food hanno bisogno di mettersi il trucco per sembrare più belli, dove le cose si scoprono senza nemmeno vederle.
Pensate solo all’atomo…
Chi l’ha mai visto? Eppure sappiamo benissimo com’è fatto, sappiamo tutto su di lui… ma non possiamo vederlo , forse da 3 anni riusciamo a fotografarne un “ombra”
Eppure tutta la nostra vita fra poco vi svelerò essere schiava da un piccolo inganno mentale molto simile alla storia del nostro atomo.

Quindi un attimo di concentrazione e cercate di seguire attentamente ciò che vi sto rivelando:
Tutto ciò che vediamo é una rappresentazione ovvero non è la realtà
Perche?
Al buio non vediamo nulla, a parte i lettori che hanno sviluppato particolari capacità da x-men
Proprio perché in assenza di luce non ci sono i famosi “fotoni” simpatiche particelle elementari senza massa capaci di muoversi in prossimità della velocità della luce
Queste scherzose particelle, quando viene accesa la luce rimbalzano in ogni dove, ricoprendo interamente lo spazio, arrivando sino ai nostri occhi,
e qui la magia!
Attraverso un sistema bio meccanico il nostro cervello attraverso l’occhio prenderà tutti i dati forniti da questi fotoni dando un significato a ciò che vede, mandando stimoli al cervello fornendo una rappresentazione di ciò che i fotoni gli hanno portato.

Quindi qui il nostro cervello ci rappresenterà la realtà come se stessimo guardando un continuo televisore, che fregatura….
Ora per dare un senso a ciò che il nostro cervello rappresenta utilizziamo i 3 famosi canali:
Canale Visivo
Canale Auditivo
Canale Cinestesico

E facile capire quindi che tutto il mondo deve per forza utilizzare uno o contemporaneamente più di questi canali per rapportarsi alla realtà che ci circonda
Come canale ricordiamo che nella maggior parte dei casi ne esiste sempre uno prevalente.
Si basano sui sensi
Di fatti il canale visivo comporta un acquisizione prevalente di informazioni attraverso la vista.
Il canale Auditivo quello del suono
Ed il cinestesico e quello che prende maggiormente in considerazione le sensazioni gusto, tatto,  intesa anche come sentimento (sensazione di felicità, rabbia, gioia, amore)
Ora in base a questi dati che vi ho fornito…  Vi chiedo cari lettori… senza darvi ulteriori informazioni…

Qual’è il vostro canale primario di comunicazione “prevalente”?

Provate ad auto analizzarvi cercando di capire da voi stessi come vivete la vostra realtà e condividetemi il vostro risultato.

La prossima volta vi dirò se avete fatto un buon lavoro di auto analisi!

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