Partecipa a Sesto Daily News

Sei già registrato?

Accedi con e-mail e password

"La luna piena delle fragole", "M. Gli ultimi giorni dell'Europa", "Mussolini il capobanda. Perché dovremmo vergognarci del fascismo": la classifica dei libri

Leggiamo un libro insieme

Redazione
Condividi su:

-La luna piena delle fragole di Paolo Stella

Paolo Stella ci regala un romanzo che è insieme mito e fiaba, narrando la difficoltà di sentirsi diversi e il desiderio di scoprirsi.

Svegliarsi su una barca in balia del mare, con l’unica compagnia di un gabbiano dalla lingua lunga. L’avventura di Nessuno, un ragazzo senza età e senza memoria, inizia così: con un viaggio verso la terraferma, alla ricerca di risposte che possano riportarlo a casa. Ma attraversare il mare aperto potrebbe rivelarsi un’impresa impossibile. Soprattutto perché le onde sono infide e Nessuno non può condurre la barca da solo. Per fortuna, all’orizzonte, compaiono alcune isole. Sette in tutto. Ognuna con una storia da raccontare. Navigando da un’isola all’altra, Nessuno incontrerà ragazzi e ragazze pieni di sogni e desideri da realizzare, solitudini da riempire e mondi da tramandare. C’è chi lo farà citando i grandi autori della letteratura e chi con l’aiuto delle nuvole o delle fiamme. Uno dopo l’altro, Nessuno ascolterà le parole dei suoi nuovi amici, assimilando, onda dopo onda, un pezzetto di mondo in più, scoprendo...

-M. Gli ultimi giorni dell'Europa di Antonio Scurati

Terzo romanzo della serie bestseller di Antonio Scurati dedicata al fascismo e a Benito Mussolini. Dopo M. Il figlio del secolo, vincitore del Premio Strega 2019, e M. L'uomo della provvidenza, il nuovo romanzo di Scurati si concentra sul cruciale triennio tra il 1938 e il 1940.

Il 3 maggio 1938, nella nuova stazione Ostiense, Mussolini insieme a Vittorio Emanuele III e al ministro degli esteri Ciano attende il convoglio con il quale Hitler e i suoi gerarchi scendono in Italia per una visita che toccherà Roma, Napoli e Firenze. Da poche settimane Hitler ha proclamato l'Anschluss dell'Austria e Mussolini, dopo aver deciso l'uscita dell'Italia dalla Società delle Nazioni, si appresta a promulgare una legislazione razziale di inaudita durezza. Eppure sono ancora molti a sperare che il delirio di potenza dei due capi di Stato possa fermarsi: tra loro Ranuccio Bianchi Bandinelli, l'archeologo incaricato di guidare il Führer tra le rovine della città eterna; Renzo Ravenna, decorato nella Grande guerra, fascista zelante e podestà di Ferrara, che al pari di migliaia di altri ebrei italiani non si dà pace per i provvedimenti che lo pongono ai margini della vita civile; Margherita Sarfatti, che sino all'ultimo spera in uno spostamento degli equilibri verso l'asse anglofrancese ma deve cedere il passo alla giovane Claretta Petacci e fuggire; e lo stesso Ciano, distratto da tresche...

-Mussolini il capobanda. Perché dovremmo vergognarci del fascismo di Aldo Cazzullo

In questo libro Cazzullo demolisce un luogo comune: non è vero che tutti gli italiani sono stati fascisti. E l'antifascismo dovrebbe essere un valore comune a tutti i partiti e a tutti gli italiani.

«Cent'anni fa, in questi stessi giorni, la nostra patria cadeva nelle mani di una banda di delinquenti, guidata da un uomo spietato e cattivo. Un uomo capace di tutto; persino di far chiudere e morire in manicomio il proprio figlio, e la donna che l'aveva messo al mondo». Comincia così il racconto di Aldo Cazzullo su Mussolini. Una figura di cui la maggioranza degli italiani si è fatta un'idea sbagliata: uno statista che fino al '38 le aveva azzeccate quasi tutte; peccato l'alleanza con Hitler, le leggi razziali, la guerra. Cazzullo ricorda che prima del '38 Mussolini aveva provocato la morte dei principali oppositori: Matteotti, Gobetti, Gramsci, Amendola, don Minzoni, Carlo e Nello Rosselli. Aveva conquistato il potere con la violenza – non solo manganelli e olio di ricino ma bombe e mitragliatrici –, facendo centinaia di vittime. Fin dal 1922 si era preso la rivincita sulle città che gli avevano resistito, con avversari gettati dalle finestre di San Lorenzo a Roma, o legati ai camion e trascinati nelle vie di Torino. Aveva imposto una cappa di piombo: Tribunale speciale, polizia segreta, confino, tassa... 

Condividi su:

Seguici su Facebook