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Belluscone

Un film per riflettere...

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Cari amici della rubrica Lo Sguardo Indiscreto della Settima Arte, vi propongo quella che mi piace definire una "riflessione" su un film che ha fatto molto discutere la critica nell'anno appena trascorso.

Ricordandoci che tra gli obiettivi dell'arte vi è anche quello di renderci un po' diversi rispetto a come eravamo prima di entrare in contatto con essa, condivido i miei pensieri con voi, nello stesso modo in cui li ho condivisi con i clienti della mia attività di Home Video che gestisco nella mia terra d'origine, la Sardegna.

Belluscone” è un bellissimo film documentario, complesso e stratificato, una vera e propria inchiesta sul sistema mafioso.

È un film politico: parla di Berlusconi e delle sue compromettenti relazioni con la mafia.

La pellicola mette in luce la chiara volontà politica di limitare e governare la libertà di espressione artistica, proprio nella nostra Bella Italia, patria indiscussa dell'arte e dell'estetica.

E' un film sulla manipolazione e sul controllo mentale, messe in atto con prepotenza e con sottesa violenza, con l'unico scopo di indebolire le menti e generare sempre nuove paure, attraverso strumenti infimi, come la televisione, che informa in maniera distorta al fine di confondere, allarmando e annichilendo il pensiero, fino a farci divenire schiavi.

E' anche un'opera sul cinema, che è sempre più difficile realizzare, dato che non si può più rappresentare una realtà che diverge da quella rappresentata dai media, non sia mai che qualcuno possa elaborare pensieri diversi.

E' un documento cinematografico dove viene esaltata la cultura mafiosa, a cui viene data una connotazione positiva, con la fetida motivazione secondo la quale è comunque folklore e in qualche modo ci rappresenta.

Parla di noi italiani e per noi italiani, che dovremmo avere il coraggio di vedere quello che siamo diventati.

Ebbene si, dovremmo avere il coraggio di prendere atto del nostro annichilimento, che ci viene sfrontatamente sbattuto in faccia di continuo, volgarmente, come quando Renzi ha "onorato" gli italiani con la sua comparsata nella trasmissione di Maria De Filippi "Amici", comparsata esibita quasi come fosse manifesto di una progressione culturale.

E' un momento che ci porta, inevitabilmente, all' introspezione, che rappresenta un intenso viaggio nel nostro mondo.

E, ribadisco, nostro, perché se guardando un film non si ha la sensazione che qualche sua parte ci riguardi, è inutile perdere tempo con il cinema.

Nella speranza di aver suscitato la vostra curiosità, auguro una buona visione a chi ancora non avesse visto questo film; a chi, invece, lo avesse già visto, auguro una possibile buona seconda visione, magari attraverso l'adozione di una chiave di lettura diversa da quella usata in precedenza, perchè ricordiamoci che tutte le volte che osserviamo una realtà, oltre ad essere diversi noi stessi, inevitabilmente la modifichiamo.

Vi aspetto al prossimo appuntamento con Lo Sguardo Indiscreto della Settima Arte.

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