Partecipa a Sesto Daily News

Sei già registrato? Accedi

Password dimenticata? Recuperala

Love bombing e gaslighting: le dinamiche tossiche che minano il lavoro

Martedi con la psicologa

Redazione
Condividi su:

Un’analisi di psicologia strategica sui fenomeni manipolativi all'interno dei contesti professionali.
Il mondo professionale non è fatto solo di competenze tecniche e scadenze, ma è un palcoscenico in cui si intrecciano complesse dinamiche umane. Saper riconoscere e affrontare fenomeni manipolativi come il love bombing e il gaslighting è oggi essenziale per preservare il benessere psicologico e la produttività all'interno dei contesti lavorativi.

La scomposizione delle dinamiche tossiche
I comportamenti manipolativi si manifestano spesso in modo subdolo, rendendo difficile l'identificazione immediata da parte delle vittime e dei colleghi. L'analisi strategica ne individua due varianti principali:
   • Love bombing (Il controllo tramite l'elogio): Spesso associato alle relazioni di coppia, nel contesto professionale si traduce in un'affettività straordinaria, elogi sproporzionati e promesse di carriera repentine. Dietro questa facciata si cela l'intento di indebolire la capacità critica del professionista, legandolo a doppio filo al manipolatore ed esercitando un controllo totale.
   • Gaslighting (La distorsione della realtà): Rappresenta un attacco sistematico alla sicurezza professionale della vittima. Si materializza attraverso la negazione persistente di fatti accaduti, accordi presi o feedback verbali. Questo induce la persona a dubitare della propria memoria e delle proprie percezioni, provocando isolamento, confusione e un drastico calo dell'autostima.

Strumenti strategici per la resilienza professionale
La gestione di questi scenari richiede un approccio analitico e tempestivo. Gli strumenti fondamentali per neutralizzare tali dinamiche includono:
   1. Osservazione attiva e documentazione: Registrare in modo oggettivo date, email e fatti specifici relativi agli episodi sospetti per ancorare la realtà lavorativa a dati oggettivi.
   2. Comunicazione assertiva: Stabilire confini chiari e professionali, evitando il coinvolgimento emotivo immediato richiesto dal manipolatore.
   3. Supporto e confronto: Condividere lo scenario con mentor qualificati, la direzione HR o consulenti strategici esterni per attivare adeguate contromisure.
Riconoscere e gestire il love bombing e il gaslighting non è una semplice reazione di difesa, ma una competenza strategica necessaria per costruire ambienti di lavoro sani, orientati alla collaborazione genuina e alla valorizzazione del merito.

L’appuntamento con "Martedì con la Psicologa" si rinnova la prossima settimana. A martedì prossimo.
Seguitemi su IG e WEB
 

Condividi su:

Seguici su Facebook