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CINA – IL LAGO LUGU HU E L’ETNIA MOSUO

Qui indiscutibilmente il potere è donna

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In una delle zone più remote della Cina meridionale, incastonato fra le montagne al riparo dal turismo spicciolo, a 3500 metri d’altezza si celano le calme acque del Lugu Hu: , la folta vegetazione, l’aria pulita e rarefatta e la tranquillità di una gita in barca fra gli uccelli migratori ne fanno una rara destinazione all’insegna della quiete e del turismo ecosostenibile. Ciò che però rende davvero unico questo posto non è tanto ambientale quanto socio-culturale: in una Cina dominata dalla figura dell’uomo come centro di potere decisionale, in questa zona regione situata tra le province dello Yunnan (letteralmente "A Sud delle nuvole”)  e del Sichuan (che significa "Quattro fiumi”) si trova il territorio dei Mosuo,  una delle pochissime società matriarcali ancora esistenti. Appunto perché al di fuori dei normali percorsi turistici arrivare qui non è proprio semplicissimo e quindi adatto soltanto ai viaggiatori impavidi, categoria della quale ovviamente ritengo di far parte: l’aeroporto più vicino è quello di Lijiang, raggiungibile da Roma e Milano con China Eastern, o in alternativa per risparmiare si può optare per un volo fino a Shangai per poi attraversare in treno il sud della Cina, viaggio spettacolare se volete passare circa 36 ore tra paesaggi sicuramente degni di nota.
La cittadina più fornita in quanto a infrastrutture turistiche è Luoshui, ma nettamente più suggestivo è pernottare nel piccolo villaggio di Lige, più appartato e con vista sul lago, con diversi ristorantini a gestione familiare, che offrono economiche specialità di pesce di lago.
Il miglior modo per addentrarsi nella cultura locale  è quello di replicare il rituale di circumambulazione del lago, cammino dalla ritualità sacra che potrete effettuare a piedi in 3 giorni, o in bicicletta anche in una sola giornata . Ci sono comunque anche jeep in affitto per i più soggetti al jet lag, e con meno di 10 euro potreste fare un giro nella capitale culturale dei Mosuo, Yongning, visitando il vivace mercato e partecipando ad una partita a biliardo, passatempo preferito del pigro genere maschile locale. La zona offre anche placide piscine naturali di acque termali e un tempio buddhista dalle decorazioni mozzafiato.
Dato che non è raro incontrare le donne Mosuo nei loro vistosi cappelli, avvolte dalle colorate gonne a strisce, mentre trasportano foraggio e legna nelle ampie ceste sulla schiena, l’organizzazione di questa società merita un approfondimento: la donna ricopre un ruolo centrale, è il perno di questa etnia, le loro decisioni sono insindacabili, l’uomo ha il dovere di rispettarle e di non criticarle. Qui la famiglia è un concetto indistinto perché la parola «padre» è inesistente e il matrimonio viene considerato una pratica arcaica e contro natura: l'amore e la sessualità sono vissuti con grande libertà e i legami si formano e si sciolgono a seconda del desiderio. In questi luoghi intrisi di fascino e mistero, gli ideali della rivoluzione culturale cinese e il progresso hanno intaccato solo in parte le antiche tradizioni.
Il rito più discusso è più controverso del sistema sociale Mosuo è detto “walking marriage”, il “matrimonio che cammina”, usanza per la quale la donna Mosuo può intrattenere relazioni di coppia temporanee, invitando il compagno prescelto a passare la notte nella sua baita, a patto che la lasci prima dell’alba. Tale costume ha generato ogni sorta di leggenda perversa e pruriginosa fra i cinesi delle pianure: in realtà la maggior parte delle relazioni di coppia sono stabili e durature.
Quindi, amiche lettrici, la prossima volta che il vostro compagno dovesse avere un comportamento anche lievemente maschilista…comprate un biglietto per andare a visitare questo luogo fuori dal mondo!

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