LA DIPARTITA DI UN MAGO

L'alchimista e il suo sogno

| di Sonia Serravalli
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Nel suo negozio abbiamo passato anni e stipato preziosi ricordi. Il suo è un tempio, una piazza pubblica, un luogo che vivevamo come un parco. Ciascuno si è sempre sentito trattato come un principe nella grande erboristeria di Mahmoud e di suo fratello Ahmed. Ci siamo sempre sentiti liberi di sederci o sdraiarci ovunque, sulle tante panche fornite dal grande negozio, ascoltando quella piacevole musica araba o sufi, nell'attesa che questo affascinante alchimista si liberasse. Sto parlando di Mahmoud e del suo"Secret of the desert fox", sito in Dahab, Sud Sinai, Egitto.


In questa sorta di covo da stregone, negli anni, Mahmoud, erborista, chiropratico, mago, ci ha costantemente riportato indietro nel tempo, a quando le cose si facevano bene e per risolvere un problema fisico umano si consultava direttamente la natura. Lui ci dava dimostrazioni lampanti davanti ai nostri occhi sulle persone stesse che vi accompagnavo: un olio contro la ritenzione idrica che fa uscire gocce d’acqua da una gamba in pochi minuti, un massaggio a terra, fatto da lui, che fa passare il mal di schiena gratis in quindici minuti, una crema organica che toglie i calli con sfregamenti veloci nell’arco di pochi attimi, un intruglio naturale che fa crescere i capelli… e tanto altro ancora. Mahmoud era sempre lì, con il suo manto bianco da sultano, i suoi modi gentili e il suo umore solare, a riceverci per elargire dimostrazioni, conoscenza e spettacolo privo di finzione. Nel suo antro da stregone, abbiamo giocato a carte, a giochi di prestigio, scambiato musica e valute, provato le sue vecchie spade, fumato, dormito, parlato di rivoluzione, incontrato viaggiatori, fatto centinaia di foto e soprattutto riso tanto.


Mahmoud ha il dono raro di far sentire la persona accudita, coccolata e sicuramente in ottime mani. Lui per noi è stato un medico, un guru, un esempio; medico nel rimpiazzare qualunque farmaco con ottimi rimedi naturali, spesso forniti dal deserto appena dietro di noi, guru nell'incredibile conoscenza accumulata in vent'anni di studi fai da te a contatto con i beduini e con la loro antica medicina e un esempio nel senso di un'anima generosa, che non ha mai risparmiato a nessun suo visitatore trattamenti omaggio nel tentativo di far stare meglio la persona - oltre che esempio di uomo che sa quello che vuole e come creare un piccolo impero da una bottega iniziale di tre metri quadrati, col sudore della fronte, la dedizione e lo studio attento.


Dedico questo articolo a lui, che questa notte sta partendo per realizzare il suo arduo sogno germogliato tanto tempo addietro: riuscire ad entrare in Europa per aprirvi un suo punto vendita. La strada è stata molto lunga e dura. Da domani, Mahmoud sarà a Copenhagen, in Danimarca, a cercare di aprirsi la sua nuova strada, con l’aiuto di qualche amico danese che l’ha preso in simpatia in Egitto. L’erboristeria di Dahab rimane aperta, ma per vedere in azione il nostro mago (che detto in segreto tra noi riteniamo un vero e proprio alchimista), d’ora in poi dovremo recarci fino in nord Europa. E’ molto probabile che entro pochi mesi scriverò un altro articolo su di lui e sul nuovo centro, questa volta danese, in cui sarà lì pronto a distribuire miracoli. Una grossa perdita per gli abitanti di Dahab, ma un acquisto inestimabile nella conta dei sogni (quasi) impossibili realizzati. Grazie di tutto cuore, caro maghetto, ci mancherai tantissimo. Mabruk ya Mahmoud, caro amico!

Sonia Serravalli

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