Partecipa a Sesto Daily News

Sei già registrato?

Accedi con e-mail e password

"ICONS": UNA MOSTRA DEDICATA AL FOTOGRAFO STEVE McCURRY

In mostra a Pavia anche il celebre ritratto della "Ragazza Afgana"

Condividi su:

Nella suggestiva cornice  delle Scuderie del Castello Visconteo di Pavia, ancora per un paio di settimane, 
precisamente fino al 3 Giugno 2018,  sarà possibile visionare la mostra "ICONS" dedicata al grande fotografo Steve McCurry
Gli scatti presenti sono ben 100, realizzati durante i 40 anni di carriera dell'artista americano, organizzati in un percorso 
espositivo che permetterà ai visitatori i compiere un viaggio simbolico attraverso i luoghi immortalati da McCurry: dall'India all'Afghanistan, 
dal Giappone a Cuba, dal Brasile al Pakistan. 
E per la gioia di chi come me ama profondamente McCurry, sarà possibile ammirare anche il meraviglioso ritratto della "Ragazza afgana", ad oggi una delle 
opere fotografiche più "forti" che abbia avuto la fortuna di guardare dal vivo.
La storia di questa fotografia ha inizio nel 1984 quando il fotografo statunitense viene contattato dalla redazione del National Geographic con la proposta 
di scattare un fotoreportage nei vari campi di profughi allestiti lungo la frontiera afgano-pakistana. 
Fu proprio nel campo di Nasir Bagh che il fotografo, venne attirato dalle voci che proenivano da una tenda che ospitava una classe scolastica. 
Entrato e ricevuta l'autorizzazione per fotografare le alunne dall'insegnante, fu immediatamente colpito dallo sguardo magnetico ed enigmatico di una delle ragazzine: Sharbat Gula.
Occhi verdi, penetranti ed intensi, immortalati da McCurry con  un obiettivo manuale Nikkor 105mm f/2.5 su una Nikon FM2 e resi poesia pura grazie al contrasto acceso tra i colori caldi dello scialle e quelli freddi dello sfondo, occhi magnetici che rappresentano un  caleidoscopio di emozioni: da una parte vi si avverte la rabbia di un popolo dilaniato dalla guerra, 
mentre dall'altra denota una grandissima forza e voglia di riscatto ed allo stesso tempo rivelano la timidezza di chi viene fotografata per la prima volta nella sua vita. 
La foto, da copertina del National Geographic nel numero di Giugno dell'85, per la sua enorme potenza espressiva, divenne presto una delle opere fotografiche  più amate di tutti i tempi, e  Sharbat Gula, che in lingua pashto significa «ragazza fiore d'acqua dolce»
 (nuovamente fotografata 17 anni dopo da McCurry che tornò a Nasir Bagh per ritrovarla) è ancora oggi quell'icona che spinse all'istituzione dell'Afghan Children's Fund, ente che si occupa di garantire ai bambini afgani il diritto di andare a scuola e di ricevere un'istruzione.

 

Condividi su:

Seguici su Facebook