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Il Trust, origini, storia, come utilizzarlo.

Parlare di Trust vuol dire parlare della fiducia.

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Parlare di trust vuol dire parlare della fiducia.

La fiducia è l’elemento che troviamo quale comune denominatore in vari aneddoti sulle origini del trust.
Di tali racconti non è importante il fatto in se per se ma è essenziale, trarne gli elementi che lo caratterizzano e che ancor oggi ritroviamo esattamente nelle moderne strutture di trust.

Un primo spunto di riflessione lo rinveniamo il 14 ottobre 1066 d.c., data in cui avvenne la famosa battaglia di Hastings tra le truppe di Aroldo II, re degli Anglosassoni, e Guglielmo (detto poi Il Conquistatore), duca di Normandia, per il controllo dell’Inghilterra. Guglielmo capeggiava il popolo normanno notoriamente molto bellicoso ed agguerrito.
Per i Normanni la conquista della terra era l’unica vera motivazione cosicché  una volta sconfitti gli inglesi, oltre a sottometterli con la forza Guglielmo, (ottimo stratega, dovendo dedicarsi ad altre scorribande e non potendosi permettere di lasciare sguarnita l’isola appena conquistata, pena una subitanea ribellione da parte dei Sassoni, altro popolo bellicoso), decise quale Lord, di affidare il diritto su quei territori a dei baroni sassoni (c.d. tenant ) trasferendogli terre castelli, servi e impartendogli l’ordine di proteggere le terre e le costruzioni dai nemici, di coltivare le terre e trarne i frutti , allevare gli animali, di manutenzionare gli edifici, di riscuotere le imposte.
Insomma dandogli tutti i poteri di un pieno proprietario non per sempre ma fino a che il Lord fosse tornato dalle sue guerre.
Il giorno del suo ritorno il tenant avrebbe dovuto ritrasferire tali diritti a lui oppure a chi in sua vece si fosse presentato con il sigillo reale, segno dell’inequivocabile trasmissione di tali diritti ad altro soggetto.

Il trust è nella sua semplicità proprio questo.

Abbiamo tre soggetti:
1) il disponente ovvero il Lord che dispone di un bene da trasferire,
2) un trustee che oggi tradurremmo con “soggetto di cui ci si fida”, che è il tenant, 3) un fondo, cioè dei beni oggetto del trasferimento e un beneficiario del fondo che poteva coincidere con il disponente stesso o essere un altro soggetto a cui tale diritto veniva ceduto.

In questo caso la causa del trust sta proprio nell’esigenza di proteggere i beni durante la mancanza temporanea del disponente, affidandoli ad un soggetto di cui ci fidiamo, il trustee, facendo affidamento che egli ad un certo tempo e al verificarsi di determinate condizioni, ritrasferisca i beni a chi ab origine è stato deciso o che ha le caratteristiche per poterli ricevere.

Ben altro scenario si ha circa 180 anni più tardi, verso il 1230, quando l’Ordine dei Francescani, errante per l’isola portando la parola di S. Francesco, si trova a dover affrontare la seguente situazione.
Non era infrequente che un cittadino si rivolgesse a loro perché intercedessero con delle preci affinché vincesse in battaglia oppure venisse guarita una giovane figlia da qualche sconosciuta malattia.
Talvolta tale preghiere avevano esito positivo e così il guerriero/genitore desiderava ardentemente sdebitarsi con l’Ordine volendogli trasferire immobili o terreni.
Ma qui si poneva il problema in quanto, in virtù del voto di povertà prestato al tempo dell’investitura talare, a costoro era impedito di esser proprietari di beni materiali.
Per superare tale impasse tra chi vuole dare e chi vuole ricevere ma non può, si iniziò a trasferire il diritto ad un soggetto terzo di fiducia il quale aveva il compito di farne usufruire a vita all’Ordine francescano.
Anche in questa configurazione abbiamo il disponente guerriero/genitore, il trustee l’amico e i beneficiari non del capitale ma dei frutti di esso, i frati.

Caso analogo lo si rinviene al periodo delle crociate quando i crociati, lontani per anni da casa essendo in Terra Santa avevano bisogno di un amico a cui affidare i beni al fine della loro protezione in loro assenza affinché essi fossero posti a beneficio della moglie dei figli.
Confidando in un lettore attento non preciserò chi sia il disponente il trustee e il beneficiario lasciando alla vostra intuizione tale attribuzione.

Tale percorso storico ci porta ad enucleare i primi mattoni base dell’istituto del trust che sono:

il disponente, che intende disporre di uno o taluni beni per destinarli secondo una causa meritevole di tutela da parte del nostro ordinamento

i beneficiari che possono già esistere oppure non ancora esistenti ( esempio: voglio che i miei beni vadano ai miei figli nati entro il termine della durata del trust…)

il trustee, il quale adempierà a questo programma.

Nei prossimi articoli vedremo che le strade dell’origine del trust si incrociano con il diritto europeo, ma non solo, in quanto anche c’è chi sostiene che proprio i Crociati andando in Terra Santa siano venuti in contatto con l’istituto del Waqf, che ha in sé analogie fortissime con il trust sebbene disciplinato dal Diritto Islamico. Nei prossimi editoriali vi narrerò caratteristiche e applicazioni anche di tale istituto.

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