BALLATA DELLE DONNE - di Edoardo Sanguineti // Mosaico dei giorni dell’8 marzo 2010 - Tonio Dell'Olio

Sempre per te scriverò

| di Mariarosa Bugini
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BALLATA DELLE DONNE - di Edoardo Sanguineti

Quando ci penso, che il tempo è passato,
le vecchie madri che ci hanno portato,
poi le ragazze, che furono amore,
e poi le mogli e le figlie e le nuore,
femmina penso, se penso una gioia:
pensarci il maschio, ci penso la noia.

Quando ci penso, che il tempo è venuto,
la partigiana che qui ha combattuto,
quella colpita, ferita una volta,
e quella morta, che abbiamo sepolta,
femmina penso, se penso la pace:
pensarci il maschio, pensare non piace.

Quando ci penso, che il tempo ritorna,
che arriva il giorno che il giorno raggiorna,
penso che è culla una pancia di donna,
e casa è pancia che tiene una gonna,
e pancia è cassa, che viene al finire,
che arriva il giorno che si va a dormire.

Perché la donna non è cielo, è terra
carne di terra che non vuole guerra:
è questa terra, che io fui seminato,
vita ho vissuto che dentro ho piantato,
qui cerco il caldo che il cuore ci sente,
la lunga notte che divento niente.
Femmina penso, se penso l'umano
la mia compagna, ti prendo per mano.


Mosaico dei giorni dell’8 marzo 2010 - Tonio Dell'Olio

Donne

A quelle donne che, forti della loro debolezza, ci hanno insegnato a
stare al mondo. Donne che non si vergognano di piangere per dire un
dolore fitto nella carne e nell’anima.

A quelle donne che ci hanno spiegato che amare non è solo l’infinito
di un verbo... infinito, ma anche aggettivo femminile plurale che si
addice alle lacrime e a certe giornate.

Donne capaci di danzare tra le macerie del tempo e delle storie e di
cogliere la grazia nelle cose quando tu vedi miseria.

Donne che se sono nate dalla costola di un uomo lo hanno fatto una
volta sola. Poi hanno iniziato a partorire loro: futuro, speranza,
bellezza e bambine e bambini.

Né angeli, né nuvole le donne d’Africa per le quali chiediamo a voce
alta il Nobel della pace perché pagano il prezzo più alto e tengono
più alta la lampada.

Donne dell’8 marzo ma anche del 9, del 10 e dell’11.
Donne veline poche. Donne vela tante.

Capaci di raccogliere il vento per spingere in avanti la barca.
Donne che modellano la creta della precarietà a scultura.

Opere d’arte che profumano il mondo.

Auguri a tutte le donne, compagne di cammino,

Mariarosa Bugini

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