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MONDI SOMMERSI

Dall'altro lato dei muri

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Questa notte il vento sa di uomo. Oltre al ferro e all’arenaria, sento odore di uomo nel vento. Aprire la finestra è una sniffata d’ossigeno, secco,saporito, un angolo di deserto che s’infiltra dentro la mia casa.

Ancora Dahab, ancora tutto è tornato a frullare a pieno ritmo. Salute al top. Ispirazione. Libertà. Testa piena di sogni. Un avvicinamento senza precedenti agli animali - se si esclude l’infanzia. E molte domande e immagini diverse sul mio futuro, voglia di un cambio di rotta, in meglio, voglia di gioia, di divertimento, di spensieratezza, di buttare giù muri.

Da oltre un mese ho iniziato ad andare a cavallo. Erano anni che, vedendoli in questi panorami, avrei voluto imparare. Quel che mi stanno offrendo le cavalcate e l’adrenalina sul cavallo, queste valli, oasi e questi panorami perennemente mozzafiato, supera le mie aspettative e fa girare al massimo i miei chakra.

L’altro giorno non capivo se fosse Sherif (l'insegnante di equitazione), con il suo carattere squisito e la sua bellezza - ora me ne rendevo conto - mozzafiato come il panorama; l’effetto del deserto o l’attività stessa di andare a cavallo, ma so che quando torno da queste uscite ho sempre la testa vuota di pensieri e leggera, sono raggiante e ho una gran voglia di sorridere, oltre a sentirmi scoppiare di salute. Ogni singola volta è come un’iniezione di una buona droga che non conoscevo.

Forse io sono stata la zingara danzante di una carovana. Forse sono stata un soldato, o un cow-boy, o entrambe le cose. Un esploratore e un marinaio. Ma non riesco a spiegarmi l’anima e il sangue che mi si accendono in corpo quando salgo a cavallo. E’ una scintilla remota che si ravviva e brucia facendomi muovere, così come in altre passate occasioni in Sinai era successo, ad esempio a scivolare sulla sabbia a tutta velocità sulle jeep nel deserto. Se avessi imboccato una vita normale, quella considerata normale oggi, come fare la cassiera in un supermercato di città o la segretaria per sempre, non ho idea di quanto ci sarebbe voluto perché questo mio lato si manifestasse, né so se si sarebbe mai manifestato in questa vita.

L'altra notte ho sognato che un insegnante dai metodi moderni di nascosto ha estratto alcuni mattoni dalla parete della classe, rivestendo poi il muro di carta da parati per ingannare. Ha così creato un buco tramite il quale insegna ai suoi studenti a buttare giù i muri, e che esiste qualcosa oltre quello che noi pensiamo essere muro e che non è neanche così difficile vederci attraverso o raggiungere l’oltre.

Vorrei riuscire a invitare tutti, almeno una volta, a fare qualcosa di inaspettato, che non rientri nelle proprie aspettative di “se stessi”. Potrebbero aprirsi sorprese interessanti. A volte, interi mondi.

 

(Altri scritti e pubblicazioni: www.soniaserravalli.wordpress.com)

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