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Nicola Camurri: "Cambierei il mondo...cominciando da Me!!"

Alla Festa dell'Unità ci sarò, per moderare un incontro sui temi dell'Industria Culturale!

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 Eccoci qui! Oggi cari lettori del nostro quotidiano online vogliamo presentarvi Nicola Camurri, un artista poliedrico che al suo attivo ha un curriculum "artistico" che incuriosisce!

Andiamo a conoscere Nicola!!!

Ha 30 anni, è  Attore, Regista, Social Media Consultant.

Laureato in Filosofia presso l’Università degli Studi di Genova, specializzato in Performing Arts & Spettacolo presso Fondazione EUTHECA di Roma, segue la direzione di produzione e il management per programmi televisivi e spettacoli dal vivo, consulente marketing per imprese e organizzazioni no-profit.

Fondatore di "Sophia Dalla Notte" e della rivista MAGult, docente di recitazione presso l'A. A. G. Sinafé, é da due anni giurato al Roma Fringe Festival;

da quest'anno è uno dei comici dello Zelig Lab Genova.

Cresciuto in un ambiente multiculturale dedica molta attenzione all'impegno sociale e politico."

L'Intervista.

Quando ti sei accostato per la prima volta al mondo "artistico"?

In maniera totalmente causale e senza pretese in terza media nella recite del corso di teatro che ho fatto al posto del corso di religione. Il mio viso rubicondo ( all'epoca ero molto grasso ) si prestava bene a due piece comico/goliardiche e quindi mi trovai a fare il protagonista. Per me che all'epoca avevo grosse difficoltà a socializzare e che ero totalmente teledipendente è stato uno shock! Il primo approccio serio è stato al Gratia D. Ensamble il gruppo di lavoro sullo spettacolo del Liceo Deledda con il quale dapprima sono stato impegnato con funzioni di coordinamento ( girando pure festival europei ) e poi nella prima notte bianca genovese esordendo sul palcoscenico come presentatore. Avevo 19 anni e stavo facendo la mia prima e unica stagione in radio. Da li è iniziato un percorso che non si è più interrotto.

E oggi, cosa ti spinge a continuare questo percorso?

La voglia di lavorare continuamente a migliorarmi come essere umano, un chiaro problema di ego, il fatto che l'arte costi meno della psicanalisti e sia più divertente da praticare. Soprattutto la voglia di trasformare sempre in qualcosa di costruttivo i sentimenti negativi dell'uomo. Per me l'arte è questo: una lotta contro la violenza, psicologica o fisica, anche quella che riserviamo a noi stessi.

Chi ringrazieresti per il successo ottenuto?

Faccio fatica a considerare i traguardi raggiunti un successo. Ma probabilmente questo è uno dei miei problemi di fondo. Mi vivo come uno che ha giocato della buone qualificazioni e che oggi si trova - un po' in ritardo - a correre una gara folle in un sistema che non prevede il mio mestiere. Dovendo ringraziare qualcuno però non ho dubbi. Tra i tanti che hanno accompagnato il mio percorso ( sono davvero tanti a cui voglio molto bene e sono molto grato e non voglio rischiare di dimenticarne qualcuno scrivendo ) il mio ringraziamento va a Sara Di Paolo. Mi ha preso per i capelli in un momento in cui non avevo per niente le idee chiare su cosa fare del mio percorso. Le devo molto e chi mi conosce più a fondo lo sa bene. Sicuramente nell'ultimo anno devo molto ad Andrea Bottesini con cui ho condiviso un'esperienza indimenticabile e i comici genovesi che - in un modo o nell'altro - mi fanno sentire parte di una famiglia. Christian Zecca amico e maestro. Devo molto ad un paio di fidanzate davvero pazienti con i miei sbalzi d'umore di cui non faccio il nome per rispetto della privacy. Poi Stefano Ricco e Alberto Rizzerio amici di quelli veri e tutti quelli che lavorano con me in Sophia spesso sacrificando tempo al proprio privato. Davvero, se mi ci metto la lista è lunga...

Un aneddoto che mentalmente non ti lascia…

Due entrambi miei ( l'ho già detto di avere un problema di ego? ): "Il mondo è diviso in due categorie: i geni e quelli che credono di esserlo. Io ad esempio sono un genio" e " Io a volte rido ma non scherzo mai".

Parlami del tuo ultimo "progetto" ...

Cambiare il mondo? é un progetto a lungo termine. A parte gli scherzi la stagione che si apre prevede un lavoro intenso con L' Accedemia Sinafé per la didattica - e non solo - accanto a Donatella Sassi e Andrea Attucci che credono molto in me e che spero di ricambiare. E' in cantiere una piccola stagione di cui non posso parlare ma che spero venga proprio bene.

Sono atteso da una prova di maturità per la seconda stagione di Zelig Lab Genova. Poi ci sono i lavori con il mondo dell'impresa. Lavorare oggi vuol dire differenziare le attività. A chi mi trova dispersivo ho sempre risposto che il futuro è incerto e che un creativo non può che essere trasversale. La varietà è una ricchezza non un limite. Inoltre per chi non ha tutele oggi é indispensabile fare tanti lavoretti per potere vivere. Siamo in un periodo di gravi iniquità. E' quasi pronta al varo una mia regia teatrale e non intendo arretrare di un centimetro dal mio impegno politico e sociale. Il 27 settembre a tal proposito sarò impegnato in "Incantastorie", un festival di narrazione a Genova organizzato da Anna Morchio, assieme a Marco Rinaldi dei Soggetti Smarriti e con il prezioso ausilio di Lazzaro Calcagno.

Da tempo Marco e Lazzaro portano avanti un bellissimo lavoro di impegno sui temi sociali iniziato con "Cenere" scritto con anche Matteo Monforte e che prosegue con altri interessanti monologhi. Per me è un onore potere partecipare ad eventi così vicini al territorio prestando il mio corpo e la mia voce.

E il 3 settembre torno alla festa dell'Unità di Genova per moderare un incontro sui temi dell'Industria Culturale dove un anno fa è andato in scena "Cose peggiori…" da me diretto sui temi dei diritti delle coppie omosessuali e che mi ha visto prestare la "penna" all'ufficio stampa. Sono convinto che gli artisti abbiano un valore politico e che debbano mettersi in prima linea per concorre al processo decisionale. Alla fine credo veramente che si debba cambiate il mondo cambiando se stessi.

Per realizzare il tuo sogno, con quale autore o regista vorresti lavorare?

Io che ho molti maestri devo riportare ciò che loro mi dicono: "oggi non ci sono più maestri". Molto giovani come me sono costretti a percorsi molto solitari nel mondo del lavoro. In parte mi viene da dire che vorrei lavorare con chiunque avesse coscienza che un mestiere prevede di crescere e di essere pegato non solo di crescere. Spesso per lavorare con dei "mestri" si accetta di tutto. Forse mi manca l'umiltà o forse sono solo più facile alla rabbia di fronte alle rendite di posizione. Ciò detto mi piacerebbe molto confrontarmi professionalmente con Sciaccaluga dello Stabile di Genova nel cui mito sono cresciuto ma forse per un provincialismo tipico genovese per cui i grandi sono solo i nostri grandi. Sempre tra i genovesi sarei curioso di vedere Maifredi a dirigermi per la curiosità che mia da vedere un artista che conosci personalmente all'opera, ovviamente restando nell'ambito dei "genovesi" mi sarebbe piaciuto lavorare con M. Chiesa ma sono ottimista per il futuro. Non sono abbastanza preparato sul mondo televisivo e cinematografico per non dire delle ovvietà del tipo che vorrei lavorare con Sorrentino o simili. Ma mi piacerebbe molto confrontarmi con la TV e il cinema non solo come manager. Dovendo confessare una mia debolezza provo molta attrazione per il giornalismo televisivo.

Definisciti in tre parole.

Sole, cuore, amore. :p oppure cogito ergo sum a seconda di come mi sveglio.

Se tornassi indietro cosa non rifaresti?

Non trascurerei lo studio del russo al liceo, eviterei di ritirarmi dagli scontri politici di quando ero in 5 liceo e non trascurarei alcune persone che ho giudicato troppo frettolosamente. Ma sono stati errori indispensabili. Non si può imparare avendo paura di sbagliare.

Cosa consiglieresti ai giovani che si vogliono accostare al mondo del Cinema/Teatro?

Se sono ricchi di divertirsi sempre e di studiare tanto. Di allenarsi bene e di godersi gli effetti estetici di una società in decadenza senza troppe preoccupazioni. Se sono normali o poveri di andare all'estero subito e al limite di tornare dopo. Siamo una società provinciale e un po feudale non certo un mondo culturalmente evoluto.

Il primo pensiero rivolto a..........

La mia generazione che non vuole più farsi carico dell'impegno sociale. Alla stanchezza che vedo in torno a me. La motivazione è un atto di fede e come dicono Kirkegaard, Cechov, Vassileev e tanti altri l'arte è un gesto di fede. E secondo me lo è pure la vita.

Ringraziamo Nicola e vi diamo appuntamento sempre qui su Stelle di Giorno per un'altra intervista, un'altra emozione!

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