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Il "caso editoriale" di Giuseppe Petix in video presentazione!

Nuccio Mula: Il Mistero applicato all'Arte, Petix uno "sguardo" che affabula!

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Tre domande all'Autore de: Dentro lo sguardo-il codice- Giuseppe Petix

 

Un vero e proprio percorso da seguire per arrivare a svelare i segreti legati all’affresco più discusso della storia dell’Arte.

Il gesto del dito alzato... come viene da te interpretato?

Questo gesto, ridondante nella pittura leonardesca, è da sempre stato legato all’indicare la provenienza dei personaggi raffigurati che, quindi, trattandosi per lo più di santi o figure religiose, indicano il cielo, la luce, Dio, o comunque un piano “superiore” di spiritualità o di intelletto. Quello che sostengo io nel mio saggio: “Dentro lo sguardo – il codice” è la convinzione che Leonardo abbia legato a questo “indicare” anche altro, per nascondere, in alcune sue opere, immagini secondarie, individuabili solo da chi fosse stato a conoscenza del significato legato a questo gesto. A mio avviso il “Gesto dell’indice alzato” è l’indizio principale per riuscire ad estrapolare, dalla pittura leonardesca, immagini che guidano verso una differente interpretazione della sua genialità. Sappiamo che Leonardo era un grande conoscitore dell’ottica.

Supporre che abbia concepito alcuni capolavori applicando le sue conoscenze relative a questa scienza mi è sembrato un buon punto d’inizio per un’analisi, alternativa sì, ma dimostrata strettamente entro regole precise legate ad un fenomeno normalissimo della visione binoculare. Assumendo anche noi la gestualità dei personaggi raffigurati e mettendoci davanti ad una delle opere esaminate nel mio saggio (alzando, quindi, il nostro indice tra noi e l’opera, mettendo a fuoco la punta dell’indice), potremo osservare uno sdoppiamento delle immagini osservabili aldilà del nostro dito: tutto quello che osserveremo “oltre” il dito sarà sdoppiato e sovrapposto a se stesso, in maniera direttamente proporzionale alla distanza che intercorrerà tra il nostro sguardo e la punta del dito. Potremo utilizzare il dito, quindi, come manovella di regolazione ottica, fermandoci esattamente nel punto in cui le immagini sdoppiate retrostanti saranno allineate secondo precisi elementi del codice pittorico pensato e realizzato da Leonardo.

Solo in quel preciso punto, in cui gli elementi saranno allineati (o sovrapposti), saremo in grado di osservare l’immagine secondaria dell’opera, che si comporrà dall’intersezione dei tratti e delle cromie presenti in due diverse parti del capolavoro. Con questo metodo, dimostrato attentamente nel mio saggio, si ha una visione della genialità leonardesca molto più ampia, perché risulta evidente l’estrema difficoltà di un pittore che si prefigge di sviluppare un’immagine, contenuta nell’opera, in due piani bidimensionali che, solo se sovrapposti nel giusto modo, la mostreranno. Solo una genialità poliedrica poteva concepire una pittura “quadridimensionale”, sviluppata su un codice pittorico basato su basi ottiche ma… ricordiamo che stiamo esaminando l’opera di Leonardo da Vinci: il genio per antonomasia, riconosciuto universalmente dall’umanità. Ecco perché tutto questo è pensabile quanto visibile attraverso l’utilizzo consapevole dello sguardo di ognuno e senza l’ausilio di programmi di sdoppiamento d’immagine o di personal computer, che nel periodo rinascimentale, sicuramente, non esistevano.

Hai scritto un saggio contenente molte nuove teorie in poche pagine, il perchè di questa scelta?

Come specifica magistralmente il Prof. Mula, nella sua attenta recensione, della quale sono onorato: scrivendo un saggio su Leonardo avrei potuto tranquillamente fare un “copia e incolla” di tante teorie già esternate da altri e pubblicare un “tomo” che, probabilmente, avrebbe avuto, da subito, un più ampio successo editoriale. Ma non erano questi i miei presupposti. Mi sono avvicinato a Leonardo col rispetto che, a mio avviso, gli è dovuto, considerandolo all’apice dell’espressione intellettiva umana, da sempre. Le mie analisi vogliono mettere in luce l’utilizzo della sua conoscenza scientifica applicata, anche, in quella che era la sua passione: la comunicazione artistica.

Quello che ho fatto io, nel ricercare altre probabili e logiche interpretazioni dell’immagine, è stato un percorso di studio ed individuazione di elementi atti a svelare un codice pittorico, necessario all’autore, per poter comunicare “artisticamente”, senza rischiare di esser messi al bando o addirittura condannati al rogo. E’ evidente che non si sarebbe permesso a Leonardo, come a chiunque altro, di esternare le proprie idee apertamente, specie se contrastanti con l’imposizione culturale o religiosa dell’epoca. Le mie indagini evidenziano, ad esempio, l’importanza che Leonardo vuol trasferire alla figura femminile, pensandola accanto al Cristo durante l’ultima cena. Questo sarebbe stato certamente condannato nel rinascimento, e l’autore di un simile oltraggio eretico avrebbe rischiato molto, anche la stessa vita. Ecco perché, secondo la mia tesi, Leonardo utilizza questo metodo ottico per nascondere alcune immagini: perché in tal modo riesce a renderle osservabili solo da “chi conosce il metodo”.

Ma di questo parlo ampiamente nelle mie presentazioni, perché anche nella pittura di altri grandi artisti del rinascimento ci sono dei riferimenti chiave che alludono a questa conoscenza, condivisa anche da altri. Dover sintetizzare questa tesi e renderla fruibile anche da chi non ha una conoscenza specifica di tutto questo è stato un lavoro complesso. Ma oggi è molto gratificante comprendere che è stato ben fatto, dai tanti commenti positivi che mi arrivano dai miei lettori. L’esser riuscito nel trasferire la mia visione alternativa in poche pagine e, soprattutto, con un linguaggio comprensibile da tutti mi da una gran bella soddisfazione.

Il Prof. Nuccio Mula ha scritto una recensione molto positiva sul tuo studio, cosa puoi dirmi in merito?

Il Prof Nuccio Mula è uno dei più stimati critici d’Arte al mondo. Già il solo fatto che io abbia avuto il privilegio di esser stato letto da un luminare dell’interpretazione artistica di livello internazionale mi ha reso felice ed orgoglioso del lavorio mentale svolto. Il leggere la sua profondità critica, dettagliata in maniera ampia ed esaustiva, verso un’indagine che “si presenta al variegato pubblico dei fruitori (esperti e / o profani) con pacatezza, sincera ed encomiabile, che intende proporre ma non imporre, nel supersegno della competenza e della serietà”, come egli stesso scrive, evidenziando degli aspetti del testo che specificano il mio voler incuriosire il lettore ma mai imporre il mio pensiero, mi appaga la mente e l’animo.

Lo sguardo dei grandi critici d’Arte, degli (mi permetto di dire) innamorati dell’espressione artistica in qualsivoglia forma concepibile, dovrebbe comprendere, a mio avviso, immediatamente l’importanza di una lettura che mostra l’individuazione di un Leonardo mai osservato prima, ma evidente nella correlazione delle due opere, contenuta nel mio saggio, che svela la figura di un Cristo in un disegno relativo ad una sant’Anna trinitaria. Il Prof. Nuccio Mula è abituato ad andare “oltre”, a non fermarsi davanti alle apparenze ma a voler esplorare “dentro” l’opera osservata. Questo il grande insegnamento che ho appreso dalle sue considerazioni, dall’ascoltarlo attraverso la stessa passione verso l’Arte, che condividiamo.

Ma è questo anche, sempre a mio avviso, la spinta che Leonardo, attraverso la sua pittura, vuole dare all’osservatore: una richiesta ermetica di vedere “anche” altro, che è presente, ma osservabile solo se lo si cerca con attenzione. Credo che le parole del Prof. Mula, che considero un grande Maestro, educhino verso l’Amore per l’Arte, verso un’intendere il messaggio artistico direttamente col cuore, esattamente come si finisce per intendere la propria amata soltanto guardandola negli occhi, osservandola direttamente nell’Anima, senza bisogno che ella proferisca alcuna parola. Non posso che ringraziarLo infinitamente per le sue attenzioni ed apprezzamenti, dei quali, umilmente, mi pregio.

Desideriamo ricordare che il Prof. Nuccio Mula è Docente dell’Accademia di Belle Arti “Michelangelo” di Agrigento, nonchè Scrittore, Giornalista Docente universitario di Filosofia e Fenomenologia dell’Immagine, Teoria della Percezione e Psicologia della Forma Componente dell’Associazione Internazionale Critici d’Arte, Parigi

Di seguito l'Intervista di Giusy Terrasi al Prof. Nuccio Mula sul libro Dentro lo Suardo il codice di Giuseppe Petix  

 

Sarà possibile assistere alla video presentazione previa prenotazione obbligatoria per il tour nazionale itinerante.

https://www.facebook.com/pages/Dentro-lo-sguardo-il-codice/370410549735673?fref=ts

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