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Elisa Fuksas: L'importanza di essere La Figlia Di

Scrivere: Il posto dove più mi sento a mio agio

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Elisa Fuksas è nata a Roma nel 1981. Dopo una laurea in architettura, ha scritto e diretto video musicali, documentari, cortometraggi e un lungometraggio, Nina (2012.

Il 10 Aprile scorso presso lo store Mondadori in P.zza Duomo a Milano si è tenuta la presentazione del suo primo libro "La figlia di" per la Rizzoli, sono intervenute Franca Sozzani e Maria Latella.

Oggi incontriamo una donna, Elisa, con un cognome conosciuto, Fuksas, ma colei che risponderà alle nostre domande sarà una semplice "ragazza" che non vorrebbe dar peso "al sangue blu"...possiamo garantirvi che c'è riuscita!

A volte il senso di colpa determina reazioni e azioni nella nostra vita e in questo libro, provocatorio, l'autrice ammette il "suo", perchè Fuksas è un cognome che potrebbe consentire porte aperte e finestre spalancate, Elisa lo sa, convive con questa realtà, di fatto ella è La figlia di e quasi ad esorcizzare questo stato emotivo si tuffa sull'autoironia e da buon psicologa di se stessa abbraccia e fa abbracciare il suo pensiero, che troveremo nelle pagine di questo libro fresco di stampa e che a tratti sembra autobiografico...

-Quando ti sei accostata per la prima volta al mondo letterario?-

Più che accostarmi sono precipitata nel libro che ho scritto. E questo è successo grazie all’editore. Da sempre scrivo, ma solo da due anni ho iniziato a farlo in modo diverso: pensando agli altri. Non so se il mio libro è letteratura, non posso essere io a dirlo!”

-E oggi, cosa ti spinge a continuare questo percorso?-

“Per me scrivere è necessario. È nutriente (e nutrimento) e soprattutto è il posto dove sono più a mio agio. E’ una zona sicura dove affrontare temi poco sicuri. In pratica un paradiso.”

-Chi ringrazieresti per il successo ottenuto?-

“Tutti quelli che ho ringraziato (nell’ultima pagina –la mia preferita- del romanzo) e le persone nuove che nel frattempo si sono aggiunte. Per fortuna.”

-Un aneddoto che mentalmente non ti lascia…

- “Ho una pessima memoria (anche per gli aneddoti).”

-Parlami del tuo ultimo "progetto"-

“Prima di tutto: è autoironico. Profondamente autoironico. Ho scritto un romanzo che ha qualcosa di autobiografico ma che non ha niente a che vedere con me. È una storia che racconta quelli che non riescono a conquistarsi la loro storia. a prescindere dal cognome noto o dalla classe sociale. È una divertente (e autoironica) ricerca dell’identità e del superamento del senso di colpa.”

-Per realizzare il tuo sogno, cosa ti servirebbe?-

“Basta il sogno da realizzare.”

-Definisciti in tre parole.-

Disadattata. Autoironica. Lieve. In ordine sparso. Casuale.

” Ringraziamo Elisa per la sua disponibilità, perchè nonostante i suoi impegni professionali ci ha concesso questa intervista che ci ha aiutati a conoscerla meglio ed apprezzare le sue doti artistiche, indubbiamente le origini familiari hanno influito sul suo successo professionale, ma tutti gli autori, registi, scrittori possiedono un elemento che funge da filo conduttore: l'amore per l'arte. Elisa ama l'arte, in tutte le sue forme, l'avrebbe amata anche se non fosse stata "La figlia di!"

Appuntamento alla prossima intervista, alla prossima emozione, vi aspetto su Stelle di Giorno

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