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Tatuaggio...simbolo di aggregazione...

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(ANSA) - NAPOLI, 27 MAG - Sono oltre 40 le zone del quartiere Ponticelli di Napoli dove il clan De Micco spacciava hashish, cocaina e amnesia (marijuana trattata con eroina). La Squadra Mobile della Questura di Napoli ha arrestato oggi 12 persone ritenute affiliate alla cosca nell'ambito di un blitz anticamorra scattato all'alba. I suoi affiliati più devoti, per sancire la propria venerazione nei confronti del giovane capoclan Marco De Micco, (30 anni) si facevano tatuare addosso il suo soprannome "Bodo".

Questo e' quello che sicuramente molti di voi hanno letto sui quotidiani e sentito ai Tg in questi giorni...

Ma conoscendo un po' di storia delle tradizioni dei tatuaggio questo fenomeno del tatuaggio come "simbolo" di aggregazione non ci stupirebbe.

Vi faccio qualche esempio nell'introdurvi nella rubrica Una Vita Tatuat@...

Tanto per incominciare anche per questo argomento dobbiamo tirare in ballo i Maori (vedete che ho ragione quando dico che la tradizione Maori e' a dir poco fondamentale nella storia dei tatuaggi?).

Per alcune popolazioni come i Maori (provenienti dall'isola di Samoa) il Moko (tatuaggio facciale) costituisce una sorta di carta di identità che racconta storie personali, come ad esempio l'ingresso nella società adulta, il matrimonio, lo status sociale o l'appartenenza ad una data tribù.

Anche gli antichi cristiani usavano il tatuaggio come segno distintivo, infatti fra i primi cristiani era diffusa l'usanza di mostrare la propria fede tatuandosi una Croce sulla fronte.

Nel 316 d. C. fu vietato tatuare il viso dall'imperatore Costantino poiché egli sosteneva che l'uomo era stato creato a immagine e somiglianza di Dio ed era una vergogna "contaminare” il proprio volto.

Ma tra l'undicesimo e il dodicesimo secolo i crociati portarono sul corpo il marchio della Croce di Gerusalemme, questo permetteva in caso di morte sul campo di battaglia, di fare in modo che il soldato ricevesse l'appropriata sepoltura secondo i riti cristiani.

Passando ai giorni nostri, il tatuaggio, inteso come simbolo di appartenenza ad un gruppo, più diffuso e' quello delle Gangs dei Latinos.

La più diffusa Gang Latinos e' quella denominata MS-13, ciò che distingue di più i mareros sono i tatuaggi che li ricoprono dalla testa ai piedi, compresa la faccia.

Tali tatuaggi comprendono le lettere MS e il numero 13 scritti in caratteri gotici, le lettere SUR che significano sureño o meridionale, le corna del diavolo, il nome della propria banda.

Altro esempio molto noto di tatuaggio come simbolo di appartenenza e' quello che troviamo sui corpi dei malavitosi russi, personalmente qusto e' uno stile di tatuaggio che amo incredibilmente.

Secondo le stime fatte dal criminologo russo Bronnikov, tra la metà degli anni Settanta e la fine degli anni Ottanta, su 35 milioni di detenuti nelle carceri dell’ex Unione sovietica l’85% era tatuato.

Sul proprio corpo, ogni vory ha scritto la sua personale storia criminale.

Il tatuaggio rivela ruolo, categoria e grado di appartenenza.

Le stelle sul petto le ha solo un “ladro in legge”.

Le stesse sulle ginocchia indicano la volontà di non piegarsi mai davanti allo Stato.

Chiese e castelli sono molto comuni.

Il numero di cupole o torri indicano gli anni di galera.

Spesso sono accompagnate dalla scritta: “La Chiesa è la casa del signore”.

Tradotto nel codice dei vory: “La prigione è la casa del ladro”.

Piccola cuorisita' lo sapete come si chiama il tatuaggio che rappresenta due mani congiunte con il rosario che pende (richiestissimo da anni un po' da tutti ) ?

L'evaso... Chissà come mai?!?

Mi aspetto tanti "mi piace", a prestissimo e buon week end.

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