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Social Business Forum 2014: Be Social, Get Value

Be Social, Get Value: questo è il messaggio!

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Ben ritrovati in UniversoDigitale!

Oggi vi racconto un po' di quello che è stato detto al Social Business Forum 2014, che si è tenuto negli scorsi 1 e 2 luglio a Milano. Si tratta della settima edizione del forum internazionale organizzata da OpenKnowledge, che nei 2 giorni della conferenza sui  temi dell’employee empowerment, del customer engagement e dell’innovazione partecipata, hanno visto numerosi speaker internazionali sul palco e un foltissimo pubblico sia nelle sessioni plenarie che negli spazi di approfondimento del pomeriggio.

Be Social, Get Value: questo il messaggio del Forum!

"BOARDING LAST CALL! Business e mercati diventano digitali ma le organizzazioni faticano a tenere il passo. Il percorso di trasformazione digitale e social può spingerci a costruire l'organizzazione del 21° secolo, meno burocratica e più resiliente. Un percorso che si rivela tuttavia complesso e ricco di trappole".

Così recita la cover del fascicolo “Social&Digital Transformation”, uscito come allegato della Harvard Business Review Italia nr 6-2014, e distribuito alla conferenza, che descrive il Social Business Index di OpenKnowledge, per valutare e misurare il grado di prontezza e maturità delle organizzazioni nel loro percorso di social e digital transformation.

Un concerto di musica fusion all’inizio e le note dei Rolling Stones ad introdurre i relatori sono stati il ritmato filo conduttore dei due giorni del forum, che hanno toccato, sviluppato e approfondito il tema della trasformazione digitale delle organizzazioni, con le numerose e interrelate implicazioni a tutti i livelli: marketing strategy, customer journey, employee empowerment e social recruitment, il digital CEO.

Il Social Business Forum 2014 ha visto alternarsi speaker del mondo industry, universitario, leader ed esperti, prevalentemente internazionali, ed è impraticabile poter riportare qui anche solo un riferimento sintetico ai loro contributi. Preferisco quindi proporvi in modo del tutto personale alcune suggestioni tratte dagli interventi della conferenza.

Michael Brito, Group Director WGC, Why Social Business Adoption is Good For Marketing Strategy, ha evidenziato che il fattore chiave è “to deliver value”, nel framework del c.d. Content as a Service (CaaS), nel quale costruire una strategia narrativa di storytelling partecipativo.

Richard Beattie, senior Director EMEA di Oracle, What lessons can we learn from the best in Social?, ribadisce che “social is growing and propelled by mobile”, con il mondo online ed offline che si fondono sempre più. Interessante il suo commento all’eterna questione “qual è il ROI dei social”: ha risposto dicendo che è una domanda sbagliata, è come chiedersi qual è il ROI di internet, vale a dire di qualcosa che è trasversalmente presente in ogni settore delle organizzazioni.

Dave Carroll, musicista e social media innovator, Customer Experience in the Age of Social Media , ha parlato del suo video,  diventato virale con milioni di visualizzazioni, in cui raccontava la sua sua disavventura con la United Airlines, che, dopo avergli distrutto la chitarra durante un volo, si rifiutava di risarcirlo. La sua storia è esemplare per spiegare come cambia il ruolo del consumatore nell’epoca dei social network, e anche quello delle aziende, che hanno molto da imparare, e da guadagnare, da un comportamento più social.

Nella round table conclusiva della prima giornata, moderata da Enrico Sassoon direttore di Harvard Business Review Italia, si sono confrontati sul tema “The digital CEO” Stefano Venturi, AD di Hewlett Packard, Franco Moscetti, AD di Amplifon e Stefano Folli, AD di Philips. C’è convinzione che la digitalizzazione è un passaggio epocale che non si può mettere in discussione, e che deve attraversare tutti i livelli, perchè occuparsi di digitalizzazione è occuparsi di tutta l’azienda, non solo del marketing o della comunicazione o delle HR. La sfida digitale si trasforma in una grande opportunità: dall’ascolto dei consumatori nascono nuovi prodotti, che nemmeno i più sofisticati studi di marketing avrebbero potuto immaginare. Il tema vero però è “l’ essere social dentro”, l’ aprirsi al nuovo, non restare una persona gerarchica “dentro”. La digitalizzazione è trasversale e portatrice di innovazione tramite la comunicazione, la digitalizzazione è “disruptive”.

Lee Bryant, founder at Postshift, Grow your own organizational structure: New forms made possible by social technology, su come la social technology permette l’adozione di nuovi modelli e strutture organizzative, sempre tenendo ben presente che “social technology is only an enabler”. Si parla di evoluzione, non di rivoluzione, dato che le vecchie e le nuove forme coesistono.

Gerard Puccio, Chair&Professor at Buffalo City College, Creativity Matters: why creativity is a Business Essentials and How to Develop it, ci ricorda che viviamo in un”epoca di innovazione e creatività. Nel suo intervento molto applaudito ha parlato della sfida del cambiamento e della creatività, “an ability to modify self-imposed constraints”. Il messaggio chiave è che la creatività è una capacità, e in quanto tale si può imparare.

Mauro Lupi, Partner OpenKnowledge, Multi-personality Marketing: Digital Transformation needs flexibility, ritorna sul customer journey multicanale, sulle diverse modalità con cui si arriva alla decisione d’acquisto e e quindi sul superamento di vecchi modelli. Sempre più infocommerce, il c.d. ROPO, Reserch Online, Purchase Offline. Si ribadisce l’importanza della produzione di contenuti, e se da utente si percepisce un’overload informativa, da marketer lui è ben felice di questa abbondanza.

Cosimo Accoto, Partner OpenKnowledge, Firms, markets, consumers do not exist “out there”, nello speech conclusivo della seconda giornata affronta il tema del valore, che non è nel prodotto ma viene creato quando il consumatore usa il prodotto (co-creazione di valore). E’ difficile dimostrare al cliente come si genera valore con il digital marketing e con i social network, è un valore non percepibile nell’immediato ma nel medio-lungo termine; è un valore che va legato alla visione, al “feed the change”. Nella storia i primi risultati dei grandi cambiamenti non sono mai stati a ROI positivo, dai tempi della rivoluzione industriale in poi.

Alcuni di questi interventi sono stati davvero interessanti, e anche divertenti...continuate a seguire UniversoDigitale, nelle prossime settimane ritornerò con qualche sorpresa direttamente dal Social Business Forum.

A presto!!!

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