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" LIBERI DI SOGNARE " di POETA TONINO

VIRGOLE DI POESIA

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   L I B E R I   DI   S O G N A R E

Ho visto le tue orme sulla sabbia

i passi brevi e leggeri, senza peso.

Le ho seguite, sapevo che mi portavano a te,

lì allo scoglio, dove i nostri sogni ogni notte si incontrano per abbracciarsi.

Mentre mi avvicinavo, tu mi davi le spalle guardando l’oceano, il nostro.

Avvolta nei tuoi lunghi capelli corvini, lo sguardo deciso,

teso tra orizzonte e cielo, dritta e immobile aspettavi il mio arrivo.

Ti sei girata solo nel sentirmi arrivare, due lacrime solcavano le tue guance

che brillavano illuminate dalla luna e che tu hai asciugato appoggiandoti adagio sul mio petto.

E’ stato il nostro silente saluto, già concordato.

A terra sulla sabbia, accanto a te un cesto ricolmo delle tue barche di carta.

Quante ore rubate al sonno, sola nelle anonime stanze d’albergo

a vergare delle tue paure antiche, quei fogli e piegarli per farne barchette.

Ora eri pronta, decisa a liberarti dei ricordi ossessivi del tuo ingombrante passato.

Ti sei avvicinata all’acqua che ora lambiva i tuoi piedi scalzi, il nostro rito poteva iniziare.

Erano giorni che aspettavamo il vento giusto.

In ginocchio sulla battigia, come in preghiera, lentamente,

ad una ad una hai affidato all’oceano, nelle barche, le tue pene,

affinché le portasse con se, oltre l’orizzonte, per sempre in balia delle onde.

Poi, come il rito vuole, ti sei girata per non guardare.

Il vento intanto mandava le barche verso il largo mentre tu, senza girarti ti allontanavi dal tuo dolore.

Ti ho detto: “vai cuore mio, resto io a controllare che le onde non riportino a riva il tuo strazio,

vai leggera alla tua casa sul lago, là presto ti raggiungerò”.

Sono restato a guardare l’oceano e le barche che spinte dal vento cavalcavano veloci le onde,

per sparire, camuffate nella bianca schiuma e riapparire sempre più lontane,

illuminate dalla candida luna, fino a sparire oltre l’ultima linea dell’orizzonte.

Quando anche l’ultima tua barca alla mia vista si è sottratta, in riva al nostro oceano,

tutte le mie lacrime ho pianto, anch’io senza più il peso del tuo dolore immane.

Ora potevo raggiungerti al lago, per stringerti per sempre a me, noi, finalmente liberi di sognare.

( Poeta Tonino )

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